Accumuli, Cer e mobilità elettrica per la transizione sarda

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La presidente Todde presenta le linee programmatiche in Consiglio e la prossima settimana vede Pichetto Fratin, resta da sciogliere il nodo della moratoria sulle rinnovabili. La strategia della Giunta lega l’energia alla programmazione urbanistica e alla tutela ambientale.

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Bisognerà aspettare la prossima settimana per vedere se ci saranno passi avanti sostanziali lungo il percorso intrapreso dalla Sardegna in tema di energia.

Il 21 maggio, infatti, è previsto un faccia a faccia tra la presidente regionale, Alessandra Todde, e il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a poca distanza dall’annunciata moratoria sulle rinnovabili nell’Isola.

All’ordine del giorno, inevitabilmente, anche la connessa materia delle aree idonee e il recente DL Agricoltura per quel che riguarda il fotovoltaico.

Tutto ciò considerando che il Consiglio regionale, dove è depositato il disegno di legge recante la “sospensiva” (come viene chiamata dalla presidente Todde), sta organizzando le sue attività di inizio legislatura e a breve dovrebbe arrivare la prima convocazione delle commissioni.

Bisogna, infine, considerare che la prossima settimana avrà un focus particolare su tutti questi temi anche perché il 22 maggio, a Roma, sono previsti gli Stati generali contro l’eolico e il FV a terra indetti da 17 associazioni e movimenti (tra nazionali e locali).

Le dichiarazioni programmatiche della presidente Todde

Intanto la governatrice ha ribadito chiaramente quale sia il percorso che intende seguire intervenendo, venerdì scorso, in Consiglio regionale per le dichiarazioni programmatiche.

“Vogliamo realizzare una transizione energetica che sia utile prima di tutto alla Sardegna e ai sardi – ha spiegato – ponendo al centro paesaggio e ambiente, valori primari e beni non negoziabili. Non tollereremo speculazioni”.

Una prospettiva che si intreccia in una programmazione più ampia: “Intendiamo indirizzarci verso il superamento di approcci settoriali per una pianificazione e progettazione ambientale olistica”.

Per facilitare tutto ciò sarà istituto un ufficio speciale per il coordinamento interdisciplinare delle politiche.

L’idea di trasversalità coinvolge anche la redazione di una nuova legge urbanistica e l’aggiornamento del Piano paesaggistico regionale, con l’obiettivo di affrontare sfide come la resilienza climatica, la sostenibilità e la conservazione del patrimonio, stando a quanto riferito dalla presidente regionale. Focus particolare, infine, riguarda la riduzione del consumo di suolo.

Le soluzioni tecnologiche su cui si vuole puntare

Sin qui l’approccio che s’intende seguire in Giunta. Ma quali sono gli specifici ambiti tecnologici che faranno da driver?

La risposta è nelle parole della presidente Todde quando spiega che “agiremo su sviluppo di comunità energetiche rinnovabili e innovazione tecnologica, includendo il ricorso all’idrogeno e a nuovi sistemi di accumulo”.

Un occhio anche alla rete volendo “gestire efficacemente i flussi di potenza per stabilizzare il sistema elettrico, promuovendo l’autoconsumo e sviluppando infrastrutture e politiche industriali compatibili con l’aumento delle Fer”.

Non solo fonti rinnovabili. Sono al vaglio “incentivi” e “partenariati pubblico-privati” per agire sui consumi energetici di ogni settore, oltre alla possibilità di istituire la Società energetica della Sardegna quale multiutility che possa “coordinare la transizione assicurando energia pulita e prezzi equi, con un focus sull’inclusività e sui benefici per la comunità”, secondo Alessandra Todde.

Infine i trasporti, altro ambito da efficientare dal punto di vista energetico: “Integreremo la mobilità elettrica con il sistema energetico per ottimizzare l’uso delle fonti rinnovabili e prevederemo azioni specifiche per promuovere la diffusione dei veicoli elettrici, inclusa la creazione di un sistema di ricarica capillare ed economicamente vantaggioso per i cittadini, le imprese e il Tpl”.

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