Il cameriere ti fa strada. Entri nella tua nuova camera d’albergo. Fa troppo caldo nonostante i 5 gradi esterni. Apri la finestra senza pensarci troppo. Hai bisogno d’aria.

Sembra l’inizio di un qualsiasi viaggio invernale, ma è l’incubo di chiunque si occupi di efficienza energetica. Uno spreco di risorse, un picco nei consumi, alle volte assume la forma di azioni quotidiane che a chi le compie sembrano trascurabili. Solo decisioni spinte dalla ricerca di un maggiore comfort.

Perché non far selezionare all’ospite dell’hotel, oltre che la stanza, anche la temperatura ideale all’arrivo? E ancora, perché non consentire ai clienti di scegliere la struttura in cui soggiornare in base ad una classifica con le più “green” in vetta? Si eviterebbero inutili sprechi, diminuirebbero i costi per l’albergo e si offrirebbero all’utente servizi customizzati e informazioni utili.

Proprio questa idea è stata la vincitrice dell’Energy Efficiency Hack 2018, evento dedicato all’innovazione nell’efficienza energetica, organizzato a Berlino a fine febbraio dalla DENEFF, la Deutschen Unternehmensinitiative Energieeffizienz (German Business Initiative on Energy Efficiency, nella sua denominazione in inglese) che è attiva dal gennaio 2011 nella promozione delle strategie sull’efficienza energetica nel settore dell’edilizia e dei processi industriali.

Per 24 ore oltre 130 studenti e professionisti da 18 paesi si sono sfidati sulle tre sfide dell’hackathon: “Smart store”, “Smart insulation”, “Smart building elements”.

Al centro dell’evento la progettazione proprio attorno ai tre pilastri dell’attuale strategia per promuovere l’efficienza energetica in Germania: edilizia, consumatori e aziende. “Come coinvolgere i consumatori in processi a sempre maggiore efficienza energetica?” era il quesito trasversale in cerca di risposte innovative.

E a dare la risposta vincente, come detto, è stato il gruppo di lavoro che ha avuto l’idea di integrare funzionalità smart per il comfort ad una classica piattaforma online per la prenotazione di alberghi.

Spezzare gli automatismi, creare un consumatore più consapevole e innescare circoli virtuosi di più ampia portata che coinvolgano attori aziendali richiede misure immediate e processi a lungo termine. D’altra parte, questi sono anche i binari su cui si muove la strategia nazionale per la promozione dell’efficienza energetica in Germania.

La chiave di volta è nella sinergia: non più iniziative dall’alto o dal basso, ma un mix delle due in processi sinergici che ottimizzano gli sforzi di privati cittadini e imprese.

A livello nazionale, il quadro strategico è ordinato dal NAPE, il Nationale Aktionsplan Energieeffizienz. Commissionato ai sensi della direttiva europea sull’efficienza energetica 2012/27/UE pubblicato il 3 dicembre 2014, il piano è stato il paradigma ambientale della diciottesima legislatura dal governo federale.

Il NAPE consiste in un pacchetto di misure ideate per migliorare le performance energetiche del paese, da implementare secondo il flusso di “fornire informazione – offrire supporto – esigere un’azione”.

Il Ministero Federale dell’Economia e dell’Energia (Bundesministeriums für Wirtschaft und Energie, o BMWi) ha investito sul programma un budget di 1,2 miliardi di euro per il triennio 2016 – 2018.

Tra il 2008 e il 2015, i consumi di energia primaria sono calati di oltre l’8%. Il governo tedesco punta a registrare un calo ulteriore fino al 20% entro il 2020. Un obiettivo che appare fattibile, a patto che cittadini, imprese e pubblica amministrazione agiscano in sintonia.

Per esplorare misure e strategie della serie di interventi necessari, il BMWi, ha avviato, nell’agosto 2016, una consultazione pubblica sul Green Paper on Energy Efficiency (Grünbuch energieeffizienz).

Trasparenza e partecipazione sono gli strumenti con cui la NAPE mira a rendere i consumatori attori del cambiamento: la filosofia del “misura – capisci – agisci – risparmia” mobilita il consumatore consapevole che viene responsabilizzato ed è in grado di prendere decisioni informate sul suo consumo energetico. La distanza tra tradizionali decisori, policy maker e aziende, e privato cittadino si assottiglia: lo sforzo è collettivo, consapevole e partecipato.

L’incentivo è anche economico. In Germania, l’introduzione di misure per l’efficienza energetica ha portato dall’inizio del secolo a un risparmio record nel bilancio delle spese familiari. Questo primato mondiale ha consentito di ridurre i consumi, come riportato nel report BMWi “Energy Efficiency” del 2017, di circa 580 dollari pro capite dal 2000.

Tra il 1990 e il 2017, il Consumo interno lordo tedesco è cresciuto solo del 8,4%, mentre quello italiano ha fatto segnare un incremento di circa il 31,5%. A questa disparità hanno di certo contribuito gli interventi di ammodernamento sull’apparato produttivo prima inefficiente della zona est dopo la riunificazione.

Appare evidente inoltre, considerando dal 2007 un Pil in continua crescita ad eccezione del 2009, che a influire non sia stata solo la crisi economica. La Germania, con nuove necessità energetiche, anche alla luce della scelta di chiudere alcune tra le più vecchie centrali nucleari nazionali, ha posto le basi per una più strutturale politica di contenimento dei consumi e di efficientamento energetico.

Secondo stime del DENEFF sono tra i 260.000 e i 400.000 i posti di lavoro che il comparto è destinato a creare fino al 2020. Solo nel settore dell’edilizia, il mercato per prodotti e servizi ad alta efficienza energetica sarà più che raddoppiato – da 90 a 190 miliardi di euro – in tutto il mondo entro i prossimi dieci anni. L’efficienza energetica è motore stesso del PIL e dell’occupazione.

Come si è visto all’Energy Efficiency Hack 2018, dal Ministero agli studenti, passando per le aziende e i clienti, la Germania ha messo la quinta e porta tutti nel futuro consumando meno.