La prima azienda italiana che realizza in full equity una centrale solare fotovoltaica in Iran è la Carlo Maresca spa che immette dal 4 marzo elettricità nella rete.

Un impianto, “Blu Terra2”, da 10 MW di potenza per 30mila moduli che ha una producibilità di  17milioni di kWh annui, equivalenti al fabbisogno medio di 5mila abitazioni. Il parco fotovoltaico è installato sull’isola di Qeshm su un terreno di 20 ettari di ampiezza (l’equivalente di circa 40 campi di calcio).

I moduli sono posizionati su strutture in ferro zincato ancorate a terra mediante oltre 11mila puntelli. Per il completamento dell’opera, che ha impiegato per circa sei mesi 80 lavoratori del posto, sono stati utilizzati oltre 25mila metri di cavi elettrici di media tensione e oltre 200 km di cavo solare.

Secondo la ditta che lo ha realizzato, sebbene questa sia una grande opportunità per l’internazionalizzazione del gruppo, un progetto di questo tipo richiederebbe un sostegno e una strategia di lungo termine con adeguate coperture in termini di rischio Paese.

“Investire all’estero ‘buttandosi’ in nuove avventure – spiegano i Maresca – è una caratteristica del popolo italiano e fa parte del nostro modo di fare impresa. Non sono però attive, a differenza di quanto accade in diversi contesti europei, quelle tutele statali che intervengono quando si verificano crisi interne e internazionali nelle nazioni in cui si investe”.

L’azienda ha già avviato l’iter autorizzativo per altri due parchi fotovoltaici vicino Teheran da 100 MW ognuno e firmato i contratti per i terreni. Per questo motivo sperano che si dia attuazione all’intervento di Invitalia Global Investment a tutela delle imprese che decidono di investire all’estero.

Il Gruppo ha investito 8 milioni di euro, cercato terreni, chiuso l’iter autorizzativo e ricevuto permessi per l’allaccio in rete in poco più di otto mesi. Il cantiere è stato chiuso in sei mesi, utilizzando tre tecnici italiani e tutta manodopera locale.

All’inaugurazione da parte iraniana sono intervenuti il vicepresidente della zona franca di Qeshm Alì Yadghar, il direttore generale della società Hormozagan che distribuisce l’energia a Qeshm Ahmadreza Kahouri e Jafar Mohammadnejad della SATBA, l’agenzia governativa che gestisce tutta l’energia rinnovabile in Iran.