Scenari per una ripida discesa dei costi dello storage

Le batterie al litio scenderanno sotto il prezzo strategico di 100 $/kWh quando saranno installati volumi per una capacità di 1 TWh. Accadrà nel 2030 grazie ad una crescita annuale del 31%. A quel punto il costo dell’elettricità stoccata scenderà a 0,05 €/kWh; un effetto dirompente se abbinato al crollo del kWh solare. L'analisi di Winfried Hoffmann.

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Una variabile fondamentale per la crescita della generazione distribuita, quella rappresentata anche dalle cosiddette disprutive technologies (“disruptive” per la produzione energetica convenzionale, ovviamente), è il costo degli accumuli. Secondo Winfried Hoffmann, un esperto analista del settore fotovoltaico ed ex capo manager tecnico di Applied Materials, i costi dello storage, in base alla sua elaborazione della curva di apprendimento, potrebbero ridursi del 7% all’anno. E Hoffmann in tempi non sospetti aveva ben valutato anche l’evoluzione futura dei costi del solare. 

Intervistato da PV Magazine, Hoffmann afferma che applicando per i costi delle batterie agli ioni di litio lo stesso metodo utilizzato per i moduli FV si riesce a dimostrare che la loro riduzione è di circa il 15-20% per ogni raddoppio della produzione. Ricordiamo che un modulo FV nel 2000 costava per watt tra 5 e 6 $, mentre nel 2014 è arrivato ai 0,5-0,6 $/W.

Nella relazione presentata recentemente ad Amsterdam nel corso di EU PVSEC, Hoffmann ritiene che le batterie al litio per i veicoli elettrici riusciranno a scendere sotto il prezzo strategico dei 100 $ per kWh di capacità allorché saranno installati nel mondo volumi per una capacità cumulativa di almeno 1 TWh (terawattora) (a lato il grafico della curva di apprendimento per le batterie al litio, a cura di W. Hoofmann).

Al momento le batterie per le auto elettriche rappresentano una capacità di accumulo totale di circa soli 7 GWh. Ma con una crescita annuale del 31%, quell’obiettivo potrà essere raggiunto già nel 2030. Per l’esperto questo sviluppo è abbastanza realistico alla luce del fatto che, ad esempio, la potenza fotovoltaica tra il 2000 e il 2010 è cresciuta in media del 41% ogni anno, con un raddoppio quindi in poco più di 2 anni.

Una batteria al litio per auto nel 2012 costava circa 520 $/kWh e almeno un terzo era da attribuire all’involucro (packaging), mentre il resto, cioè 340 $, era speso per le celle, spiega l’analista. Entro il 2020 il costo del packaging però scenderà a 50 $, ed entro il 2030 calerà molto di più, almeno di un’altra metà (vedi grafico sotto, a cura di W. Hoffman).

Nella sua analisi Hoffmann considera un tipico uso della batteria intorno all’80% e un numero di cicli di carica e scarica pari 5mila: da qui stima che il costo dell’elettricità stoccata potrà scendere da 0,20 €/kWh (0,25 $) del 2012 a 0,05 €/kWh (0,06 $) nel 2030. Inoltre, con un costo dell’elettricità solare che intanto potrebbe arrivare 0,05-0,10 €/kWh, per una famiglia sarebbe molto più conveniente consumare il kWh generato con il proprio impianto solare, e quindi appordare ad un autoconsumo spinto, anziché acquistarlo dalla rete.

Addirittura questa produzione di energia elettrica rinnovabile distribuita potrà avere costi inferiori a quella dei nuovi impianti nucleari e delle centrali a carbone con sequestro e stoccaggio della CO2 (CCS).

Questi dati ci dicono che lo ‘smottamento’ dell’attuale struttura energetica è in vista, se non già avviato, come avvertono molti studi apparsi negli ultimi mesi.

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