Le rinnovabili pronte ad accelerare

  • 7 Marzo 2008

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Escono i dati sullo sviluppo mondiale delle rinnovabili con la pubblicazione del rapporto "REN21 Renewables 2007 Global Status". La loro crescita è impressionante, ma riusciranno a salvarci dalle possibili crisi energetiche?

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L’impennata del prezzo petrolio, ormai consolidatosi sui 100 dollari e oltre, la forte domanda di gas naturale da parte dei paesi industrializzati (Usa in testa) e, in alcune aree l’emergere di problemi di approvvigionamento, il raddoppio del prezzo del carbone nel corso del 2007 (possibile un picco della produzione di carbone nel prossimo decennio?), fanno pensare alle primissime avvisaglie di una prossima crisi energetica con una domanda che non si preannuncia affatto in calo almeno nel prossimo quinquennio, specialmente in paesi come Cina e India.

Il Presidente del Worldwatch Institute, Chris Flavin, commentando il recente rapporto “REN21 Renewables 2007 Global Status” (vedi in allegato), ha detto che le fonti rinnovabili sono pronte per contribuire in maniera significativa a soddisfare i bisogni mondiali di energia e a ridurre la crescita delle emissioni di anidride carbonica causata dall’utilizzo delle fonti fossili. Flavin spiega che le analisi scientifiche sul clima ci dicono chiaramente che dobbiamo cambiare sistema energetico e ridurre le emissioni di gas serra da subito, ma questo processo va accelerato con politiche molto più incisive che sostengano le fonti rinnovabili.

Non si può non essere d’accordo con lui, ma nelle sue parole si deduce la chiara antinomia tra un settore, ad esempio quello dell’elettricità da fonte rinnovabile, che cresce in maniera impressionante, aumentando del 50% la sua potenza globale dal 2004 al 2007 (nessun comparto industriale ha un tale trend), e l’effettiva quota che questi 240 GW rappresentano sull’offerta di generazione elettrica mondiale, cioè solo il 3,4%.

La massa di investimenti attivata per lo sviluppo delle rinnovabili (71 miliardi di dollari nel 2007, senza considerare i 15-20 miliardi di $ nel grande idroelettrico) e il recente interesse per questi settori da parte delle maggiori banche commerciali e di investimento, dei capital venture e del capitale privato, fanno ritenere che la rampa di lancio sia pronta, ma che se non si deciderà di azionare concretamente i reattori il rischio è che le energie pulite non saranno in grado di scongiurare un lungo periodo di crisi che molti osservatori ritengono possibile entro la metà di questo secolo. Forse, efficienza e rinnovabili (e sicuramente nucleare) non potranno essere l’unica risposta senza che venga rimesso in discussione il fatto che l’unico parametro valido, nell’attuale modello economico, sia l’incremento del prodotto interno lordo, ma questa è un’altra storia che meriterebbe il giusto approfondimento.

Per il momento il “REN21 Renewables 2007 Global Status Report”, presentato alla Washington International Renewable Energy Conference del 4-6 marzo, ci fornisce dati molto interessanti sullo sviluppo e le tendenze delle energie rinnovabili a livello mondiale.
Come detto, viene stimata in 240 GW (240.000 MW) la potenza di impianti per la produzione di elettricità da rinnovabili al 2007: il 5% della potenza totale installata e il 3,4% della produzione totale. Nel 2006 gli impianti alimentati a fonte rinnovabile (escluso il grande idroelettrico) producevano la stessa energia elettrica prodotta dal 25% degli impianti nucleari.
A livello mondiale gli occupati nel 2006 venivano stimati in oltre 2,4 milioni (1,1 milione nella produzione di biocombustibili).

Se passiamo a valutare alcuni dati settoriali, vediamo che l’eolico, che nel 2007 è cresciuto di oltre il 25%, ha raggiunto una potenza installata di 95 GW. Il fotovoltaico, che ha registrato un incremento del 50% sia nel 2006 che nel 2007, conta su una potenza installata superiore ai 10 GW: collegata alla rete 7,7 GW e di 2,7 GW per gli impianti stand-alone. Potremmo traslare questo dato in oltre 2 milioni di abitazioni alimentate da elettricità solare.
Il solare termico ha raggiunto una potenza installata di 105 GW termici (dato 2006): sono quasi 50 milioni le case che dispongono di collettori solari termici.

Sono oltre 2 milioni le pompe di calore geotermiche utilizzate nel mondo e sempre più in crescita l’uso delle biomasse per la produzione di elettricità e calore.
I biocombustibili (etanolo e biodiesel) hanno registrato un incremento del 43% dal 2005; il bioetanolo nel 2007 copre una quota del 4% dei 1.300 miliardi di litri di benzine consumati nel mondo. Le implicazioni ambientali e sociali di un tale boom però non tarderanno a farsi sentire e un attento esame di questi comparti andrà fatto.

Importante è anche il dato sui paesi in via di sviluppo, inclusa la Cina: insieme detengono più del 40% delle potenza di impianti a fonte rinnovabile installati nel mondo, più del 70% della potenza del solare termico e il 45% della produzione di biodiesel. Sono 25 milioni le famiglie che cucinano e illuminano le abitazioni con il biogas e oltre 2,5 milioni le case che usano sistemi fotovoltaici per l’illuminazione.

Mohamed El-Ashry, presidente di REN21, ha dichiarato: “Tantissimo è accaduto negli ultimi 5 anni nel settore delle energie rinnovabili, tanto che le percezioni di alcuni politici e analisti del settore energetico sono rimaste così indietro che non riescono a comprendere i grandi risultati raggiunti oggi dall’industria di questi settori”.

LB

7 marzo 2008

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