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Bioetanolo, quando industria e burocrazia collidono

  • 6 Dicembre 2007

In questi ultimi 8 anni i governi italiani hanno stanziato quasi 300 milioni di euro per la promozione del bioetanolo e il suo utilizzo, ma è stato possibile utilizzare solo il 3% di questa cifra. Un articolo di Marco Bertagni, direttore AssoDistil.

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Esattamente 8 anni fa, il 23 dicembre del 2000, ebbe inizio in via ufficiale la grande saga del bioetanolo. Il Governo italiano stanziò, tra i primi in Europa, dei fondi volti ad incentivare la produzione di bioetanolo e il suo utilizzo sul territorio nazionale. Per la precisione, si trattava di 30 miliardi di vecchie lire, come minori entrate erariali, per applicare un’accisa ridotta su bioetanolo ed ETBE miscelati con le benzine.
Grandi plausi ed entusiasmo, allora, per questa iniziativa, che destò l’interesse del mondo agricolo, di quello distillatorio, degli ambientalisti.

Negli anni successivi, quasi in ogni Legge Finanziaria, furono stanziati fondi crescenti per la promozione del bioetanolo. Nel complesso, tra il 2000 e il 2007 sono stati previsti nel bilancio dello Stato la bellezza di 279 milioni, a cui vanno (andrebbero?) aggiunti i 219 per il triennio 2008-2010.
Ebbene, ad oggi, di tutti questi fondi, è stato possibile utilizzare solo 10 milioni di euro per mancanza dei provvedimenti attuativi della norma primaria.

Sfidiamo chiunque a trovare un Paese moderno, o presunto tale, dove si possa riscontrare una discrasia così evidente tra volontà politica, espressa in norme primarie, e operato degli organi amministrativi, chiamati a dare applicazione a quanto sancito dalle norme stesse. Stiamo parlando, in altri termini, di probabili, reiterate violazioni di interessi economici legittimi di una categoria.

Leggi tutto l’articolo di Marco Bertagni (vedi allegato)

6 dicembre 2007

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