Sorgerà a Ferrara un borgo a basso impatto ambientale, il “Borgo Solare”dove le parole d’ordine sono: architettura sostenibile, risparmio energetico, energia solare e conservazione delle risorse.
L’idea nasce dalla volontà del Gruppo immobiliare Gambale di realizzare un complesso edilizio sostenibile, inserito nell’ambiente circostante, tecnologicamente avanzato, piacevolmente vivibile ed economicamente fattibile. L’idea, che risale ormai al lontano 2001, sembrava praticamente impossibile da realizzare, ma grazie al supporto tecnico del Politecnico di Milano (Dipartimento di Energetica e Dipartimento Best), che ha messo in campo le proprie competenze progettuali di ricerca e si è fatto garante tecnico dell’intera operazione, e alla volontà del Comune di Ferrara il progetto è stato messo sulla carta. Un percorso non privo di difficoltà. Ci sono volute ben 16 variazioni al disegno iniziale per riuscire a mettere in campo una progettazione “sistemica”, in cui tutti gli aspetti sono stati sviluppati, evoluti e modificati in parallelo.

Borgo Solare è, infatti, il risultato di un’attenta analisi di molti aspetti che spesso nelle tradizionali costruzioni non vengono considerati. Particolare attenzione è stata infatti dedicata alla progettazione degli edifici e al materiale da costruzione per la loro realizzazione.
Ciò che caratterizza il progetto è la sua alta specificità. Gli esperti del Politecnico di Milano sono riusciti a creare un nuovo modello costruttivo, sostenibile ma declinato su quelle che sono la caratteristiche meteoclimatiche del nostro Paese. Non si tratta infatti di un disegno copiato o tradotto da altri modelli, come ad esempio quelli nordici, che seppur ottimi sono stati pensati per climi ben diversi dai nostri. Il modello Borgo Solare, invece, ben si adatta alle specificità climatiche dell’Italia. Sarebbe infatti un’assurdità pensare che uno stesso modello possa essere applicato tanto a Bolzano quanto a Lampedusa.
L’involucro e i serramenti sono stati pensati tenendo conto dell’isolamento termico, dell’inerzia termica, del controllo della radiazione solare, della ventilazione naturale e privilegiando il rapporto con le tradizioni costruttive locali.

Sotto l’aspetto più specificatamente energetico Borgo Solare prevede l’istallazione di collettori solari piani e di tegole fotovoltaiche, il progetto è infatti orientato alla valorizzazione della risorsa solare, rispettando il principio del diritto al sole. La disposizione degli edifici, le distanze reciproche e le configurazioni tipologiche, sono state studiate in maniera tale da consentire la captazione della radiazione solare da parte dei componenti energetici integrati nell’involucro; favorire il guadagno solare attraverso le superfici vetrate nella stagione fredda; schermare gli ambienti interni dal carico solare estivo e massimizzare l’illuminazione naturale degli ambienti interni.
Borgo solare è stato pianificato anche in un’ottica di riduzione dei consumi energetici. Gli impianti di raffrescamento e riscaldamento istallati saranno dotati di elevati valori di efficienza energetica, come le pompe di calore alimentate da acqua di falda, abbinate a sistemi di pannelli radianti.

I progettisti hanno avuto un occhio di riguardo non solo per gli aspetti energetici, ma anche alle risorse naturali in generale, puntando a una diminuzione della domanda. Massima efficienza per la gestione del ciclo idrico, i cui consumi saranno ridotti del 50%. Questo aspetto non è da sottovalutare, poiché la possibilità di ridurre drasticamente i consumi di acqua fa sì che il know how del Borgo Solare possa essere trasferito anche in aree con problemi di approvvigionamento idrico.
Il progetto nel suo complesso prevede un sistema di gestione dei rifiuti improntato sulla riduzione della produzione e della pericolosità degli stessi; sul riutilizzo, riciclaggio e recupero di materia; sul recupero del contenuto energetico dei rifiuti e sullo smaltimento delle frazioni residue secondo canoni di sicurezza e rispetto dell’ambiente e della salute.
Con un occhio ai numeri Borgo Solare conta su un volume residenziale di 38.000 m3, 110 alloggi,  15.000 m2 di giardini, 8.500 m2 di parco botanico, aiuole e fasce piantumate per 1.400 m2, oltre a 4.000 m2 di piste pedociclabili e 1.000 m2 di sentieri pedonali.
Il quartiere potrà poi contare sul contributo delle fonti rinnovabili, stimato pari ad almeno il 10% del fabbisogno energetico e una riduzione del 50% delle emissioni di anidride carbonica (CO2), riduzione del 50% dei consumi idrici.

Il risultato è un complesso residenziale ad alta efficienza, con consumi per riscaldamento inferiori a 30 kWh/m3 annui che possono essere paragonati allo standard di Casa Clima di Classe A.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, è stato stimato un incremento dei costi di costruzione dell’ordine del 10-20% rispetto agli edifici standard, un onere che si è assunto interamente il costruttore.
Una volta terminato il Borgo Solare sarà costantemente monitorato, verranno registrati e analizzati i dati energetici e ambientali.
I numeri indicati sono reali e arrivano da conteggi fatti da ricercatori dell’università e tecnici che in questi anni hanno dedicato il loro tempo a un progetto che ha tutte le potenzialità per diventare un vero e proprio modello di costruzione sostenibile. Non è quindi un miraggio ma un progetto, purtroppo ancora sulla carta, ma che si appresta a diventare realtà, autorizzazioni permettendo.

L’Amministrazione comunale di Ferrara, ha creduto fortemente nell’idea, tanto che l’attuale sindaco ha inserito “Borgo Solare” nella sua campagna elettorale. E oggi il Comune è al lavoro, in occasione dell’elaborazione del nuovo Regolamento Urbanistico Edilizio, per modificare la destinazione d’uso dell’area in cui dovrebbe sorgere il borgo. Il complesso dovrebbe infatti essere edificato in una zona che ora è rubricata come categoria G, ovvero destinata alla realizzazione di edifici destinati a servizi, e che dovrebbe invece essere trasformata in area residenziale. Il cambio di destinazione d’uso dovrebbe portare solo a un miglioramento della qualità ambientale della zona e a una riduzione degli impatti.

Parliamo infatti di una trasformazione da un’area che ora potrebbe ospitare ad esempio parcheggi, centri sociali, attrezzature sportive, attività ricreative e perfino piste di moto cross, fino ad oltre 150.000 metri cubi, a un’area che invece si appresta ad accogliere un complesso edilizio altamente sostenibile, il Borgo Solare. Senza contare che a fare da contorno ai nuovi edifici vi sarebbero anche aree verdi ed altre strutture pubbliche che raggiungono il 150% rispetto agli standard minimi richiesti.

Si spera che gli iter burocratici, ancora una volta, non rappresentino un ostacolo insormontabile alla realizzazione di idee lungimiranti che certamente potrebbero contribuire allo sviluppo economico e tecnologico senza compromettere la salute del Pianeta. Se così non fosse il sospetto, più che legittimo, sarebbe quello che forse dietro a una decisone politica contraria al progetto vi siano gli interessi economici di pochi.

Cecilia Bergamasco, e-gazette Milano

3 ottobre 2006