La direttiva 2012/19/Ue, modificata dalla direttiva 2024/884, prevede un riesame complessivo della disciplina Raee entro il 31 dicembre 2026.
In quest’ambito “potrebbe essere valutata l’introduzione di una categoria specificamente dedicata ai pannelli fotovoltaici e di modalità di finanziamento” apposite, è quanto spiegato il 22 luglio in commissione Attività produttive della Camera dalla viceministra al Mase, Vannia Gava, che ha risposto a un’interrogazione di FI (testi disponibili in basso).
Il ministero ha inoltre avviato “una rilevazione puntuale dei contributi ambientali applicati dai sistemi collettivi, richiedendo informazioni dettagliate sugli importi applicati alle diverse tipologie di moduli e sulla composizione delle relative voci di costo, comprese quelle relative a trasporto, logistica, trattamento e attività amministrative”.
Inoltre, è stato richiesto al Gse un supporto tecnico qualificato finalizzato all’elaborazione di un’analisi dei valori medi di mercato, “al fine di verificare l’eventuale presenza di criticità nella determinazione dei contributi ambientali e di assicurare la sostenibilità del sistema”, fa sapere la viceministra.
Nella prima parte della risposta si ricostruiscono invece i contenuti del decreto legislativo n. 2/2026 che recepisce la direttiva Ue sui Raee.
L’articolo 4, in particolare, disciplina i pannelli fotovoltaici provenienti sia da ambito domestico (impianti sotto 10 kW) sia da ambito professionale (sopra 10 kW), ponendo in capo ai produttori il finanziamento per la gestione di tali Raee generati a partire dal 13 agosto 2012.
Negli altri casi la responsabilità del finanziamento della gestione è invece in capo ai detentori del rifiuto.
La disposizione fa comunque salvi gli strumenti di garanzia finanziaria attivati per la gestione del fine vita dei pannelli FV incentivati con i vari conti energia.
Si ricorda, infine, che il prossimo 31 luglio scadrà la seconda finestra temporale nel 2026 per l’adesione dei soggetti responsabili d’impianto FV ai sistemi collettivi di gestione dei Raee.
Tra questi sistemi collettivi c’è anche Ecolamp, che il 23 luglio ha diffuso i dati di attività nei primi sei mesi dell’anno.
In particolare, questo consorzio ha avviato a riciclo 941 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e moduli fotovoltaici a fine vita (raggruppamento R4), 536 tonnellate di sorgenti luminose esauste (R5) e quasi 19 tonnellate in R1, R2 ed R3.
“Anche in questo semestre – si legge in una nota – la parte più consistente dell’R4 è rappresentata dai pannelli fotovoltaici a fine vita: il servizio dedicato ExtraVoltaico ha gestito circa 315 tonnellate, più che raddoppiando (+110%) rispetto alle 150 tonnellate registrate nel primo semestre 2025”.

























