Sviluppare una tecnologia avanzata per il riciclo di materiali provenienti dai pannelli fotovoltaici, arrivando a un livello di sviluppo tecnologico “Trl 9”, cioè quello antecedente la commercializzazione.
Questo l’obiettivo del progetto 9PV-up portato avanti dalla società veneziana 9-Tech, inserito tra le sette iniziative che l’Italia candiderà nell’ambito della seconda call per progetti strategici prevista nell’ambito del Critical Raw Materials Act europeo.
A darne notizia è il Mimit, dopo che il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) ha dato via libera ai sette progetti, che ora saranno sottoposti alla valutazione della Commissione Ue.
Tutte le iniziative che verranno giudicate “strategiche” da Bruxelles godranno di un accesso facilitato ai finanziamenti, di procedure autorizzative semplificate e di un maggiore supporto istituzionale.
L’iniziativa 9PV-up, in particolare, è stata qualificata come progetto di ricerca eccellente da Veneto Innova, con la concessione di 1 milione di euro a supporto.
L’obiettivo è recuperare fino al 90% in peso dei moduli FV e oltre il 95% del loro valore materiale, restituendo vetro, alluminio, rame, silicio e argento ad alta purezza.
Attualmente la tecnologia sviluppata è a un livello Trl6 e, con le attività 2026, si punta ad arrivare a Trl8, completando così il percorso di scalabilità e ottimizzazione del processo.
Il futuro impianto industriale con tecnologia 9-Tech sorgerà nel comune di Meolo (VE) ed è in fase di autorizzazione. Avrà una capacità di circa 600 kg all’ora, permettendo di recuperare 390 kg/h di vetro, 90 kg/h di alluminio, 15 kg/h di silicio, 4 kg/h di rame e 0,2 kg/h di argento.
Gli altri progetti selezionati
Insieme a 9PV-up figurano tra i promossi del Cite alcune iniziative riguardanti il riciclo e la trasformazione dei materiali.
Ad esempio “Neodymium Circular Magnets” della startup marchigiana RarEarth, dedicato al riciclo di magneti al neodimio, cioè materiali che vengono usati anche in ambito energetico.
Come si legge nel sito web della società, “in Rarearth la nostra missione è costruire un futuro circolare per i materiali di terre rare; un futuro che non si basa sull’estrazione, ma sulla rigenerazione. Siamo qua per trasformare il modo in cui le industrie si approvvigionano degli elementi magnetici che alimentano il nostro mondo: dai veicoli elettrici alle turbine eoliche, dalla robotica all’elettronica”.
PureGraph della Alkeemia di Porto Marghera, invece, riguarda la purificazione della grafite per applicazioni nelle batterie e nelle tecnologie avanzate; “un passaggio strategico per rafforzare la filiera europea e ridurre la dipendenza da forniture extra Ue”, come sottolinea la Regione Veneto in una nota.
In particolare, l’assessore alle Attività produttive Massimo Bitonci, citando sia questo progetto sia 9PV-up, commenta: “Il Veneto entra in una partita industriale decisiva per il futuro dell’automotive, dell’energia e dell’economia europea. A Porto Marghera si lavora su competenze, impianti e tecnologie già presenti, con l’obiettivo di portare valore aggiunto in una supply chain oggi cruciale”.
Relith di Massaro Group (FR) riguarda l’estrazione, il recupero e il riciclo del litio, mentre Rew-ITA green hub di Omcd Tek Hub in Piemonte punta al riciclo di tungsteno, cobalto, rame e argento.


























