Tecnologie green ed elettrificazione, ecco dove eccelle l’Italia

Buoni risultati per export di pompe di calore e di energia idroelettrica, ma c'è molto da fare su elettrificazione dei consumi nelle abitazioni e penetrazione dei veicoli elettrici.

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L’Italia ha la leadership in Europa per valore di esportazioni di pompe di calore, con 653,9 milioni di euro nel 2024, mentre fa registrare buoni risultati nella percentuale di elettrificazione delle ferrovie e nell’idroelettrico.

Male, invece, la penetrazione di veicoli elettrici e l’elettrificazione dei consumi nelle abitazioni. È quello che emerge dall’aggiornamento del set di dati interattivi di Bruegel, basato su diverse fonti ufficiali, che fornisce approfondimenti sulle tecnologie pulite e sul loro stato nel contesto europeo.

Le informazioni sono organizzate in quattro categorie economiche e raggruppate per tecnologia. La categoria “Diffusione” si riferisce all’installazione di cleantech e al loro contributo al mix energetico. “Produzione” si riferisce invece alle fabbriche situate in Europa che producono tecnologie pulite. La sezione “Commercio” valuta il flusso di merci in relazione alle tecnologie trattate. La categoria “Posti di lavoro” quantifica il numero di dipendenti lungo tutta la catena del valore delle tecnologie pulite.

Il Tracker copre attualmente otto tecnologie: batterie, veicoli elettrici, reti, pompe di calore, energia idroelettrica, nucleare, solare ed eolica. In totale traccia investimenti per 48 miliardi di euro complessivi.

Come si piazza l’Italia

Come già affermato, l’Italia primeggia tra i Paesi analizzati nel set di dati per quanto riguarda l’export di pompe di calore. Il valore di 653,9 milioni di euro nel 2024 è peraltro in calo rispetto al 2023 quando fu raggiunto un exploit da 693 milioni, come mostra il grafico. Seguono la Germania con 506.2 milioni e la Francia con 390 milioni.

Anche le ferrovie nazionali guadagnano un importante riconoscimento: sono infatti le seconde più elettrificate d’Europa, con una percentuale del 97,8%. Al primo posto c’è la Slovacchia che invece vanta il 100%.

L’export di energia idroelettrica rappresenta un ulteriore settore in cui il nostro Paese si distingue. Con 98,3 milioni di euro in valore, siamo i secondi per esportazioni, dietro alla Germania che primeggia con 116.2 milioni.

Ambiti che invece ci vedono tra gli ultimi posti sono la mobilità elettrica e l’elettrificazione dei consumi abitativi. La penetrazione di auto a batteria nella flotta nazionale è la diciottesima più bassa del campione, con una percentuale di appena 1,6%. Gli esempi virtuosi in questo ambito sono la Norvegia, prima con 17,9%, seguita da Islanda (22%) e Svezia (17,6%).

Sulle abitazioni invece il tasso di elettrificazione del 19,8% vale per l’Italia la 22esima posizione. Al primo posto c’è Malta, con il 75,4%, poi Norvegia (71,4%) e Bulgaria (51,7%).

L’andamento delle pompe di calore

Tornando alle pompe di calore, settore chiave per le cleantech in Italia, il set di dati suggerisce come crisi energetica europea del 2022 abbia portato a un forte aumento della domanda a causa dell’impennata dei prezzi del gas naturale.

Ciò è stato particolarmente evidente nei tre maggiori mercati energetici europei: Francia, Italia e Germania. Successivamente, il mercato si è raffreddato, con un calo delle vendite generalizzato nel 2024 rispetto al 2023.

In termini monetari, il commercio di pompe di calore resta comunque modesto rispetto ad altre tecnologie come il fotovoltaico, le batterie e i veicoli elettrici.

Inoltre, nel 2024 l’Ue è stato un importatore netto di questi dispositivi. Le importazioni per 1,2 miliardi di euro sono state compensate da esportazioni per 0,75 miliardi, con un saldo netto pari a 0,45 miliardi. Il principale partner commerciale dell’Ue per le importazioni è la Cina, mentre i due principali partner commerciali per le esportazioni sono la Svizzera e il Regno Unito.

L’occupazione nel settore delle pompe di calore è cresciuta costantemente dal 2014. Secondo le stime, nel 2023 il settore impiegava nell’Ue 80.100 persone (compresi ricerca e sviluppo, produzione, costruzione e gestione), di cui oltre la metà nel settore edile.

I posti di lavoro nel settore delle pompe di calore rappresentano l’8% dei posti di lavoro nel settore delle cleantech registrati nel dataset di Bruegel. Il Portogallo, la Svezia e l’Estonia primeggiano in questo ambito se considerati in percentuale sul totale degli occupati.

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