Il Superbonus spinge il mercato italiano delle costruzioni nel 2022

Dati, tendenze e analisi nell'Osservatorio Ance. Si prevede una crescita del 22% per le riqualificazioni del patrimonio abitativo nel corso dell'anno con circa 70 miliardi di euro di investimenti totali.

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Il Superbonus (insieme con gli altri bonus edilizi) spinge il mercato italiano delle costruzioni con la previsione di investimenti complessivi nel 2022, per il settore della riqualificazione del patrimonio abitativo, pari a 70,3 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto al 2021.

Mentre per il 2023 si attende una flessione del 24% delle manutenzioni straordinarie, soprattutto a causa della scadenza, a fine 2022, degli incentivi fiscali del Superbonus 110% per la riqualificazione degli edifici unifamiliari; questo segmento di mercato ha rappresentato, nel 2021-2022, circa il 50% degli investimenti realizzati con questa agevolazione fiscale.

Sono alcuni dei numeri più importanti diffusi da Ance (Associazione nazionale costruttori edili) nel suo Osservatorio congiunturale sulle costruzioni (link in basso).

In tema di Superbonus, Ance riprende i dati del monitoraggio Enea-MiSE-MiTE sottolineando che a settembre prosegue la buona performance dello strumento fiscale già riscontrata nei mesi estivi: alla fine del mese, infatti, gli interventi edilizi sostenuti dal Superbonus sono 307.191, per un ammontare corrispondente di 51 miliardi di euro, di cui il 76%, pari a 38,8 mld, si riferisce a lavori già realizzati.

In un solo mese (31 agosto-30 settembre 2022), si registra poi un ulteriore e consistente aumento degli interventi (25,9% in numero e 19% nell’importo), con più di 63.000 interventi aggiuntivi, per un valore corrispondente di circa 8,2 miliardi.

Guardando alla tipologia di edificio, evidenzia Ance (neretti nostri nelle citazioni) “si osserva un’accelerazione, in particolare, degli interventi su immobili unifamiliari, giunti a rappresentare nell’ultimo mese ben il 58,2% del totale […] Su tale dinamica incide certamente l’approssimarsi della scadenza della detrazione del 110% per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, a condizione che alla data del 30 settembre, sia stato realizzato almeno il 30% dei lavori complessivi”.

Seguono le unità immobiliari indipendenti (29,5% dei lavori), sempre con scadenza a fine anno a condizione che entro il 30 settembre sia stato realizzato il 30% dei lavori complessivi.

I condomini, infine, costituiscono il 12,3% degli interventi realizzati in complesso. In termini di importo, “gli interventi sui condomini continuano ad avere una importanza significativa, incidendo per quasi la metà dell’ammontare complessivo” con 22,2 miliardi sui 51 totali.

I lavori in questione, si precisa, hanno un importo medio elevato (circa 585mila euro), se raffrontato agli interventi su singole abitazioni (circa 95/115mila euro). A livello territoriale, “si evidenzia una maggiore concentrazione degli interventi legati all’efficientamento energetico sostenuti dal Superbonus 110% al Nord che continua a incidere per circa il 50%. Segue il Sud con una quota di mercato del 30%, mentre il Centro si attesta al 20%”.

Più in generale, gli esperti Ance spiegano che il Superbonus “nel 2021 ha contributo alla forte crescita registrata dalle costruzioni (+20,1% su base annua), settore che ha sostenuto per circa un terzo la straordinaria crescita dell’economia italiana” e anche per l’anno in corso “si conferma il forte ruolo propulsivo svolto da tale strumento”, si veda anche Il Superbonus non è così inefficiente come sembrerebbe dalla “bocciatura” di Bankitalia

Per quanto riguarda le scadenze, si ricorda infine che restano in vigore fino al 31 dicembre 2024 i bonus edilizi ordinari: Bonus ristrutturazioni, Ecobonus ordinario, Sismabonus ordinario, Sismabonus acquisti ordinario (spettante agli acquirenti di unità demolite e ricostruite in chiave antisismica), Bonus mobili al 50% con rimodulazione del tetto massimo di spese agevolate.

Fanno eccezione il Bonus facciate e il Bonus per le barriere architettoniche, in scadenza al 31 dicembre 2022.

Mentre il Superbonus per i lavori negli edifici condominiali resta fino al 31 dicembre 2025 con aliquote decrescenti: 110% solo fino al 31 dicembre 2023, poi al 70% con scadenza 31/12/2024 e 65% con scadenza 31/12/2025.

Lo stesso vale per le persone fisiche proprietarie o comproprietarie di edifici plurifamiliari con 2-4 unità immobiliari, accatastate in modo autonomo, oltre che per Onlus, associazioni di promozione sociale e associazioni di volontariato.

Chi ha fatto lavori su case unifamiliari può utilizzare il 110% fino al 31 dicembre 2022, a condizione di aver svolto almeno il 30% degli interventi complessivi entro il 30 settembre, si veda anche Superbonus unifamiliari, dubbi e chiarimenti per chi ha rispettato la scadenza del 30 settembre

Iacp e cooperative hanno tempo fino al 31 dicembre 2023 per usufruire del 110%, ma a condizione di aver completato almeno il 60% dei lavori al 30 giugno dello stesso anno.

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Si veda anche: Tutto sul Superbonus 110%, la raccolta di QualEnergia.it

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