“Questo è un momento importante per l’Italia. Il PNIEC, da approvare entro fine 2019, avrà obiettivi ambiziosi al 2030 per l’efficienza e le rinnovabili, non solo elettriche e porterà un forte cambiamento del mercato elettrico. Tali obiettivi richiederanno investimenti di decine di miliardi l’anno, che si potranno tradure in opportunità di sviluppo per il sistema produttivo e per il Paese”, ha detto Daniele Forni, responsabile tecnico di FIRE, in apertura di ENERMANAGEMENT XII, la storica conferenza FIRE svoltasi ieri, 11 dicembre, a Milano che chiude gli eventi 2019 organizzati dalla Federazione e dedicati ai temi più importanti del mercato e della policy energetica.

In questo contesto e nel quadro degli indirizzi europei si è parlato dello strumento del sistema di gestione dell’energia (SGE), che diventa sempre più interessante e vantaggioso.

Un SGE, infatti, richiede l’impegno e il sostegno della direzione, il collegamento fra la gestione dell’energia e le altre funzioni aziendali, verso l’alto e verso il basso, facilitando comunicazione e collaborazione, spiegano da FIRE, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia.

I benefici apportati da un sistema di gestione dell’energia sono tanti e determinanti per le aziende e la nuova ISO 50001:2018, con la High Level Structure (HLS) permette l’eliminazione delle sovrapposizioni, creazione di sinergie, ottimizzazione dei tempi e dei costi, facilitazione della digitalizzazione, integrazione dei processi.

L’applicazione della ISO 50001 può aiutare ad identificare altri benefici collegati all’efficienza energetica, che possono avere un peso importante nelle scelte dell’organizzazione, se correttamente presentati alle funzioni aziendali che potrebbero beneficiarne e ai decisori.

Su questo aspetto FIRE ha portato avanti diverse attività, tra le quali il progetto europeo M-Benefits, che svilupperà un toolkit per aiutare le imprese ad identificare e valorizzare i benefici multipli dell’efficienza energetica.

L’ISO 50001 si lega anche al procurement. Le tecnologie più efficienti richiedono un investimento iniziale più elevato rispetto a quelle convenzionali, che si ripaga grazie al minor costo nel corso della loro vita utile. Spesso però manca la certezza che vi sarà effettivamente il risparmio progettato.

Anche su questo la Federazione sta lavorando, promuovendo ad esempio, il modello ESI, che riduce il rischio d’investimento, permettendo di garantire e assicurare il risparmio anche per investimenti a partire da 60.000 €.

Infine, c’è il progetto ICCEE, iniziato da alcuni mesi, su cui FIRE è impegnata, che ha come obiettivo quello di incrementare l’efficienza energetica nelle PMI che operano nella catena del freddo del settore alimentare, grazie ad un approccio olistico che include l’analisi LCA e LCC per ottimizzare l’intera catena.

Molti gli operatori di settore che si sono alternati al tavolo dei relatori durante la giornata: due energy manager Rocco Cirillo di Fastweb e Luigi Parodi Giusino, hanno riportato le loro esperienze nel settore dell’industria delle telecomunicazioni e cartaria, evidenziando l’importanza di una approfondita valutazione del processo, della misura e verifica e della gestione, con cui si può ottenere e mantenere nel tempo i risultati.

A seguire le tre sessioni dedicate al mercato dell’energia e alla generazione distribuita, all’intelligenza artificiale, all’industria 4.0 ed all’automazione.

Hanno presentato esperienze e casi reali di applicazione di prodotti e tecnologie innovative: Paolo Giacchero (Albasystem), David Rizzi (Electrade), Roberto Marconi (Enel X), Marco Rossi (Viessmann), Ivan Lion (Ali Energia), Enrico Corazzari (ESA Automation), Pier Luigi Zilio (Hitachi) Paolo Serni (Intellienergy), Veronica Brizzi (Inspiring Software), Luigi Rota (Gewiss), Ignace de Francqueville (Metron), Luigi Gitto (DBA), Giuliana Viviano (Rödl&Partner).

Si è parlato anche del futuro mercato elettrico, con un ruolo ancor più importante del prosumer. Marco Pezzaglia di CPE ha spiegato come stanno evolvendo i sistemi di utenza alla vigilia dei recepimenti della Direttiva (UE) 2018/2001, con i temi dell’autoconsumo singolo e collettivo di fonti rinnovabili e della Direttiva (UE) 2019/944 sull’utente attivo, le Comunità dell’energia dei cittadini e i sistemi di distribuzione chiusi.

Lorenzo Tuzzolo di FIRE ha poi parlato di Blockchain e più in generale di distributed lodger e delle possibili applicazioni nel campo dell’energia e dell’efficienza energetica. Un esempio può essere appunto lo scambio di energia e le relative “micro-transazioni” tra soggetti appartenenti alla stessa comunità energetica, ad esempio un condominio o un sistema di ricarica di veicoli elettrici, così come delineato dalla Direttiva sulle fonti rinnovabili.

Il progetto ESI Europe di cui FIRE è parte, utilizzerà un database basato su blockchain per aumentare trasparenza, fiducia e affidabilità dei dati di interventi di efficienza energetica.

L’Emission Trading e l’economia circolare sono i temi affrontati da Sebastiano Serra del Ministro Ambiente e da Valentina Fantin di ENEA. Quest’ultima ha parlato dell’eco-innovazione delle imprese: eco-innovazione di prodotto (LCA, ecodesign, etichettatura ambientale), eco-innovazione di processo e di sistema (simbiosi industriale, diagnosi delle risorse, nuovi modelli di business). Questo iter spinge le aziende verso l’approvvigionamento sostenibile e programmabile di materie prime, l’aumento di competitività e innovazione, la creazione di nuovi posti di lavoro.

Durante la mattinata e il pomeriggio Giacomo Bruni dell’ENEA ha tenuto incontri individuali per chiarire i dubbi e fornire indicazioni sulla presentazione delle diagnosi energetiche che in questi giorni le aziende sono chiamate a inviare all’ENEA. Se ne prevedono in arrivo tra le 15 e le 20mila.

Per informazioni sugli atti: Micaela Ancora – Ufficio comunicazione (e mail: ancora@fire-italia.org)

A breve pubblicati sulla pagina web: www.enermanagement.it/enermanagement-xii/