A meno di colpi di scena nell’ultima settimana del 2022, l’anno più difficile per i consumi elettrici della Spagna si concluderà con un finale meno amaro.

Grazie alle fonti rinnovabili, infatti, il prezzo dell’elettricità è sceso nel Paese iberico a 52,51 euro/MWh, al livello più basso dal maggio 2021, prima ancora che la crisi energetica iniziasse a farsi strada.

La ragione di questo calo va ricercata nel recente ritorno delle piogge – che hanno fornito nuova linfa agli impianti idroelettrici dopo le siccità estive – e del vento – che sta incrementato la generazione eolica.

Ieri, 21 dicembre, queste due fonti hanno contribuito per oltre il 60% della generazione elettrica nazionale, tagliando in modo sostanziale la produzione elettrica da gas naturale, di gran lunga la fonte più costosa per la generazione di elettricità.

Oggi, giovedì 22, le rinnovabili arriveranno insieme a coprire quasi il 70% della produzione di elettricità, secondo le previsioni; una cifra che sale a quasi il 90% se si aggiunge il nucleare.

L’eolico da solo rappresenterà il 38% e l’idroelettrico il 26%. Il loro contributo renderà praticamente irrilevanti le centrali a ciclo combinato, cioè quelle a gas, il cui apporto sarà inferiore all’1%, rispetto al 15% di una settimana fa.

Tuttavia, solo poco meno di quattro clienti su dieci beneficeranno di questa riduzione nel mercato all’ingrosso, cioè quelli con una tariffa regolamentata, nota anche come PVPC. Per questo gruppo di clienti, i più colpiti dall’aumento dei prezzi nell’ultimo anno e mezzo, anticipare a domani l’uso del forno per la cena della vigilia potrebbe essere un regalo di Natale in più.

“Il calo dei prezzi è dovuto principalmente all’aumento della produzione di energia eolica”, ha detto Juan Antonio Martínez, analista del gruppo ASE, uno dei maggiori aggregatori di energia in Spagna, a El Pais.

“Se a questo aggiungiamo l’aumento dell’energia idroelettrica fluente [non regolata, che funziona in base all’acqua che viene costantemente rilasciata] e il fatto che le centrali nucleari lavorano a pieno carico, abbiamo il quadro completo”, ha aggiunto.

Le riserve nei bacini idroelettrici sono aumentate di quasi il 7% nell’ultima settimana. “E anche il prezzo del gas sta scendendo”, ha detto Francisco Valverde di Menta Energía.

Dato che la chiusura dei sette reattori atomici non è prevista fino a quasi primavera, “sarebbe logico pensare che, fino ad allora, nei giorni in cui soffia il vento, avremo un freno ai prezzi dell’elettricità“, ha detto Martínez, con possibili riflessi positivi sull’andamento dell’inflazione, per quanto riguarda l’offerta di energia.

Ma anche sul lato della domanda ci sono motivi che contribuiscono a spiegare il graduale calo dei prezzi, ormai ben lontani dagli oltre 300 euro per MWh toccati nel mercato all’ingrosso spagnolo.

A novembre, il consumo di energia elettrica su base annua in termini lordi in Spagna è diminuito del 9% e a dicembre di oltre il 7%, secondo i dati della Red Eléctrica de España (REE). “Anche questo aiuta ad abbassare il prezzo nelle aste”, ha sottolineato Martínez.

La differenza di prezzo tra il mercato elettrico iberico e il resto del continente, una costante degli ultimi tempi, sarà particolarmente evidente nella giornata di oggi, nonostante il calo generalizzato dei prezzi in tutta Europa.

Rispetto ai poco più di 50 euro/MWh della Spagna, alla Vigilia di Natale, in Italia il prezzo all’ingrosso si aggira in media negli utltimi giorni sui 240 euro/MWh (domani, 23 dicembre a 203,56 €), mentre Francia e Germania si attestano sui 200 euro per MWh.