“Rottamare ed educare”, il piano Aiel per rinnovare i generatori a biomassa

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Come rottamare 350mila apparecchi vetusti all'anno nei prossimi 10 anni e ridurre del 70% le emissioni di PM10 imputabili alla combustione domestica di legna e pellet.

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La sostituzione nell’arco di 10 anni del 55% del parco di generatori a biomassa legnosa vetusto congiuntamente a una campagna di scolarizzazione degli utenti consentirebbe di ridurre di oltre il 70% la quota di emissioni imputabile al riscaldamento domestico a legna e pellet.

Da questa premessa, basata su stime dell’Osservatorio AIEL che monitora consumi ed emissioni del settore, prende avvio il Piano Nazionale “Rottamare ed Educare, un progetto per migliorare la qualità dell’aria, contribuendo a risolvere, attraverso turnover tecnologico e ‘scolarizzazione’ degli utenti, la principale criticità del riscaldamento a legna e pellet: l’emissione di PM10.

Il piano è stato illustrato in occasione dell’Assemblea annuale dei soci AIEL (8 giugno) e sarà presentato a breve agli interlocutori politici e istituzionali, Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo Economico, Regioni del Bacino Padano, GSE, Enea, Conferenza Stato-Regioni.

Rottamare 350mila apparecchi l’anno nei prossimi 10 anni, oltre alla riduzione delle emissioni, può contribuire alla ripresa economica del Paese così duramente colpito dall’emergenza Covid-19 generando benefici diretti all’economia e all’occupazione.

“Tutta la filiera delle biomasse legnose – ha affermato il Presidente di AIEL Domenico Brugnoni nel suo intervento – può dare il proprio contributo al PIL nazionale e all’export accelerando l’uscita del Paese dall’attuale fase recessiva. Le biomasse per il riscaldamento residenziale sono la prima fonte rinnovabile del nostro Paese”.

“Il loro utilizzo – continua Brugnoni – ci ha consentito di raggiungere, con due anni di anticipo, gli obiettivi europei di energie rinnovabili al 2020 e di diventare il terzo Paese in Europa per consumo di fonti energetiche rinnovabili. In base al Pniec, al 2030 oltre la metà dell’energia termica (53%) dovrà essere prodotta da biomasse solide, garantendo una produzione annua pari a circa 7 Mtep. C’è quindi spazio per continuare a crescere sostenendo il processo di decarbonizzazione e combattere il cambiamento climatico”.

I dati dell’Osservatorio statistico nazionale proposti da Valter Francescato direttore tecnico di AIEL confermano che uno dei principali problemi da superare riguarda l’età del parco installato: il 67% degli apparecchi ha più di 10 anni di vita e quindi tecnologie obsolete e poco efficienti. La legna da ardere resta il biocombustibile più utilizzato, anche se il suo consumo si è ridotto del 13% in 9 anni. Complessivamente, i dati AIEL stimano che i consumi di biocombustibili si siano ridotti passando da 20 milioni di tonnellate annue del 2010 a 16,7 milioni di tonnellate nel 2018.

Per quanto riguarda invece l’evoluzione del parco installato, i dati dell’Osservatorio AIEL indicano come nel nostro Paese, l’installato ha subito una lieve flessione da 9,4 milioni di apparecchi nel 2014 a 9,1 milioni nel 2018. Il parco degli apparecchi vetusti, pari a 6,3 milioni di unità, ha un’età superiore ai 10 anni ed emette l’86% del particolato derivante dalla combustione domestica della biomassa.

“Il turnover tecnologico – conferma Annalisa Paniz direttrice affari generali e relazioni internazionali di AIEL – è già in atto ma bisogna accelerarlo. Negli ultimi 10 anni, le vendite sono state trainate dagli apparecchi alimentati a pellet e in particolare dalle stufe a pellet. Si è assistito ad un graduale decremento degli apparecchi a legna basati su tecniche di combustione ‘tradizionale’, che sono passati dal 92% dell’installato al 77%, mentre quelli a pellet dall’8 al 23% (Aiel 2020). Il Conto Termico è lo strumento più utilizzato per sostenere l’acquisto di un generatore a biomassa: attualmente circa il 30% degli apparecchi venduti gode di questi incentivi. Rimane il fatto – conclude Paniz – che solo il 30% della popolazione delle regioni del Bacino Padano è a conoscenza di questi incentivi e che è importante fare più informazione sulle opportunità offerte da questo strumento”.

E si può facilmente presupporre che la scarsa conoscenza del Conto Termico si estenda alla popolazione di tutto il territorio nazionale.

Anche il Superbonus può valorizzare le tecnologie a biomasse legnose, inserendole per esempio come tecnologie di sostituzione di caldaie a gasolio in zone non metanizzate.

AIEL quindi sottolinea la necessità di garantire il mantenimento dei sistemi incentivanti attuali, migliorandoli e  specializzandoli per sostenere il turnover tecnologico.

“Ci rivolgiamo – interviene il coordinatore di AIEL, Marino Berton – alle istituzioni chiedendo una presa di posizione decisa per rafforzare il Conto Termico, e in particolare che sia confermato anche per il settore residenziale privato e garantito per i prossimi 10 anni, potenziato in termini di capacità di fruizione e di semplificazione del meccanismo di accesso alle pratiche”.

Altrettanto importante è la formazione dell’utente finale: da recenti studi risulta che un approccio sbagliato all’apparecchio può causare un incremento delle emissioni di PM10 e di carbonio organico, responsabile della formazione di particolato organico e secondario in atmosfera, anche di 10 volte rispetto a un utilizzo ottimale (TFZ – Technologie-und Förderzentrum für Nachwachsende Rohstoffe).

Promuovere una maggiore consapevolezza di questi aspetti consente di ridurre in modo significativo le emissioni generate da una conduzione negligente. A questo proposito, AIEL intende lanciare un piano di comunicazione pluriennale con l’obiettivo di parlare a istituzioni, media e utenti con l’obiettivo di accelerare il turnover tecnologico e attivare le buone pratiche per la corretta gestione degli impianti.

“Il piano nazionale per la rottamazione e la formazione dei cittadini-utenti – conclude Berton – ha le carte in regola per diventare un patrimonio sia delle aziende del settore sia delle istituzioni, un elemento fondamentale per il futuro delle biomasse, dell’ambiente e della nostra società”.

Le emissioni della combustione del legno in Italia sono diminuite del 23% dal 2010 al 2018, passando da 123.000 a 95.000 tonnellate (Ispra 2020).

Tale riduzione è evidenziata dal decremento pari al 12% del fattore di emissione (FE) medio ponderato di PM10 sulla percentuale di consumo di ciascuna categoria di apparecchi considerati nell’inventario, che è passato da 406 g/GJ del 2010 a 356 g/GJ del 2018

Negli ultimi 10 anni il consumo di combustibili legnosi nel segmento domestico si è ridotto del 23%, a fronte di un calo delle installazioni del 2%, con un calo principalmente a carico della legna da ardere (-30%) e un raddoppio del consumo di pellet (Aiel 2020).

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