Quanto costa oggi produrre elettricità da fonti rinnovabili? Quanto possono contribuire le batterie a spostare la produzione solare nelle ore serali? Come sta cambiando il mercato elettrico europeo? E quali sono i principali ostacoli industriali alla transizione energetica?
Sono alcune delle tematiche affrontate dai 52 studi, rapporti e documenti selezionati e commentati da QualEnergia.it nei mesi di luglio e agosto 2026 nell’ambito della rubrica Documenti & Report.
Una raccolta che consente anche di leggere insieme segnali provenienti da fonti molto diverse – istituzioni nazionali ed europee, organismi internazionali, centri di ricerca e università – e di individuare alcune delle trasformazioni in corso nel sistema energetico.
Rinnovabili, accumuli ed elettrificazione
Uno dei temi più evidenti è il progressivo spostamento verso un sistema energetico sempre più elettrificato.
La Commissione europea indica per il 2040 un tasso di elettrificazione del 46%, mentre la Iea prevede che la domanda mondiale di elettricità continui a crescere nei prossimi anni. Nel frattempo, le rinnovabili mantengono un vantaggio competitivo nella nuova generazione: secondo Irena, oltre il 90% dei progetti rinnovabili utility scale entrati in funzione nel 2025 ha prodotto elettricità a costi inferiori rispetto all’alternativa fossile più economica disponibile nei rispettivi mercati.
Ma alla crescita di fotovoltaico ed eolico deve affiancarsi quella della flessibilità. Uno degli studi raccolti stima che le batterie che entreranno in funzione nel 2026 potrebbero teoricamente spostare verso le ore senza sole fino al 34% della produzione fotovoltaica giornaliera.
Altri lavori analizzano affidabilità degli accumuli, mercati locali della flessibilità, Ppa e possibilità di utilizzare meglio le connessioni alla rete già esistenti.
Anche questa estate ci offre indicazioni interessanti: secondo Ember, durante le ondate di calore e la siccità che hanno interessato l’Europa, l’elevata produzione fotovoltaica ha contribuito alla tenuta del sistema elettrico in una fase caratterizzata da forte domanda e prezzi elevati.
Il sistema energetico italiano
Diversi documenti consentono di mettere a fuoco anche la situazione italiana.
Dal report mensile di Terna vediamo che a luglio la domanda elettrica ha raggiunto 32,4 TWh, il valore più alto mai registrato in un singolo mese, mentre nei primi sette mesi dell’anno le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 42,5% della richiesta. Fotovoltaico ed eolico insieme hanno coperto un quarto della domanda elettrica.
Non mancano però alcune debolezze strutturali. Ad esempio la Relazione annuale Arera segnala prezzi finali dell’energia per famiglie e imprese spesso superiori alla media europea, mentre la relazione del Mase sulla situazione energetica nazionale evidenzia che nel 2025 la dipendenza dall’estero è tornata a superare i tre quarti dell’energia complessivamente immessa nel sistema.
Sul fronte dell’efficienza energetica, secondo Enea tra il 2021 e il 2025 le misure adottate hanno consentito risparmi cumulati per 5,08 Mtep, pari all’85% dell’obiettivo intermedio previsto dal Pniec.
Un altro gruppo di studi analizza pompe di calore, flessibilità degli edifici e pianificazione locale del riscaldamento e raffrescamento.
Materie prime, competenze e clima
La transizione non è però solamente una questione di tecnologie e capacità installata.
La Iea dedica il suo Global Critical Minerals Outlook 2026 all’evoluzione di domanda, offerta e investimenti nelle materie prime strategiche, mentre Bruegel analizza le difficoltà dell’Europa nel ridurre la dipendenza dalle importazioni di litio, cobalto, terre rare e altri materiali.
Il Joint Research Centre richiama invece un’altra possibile strozzatura: la carenza di tecnici, installatori e competenze adeguate alla velocità richiesta dalla transizione.
Cresce infine il peso degli effetti climatici sul sistema energetico e produttivo. Uno degli studi selezionati stima che entro la fine del decennio l’80% dei grandi siti dell’industria pesante europea sarà esposto a un rischio elevato legato alle ondate di calore; altri lavori analizzano l’impatto del caldo e delle polveri desertiche sulla produzione fotovoltaica e il possibile contributo del solare alla crescita della domanda di raffrescamento in Italia.
Sono solo alcuni dei temi analizzati da QualEnergia.it nel bimestre luglio-agosto 2026 e segnali anche nel numero 65 di Documenti & Report.
La raccolta di questo bimestre completa comprende 52 documenti suddivisi in dieci macro-aree, da policy e incentivi alle rinnovabili, dal mercato elettrico agli accumuli, dall’efficienza energetica alla mobilità.
La gran parte dei documenti sono consultabili dagli abbonati QualEnergia.it PRO, che possono accedere anche all’Archivio con quasi 2.800 studi e report, dall’anno 2020-2021.






























