Rinnovabili, la Procura accende un faro su alcuni progetti Cva in Sicilia

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Le indagini per un presunto giro di corruzione. Tra il 12 e il 13 ottobre il Gip sentirà Gaetano Armao, Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile. Il 7 ottobre interrogazione sulla vicenda in Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

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La Procura di Palermo sta indagando su un presunto sistema corruttivo legato alle autorizzazioni ambientali per progetti di rinnovabili in Sicilia, riconducibili a società del gruppo Cva.

Sono nove le persone indagate a vario titolo in questa inchiesta, tra cui: Gaetano Armao, ex presidente della commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Sicilia ed ex consigliere giuridico del governatore Schifani; Giuseppe Argirò, ex amministratore delegato di Cva; Marco Malacarne Gentile di Cva Eos.

Il cuore del filone che riguarda Cva è un contratto di consulenza da circa 147.000 euro affidato all’avvocato Pierluigi Matta.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il contratto sarebbe stato fittizio e i relativi pagamenti avrebbero costituito la copertura di un presunto accordo corruttivo.

In particolare, secondo gli inquirenti, parte dei pagamenti sarebbe stata destinata a remunerare Armao per interventi volti a favorire le procedure autorizzative del gruppo.

Agli atti dell’inchiesta ci sono intercettazioni telefoniche, ambientali e foto. In un comunicato del procuratore capo di Palermo, Maurizio de Lucia, si parla di indagine per i reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio е corruzione per l’esercizio della funzione.

La nota della Procura non specifica le misure richieste per gli indagati, ma secondo le ricostruzioni di stampa è stata chiesta la custodia cautelare in carcere per Gaetano Armao e gli arresti domiciliari per Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile.

Le richieste cautelari devono ancora essere valutate dal giudice per le indagini preliminari (Gip), che ha fissato gli interrogatori preventivi il 12 ottobre (Argirò e Malacarne) e il 13 ottobre (Armao).

È bene precisare che per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza, come espressamente ricordato dalla Procura di Palermo.

Al momento Armao ha dichiarato: “Avrò modo di dimostrare l’infondatezza delle accuse”; mentre Sabrina Franzone (legale di Argirò) parla di “accuse illogiche e incredibili” su consulenze ritenute regolari.

Cva, dal canto suo, ha assicurato la piena disponibilità a collaborare con l’Autorità giudiziaria per quanto di propria competenza.

In una nota si spiega di voler attendere “gli sviluppi e l’esito degli accertamenti in corso, riservandosi di valutare, alla luce degli stessi, ogni eventuale azione ritenuta opportuna a tutela della società e del gruppo”.

Non sono stati finora resi pubblici dalla Procura i nomi dei singoli progetti interessati dalle contestazioni.

Il Tgr Rai della Valle d’Aosta (regione dove ha sede Cva – Compagnia valdostana delle acque) fa riferimento a un impianto fotovoltaico a Vittoria, nel Ragusano.

L’ipotesi, però, si basa solo su un incrocio di dati tra procedimenti nel sito web della Regione Sicilia e non è stata ufficialmente confermata.

Il Tgr Rai ha riferito inoltre che nel fascicolo sono al vaglio circa venti progetti fotovoltaici e agrivoltaici per i quali alcune società del gruppo Cva hanno chiesto autorizzazioni.

Il quotidiano La Notizia cita invece un impianto di biometano ad Aragona (Agrigento), mentre LibertàSicilia riporta di un progetto tra Canicattini Bagni, Siracusa e Noto (Siracusa).
Questi ultimi due progetti non risultano, allo stato delle informazioni disponibili, riconducibili al gruppo Cva. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di ricostruzioni giornalistiche e non di un elenco ufficiale dei progetti pubblicato dalla Procura.

Va precisato che il filone Cva è uno dei diversi capitoli dell’inchiesta, che coinvolge anche vicende relative al settore dei rifiuti e a quello della sanità.

Maggiori informazioni potrebbero arrivare domani, 7 ottobre, quando sarà data risposta a una specifica interrogazione Avs presentata in Consiglio regionale della Valle d’Aosta (l’atto ispettivo è disponibile in basso).

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