Fotovoltaico per famiglie vulnerabili: si muovono Roma e Regione Lombardia

Due iniziative per ridurre le bollette elettriche: un progetto pilota negli edifici Aler e una ricognizione per concedere pannelli fotovoltaici in comodato d’uso gratuito nella Capitale.

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Fotovoltaico, autoconsumo collettivo e comunità energetiche per ridurre la spesa energetica delle famiglie, con particolare attenzione ai nuclei più vulnerabili.

Due iniziative arrivano in questi giorni da Regione Lombardia e Roma Capitale, con strumenti differenti ma un obiettivo comune: ampliare l’accesso alla produzione e alla condivisione di energia rinnovabile anche per chi vive nell’edilizia pubblica o si trova in condizioni di povertà energetica.

In Lombardia la Giunta regionale ha approvato il finanziamento di due progetti pilota negli edifici di edilizia residenziale pubblica gestiti dalle Aler (Aziende Lombarde per l’Edilizia Residenziale). Gli interventi saranno realizzati a Stezzano, in provincia di Bergamo, e a Caronno Pertusella, nel Varesotto.

La Regione metterà complessivamente a disposizione 125.000 euro. Di questi, 100.000 euro serviranno a cofinanziare fino al 40% della progettazione e della realizzazione degli impianti fotovoltaici, destinati alla sperimentazione di forme di autoconsumo collettivo condominiale e all’allacciamento a una comunità energetica rinnovabile.

Gli altri 25.000 euro finanzieranno attività di informazione, formazione e supporto tecnico, anche con l’obiettivo di rendere le esperienze replicabili in altri complessi di edilizia pubblica.

L’intervento di Stezzano sarà attuato da Aler Bergamo-Lecco-Sondrio, mentre quello di Caronno Pertusella sarà seguito da Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è permettere agli inquilini di beneficiare dell’energia prodotta localmente e degli incentivi collegati alla condivisione dell’elettricità, verificando gli effetti sulle bollette. La sperimentazione sarà accompagnata anche da una ricognizione degli edifici Aler lombardi potenzialmente idonei a ospitare gli impianti solari.

A Roma possibile comodato gratuito per vent’anni

Un meccanismo diverso è quello messo in campo da Roma Capitale, che ha pubblicato una manifestazione di interesse (link in basso) per rilevare la domanda potenziale di moduli fotovoltaici da concedere successivamente in comodato d’uso gratuito.

L’iniziativa è rivolta a comunità energetiche, comprese quelle solidali, condomìni, gruppi di autoconsumatori collettivi, persone fisiche e giuridiche, enti del terzo settore, cooperative, Pmi ed enti impegnati nel contrasto alla povertà energetica e nell’inclusione sociale.

La ricognizione, aperta fino al 3 novembre, non comporta ancora l’assegnazione dei pannelli e non attribuisce alcuna priorità ai partecipanti. Serve invece al Campidoglio per definire possibile fabbisogno, numero e caratteristiche dei moduli da acquistare e la distribuzione territoriale delle superfici disponibili.

Chi aderisce deve indicare, tra le altre informazioni, l’ubicazione della superficie proposta, una stima della potenza installabile e il numero di moduli FV richiesti; l’avviso individua una taglia indicativa degli impianti compresa tra 1 e 100 kWp.

La ricognizione servirà inoltre a individuare eventuali vincoli urbanistici, edilizi, paesaggistici o storico-artistici e a valutare la necessità di acquistare moduli con caratteristiche specifiche, ad esempio dal punto di vista cromatico o dell’integrazione architettonica, in presenza di prescrizioni della Soprintendenza o di altri enti.

L’intervento dispone di 583.600 euro, finanziati dal Mase nell’ambito della missione europea “Climate neutral and smart cities”.

Se l’iniziativa arriverà alla fase successiva, Roma prevede, salvo diversa determinazione, un comodato d’uso gratuito della durata di 20 anni. Il beneficio, però, riguarderebbe soltanto i pannelli fotovoltaici, mentre le altre componenti dell’impianto, insieme ai costi e agli adempimenti necessari per installazione ed esercizio, resteranno a carico del beneficiario.

Edilizia pubblica ed energia: Piano Casa e Pnrr

Sempre in tema di interventi energetici in edilizia pubblica ricordiamo l’approvazione definitiva avvenuta a luglio del Piano Casa, che istituisce un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica o Epr (comunemente intesa come “case popolari”) e sociale (rivolta a categorie di reddito medio-basse denominate “fascia grigia”).

A questo scopo si stanziano 970 milioni di euro tra il 2026 e il 2030 per interventi che dovranno avvenire nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale, contenimento del consumo di suolo, miglioramento e adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, riqualificazione delle aree urbane degradate, efficienza energetica e tecnologica.

A maggio di quest’anno invece le richieste di accesso alla Misura M.7 – Investimento 17 del Pnrr, dedicata alle ristrutturazioni energetiche dell’edilizia residenziale pubblica, hanno superato il tetto di risorse disponibili, pari a 1.317,9 milioni di euro.

Il funzionamento della misura si basa sul coinvolgimento di energy service company selezionate attraverso procedure di gara pubblica per realizzare gli interventi di riqualificazione.

Queste ESCo possono beneficiare di un doppio binario di sostegno: un contributo a fondo perduto che può arrivare al 65% del costo totale dell’intervento; la possibilità di richiedere un prestito bancario per coprire la quota residua, fino a un massimo del 35% del costo non coperto dalla sovvenzione.

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