Auto elettriche a prezzi più accessibili e dove trovarle

Crescono le vendite di veicoli elettrici in Europa, grazie anche alla maggiore disponibilità di modelli sotto 25mila euro. L'Italia però è agli ultimi posti come quota di mercato. Nuove colonnine ammissibili al bonus dell'80%.

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Le vendite di auto elettriche stanno rapidamente aumentando in Europa grazie anche alla crescente disponibilità di modelli a prezzi più accessibili, ma l’Italia resta agli ultimi posti come quota di mercato per queste vetture.

L’organizzazione indipendente Transport & Environment (TE) prevede che nel 2026 le vendite di auto elettriche con un prezzo di partenza inferiore a 25mila euro aumenteranno di sette volte rispetto al 2024 nei 27 Stati Ue più la Norvegia (grafico sotto).

Nella prima metà del 2026 sono stati lanciati complessivamente quasi 40 nuovi modelli elettrici, portando a oltre 150 il numero di Bev (Battery Electric Vehicle) disponibili sul mercato europeo in tutte le fasce di prezzo, come riassume il grafico sotto. Entro la fine dell’anno è prevista l’uscita di circa altri 60 modelli: il quadruplo rispetto alla media annuale di 15 del periodo 2021-2025.

Secondo Lucien Mathieu, responsabile del settore auto presso TE, “gli automobilisti europei vedono finalmente arrivare sul mercato quelle auto elettriche più piccole ed economiche che attendevano da tempo”. La crisi petrolifera, aggiunge, “ha ulteriormente alimentato la domanda dei consumatori europei per piccole auto elettriche a prezzi accessibili”, citando l’esempio della VW ID. Polo “andata rapidamente esaurita, con oltre 40.000 ordini e una lista d’attesa di 10 mesi”.

Altro aspetto di rilievo è che entro il 2028 il divario nell’offerta di auto elettriche nella fascia di prezzo 20.000-25.000 euro è destinato a colmarsi, ipotizzando che l’offerta di veicoli con motore a combustione interna rimanga stabile, come mostra il seguente grafico.

Il divario più marcato si registrerebbe nella fascia inferiore ai 20.000 euro, con 11 modelli Bev previsti per il 2028 a fronte degli attuali 20 modelli endotermici.

La situazione italiana

Intanto il caro carburanti continua a dispiegare i suoi effetti sui prezzi finali alla pompa: in Italia è terminato lo sconto fiscale di 6,1 centesimi sul diesel e l’accisa è tornata a essere integrale.

Secondo i dati del Mimit aggiornati al 6 ottobre, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è sceso a 2,043 €/litro (2,048 €/l il 5 ottobre), mentre quello del diesel self è salito a 2,244 €/litro rispetto ai 2,242 del giorno precedente.

I principali operatori della distribuzione dei carburanti hanno introdotto tetti provvisori ai listini della benzina e del gasolio fino alla fine di ottobre, ma secondo le associazioni del settore automobilistico servono anche misure più organiche sul fronte politico.

L’Unrae (Unione nazionale Rappresentanti autoveicoli Esteri) nella nota di mercato pubblicata il 1° ottobre chiede “interventi strutturali che non si limitino ad abbassare il prezzo finale del carburante, ma riducano la dipendenza energetica del Paese e la sua esposizione alle crisi internazionali, favorendo il rinnovo del parco circolante e la transizione energetica, con l’accesso a veicoli più efficienti, a zero e a basse emissioni.

Per il presidente di Motus-E Fabio Pressi “le priorità sono chiare: una fiscalità più favorevole all’elettrificazione delle flotte aziendali, infrastrutture di ricarica per le aziende e nelle aree dove oggi il mercato da solo fatica a sostenere gli investimenti, un supporto concreto all’elettrificazione del trasporto merci” (si veda Auto aziendali, il ritardo italiano sull’elettrico e come rimediare).

Intanto a settembre le nuove immatricolazioni di vetture elettriche hanno registrato in Italia una quota di mercato pari al 7,6% (6,4% ad agosto, 5,6% a settembre 2025).

Le vetture ibride plug-in (Phev) si sono attestate all’11% circa rispetto al 12% di agosto (8,5% a settembre 2025), trainate dal noleggio a lungo termine.

Nei primi nove mesi dell’anno, segnala Motus-E, le auto elettriche immatricolate in Italia sono 100.923, +65,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una quota di mercato appena inferiore all’8%, comunque in crescita rispetto al 5,2% del periodo gennaio-settembre 2025.

Dalla mappa sotto, elaborata da TE, emerge però il notevole ritardo italiano rispetto agli altri principali Paesi europei. Solamente sei Paesi hanno una quota di mercato dell’elettrico inferiore a quella dello Stivale nei primi otto mesi del 2026 (Croazia, Estonia, Grecia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia).

In Germania le auto elettriche stanno facendo il 26% delle immatricolazioni, in Francia il 30%, per non parlare dei numeri ancora più alti registrati nell’Europa settentrionale.

Nuove colonnine ammissibili al bonus

Sul fronte degli incentivi, da segnalare che il Gse ha pubblicato il 5 ottobre gli elenchi aggiornati dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici, finalizzati esclusivamente ad ampliare il numero di quelli ammissibili al nuovo bonus colonnine dell’80% previsto dal decreto direttoriale del Mimit del 4 agosto 2026.

I dispositivi sono classificati in due categorie:

  • provvisti di gestione dinamica del carico (GDC), che adeguano automaticamente la potenza di ricarica alla disponibilità dell’impianto elettrico;
  • privi di gestione dinamica del carico (NO GDC)

Gli elenchi completi sono disponibili nella specifica sezione sul sito web del Gse (Via al bonus colonnine: attenzione a date e dispositivi ammessi).

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