In partenza il piano nazionale per aumentare la produzione elettrica a carbone e olio combustibile

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Terna ha pubblicato la lista degli impianti interessati; sono comprese 12 centrali alimentate a bioliquidi sostenibili.

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Parte oggi, lunedì 19 settembre, il programma nazionale per massimizzare la produzione energetica con impianti termoelettrici non alimentati a gas, quindi a carbone e olio combustibile, richiamato dal piano gas pubblicato il 6 settembre dal governo.

Lo comunica Terna, pubblicando la lista delle centrali italiane coinvolte nel programma, con potenza termica nominale sopra 300 MW; oltre alle 7 centrali a carbone/olio combustibile, la lista include 12 impianti classificati “rilevanti” e alimentati a bioliquidi sostenibili.

Terna ha pubblicato la lista, sottolinea la nota, secondo quanto stabilito dalla delibera Arera 430/2022/R/EEL, recante criteri urgenti per la formulazione delle offerte sul mercato elettrico e per la remunerazione degli impianti termoelettrici non alimentati a gas naturale, oggetto del programma di massimizzazione definito dal MiTE lo scorso febbraio con il dl 14/2022 (art. 5 bis).

Il piano gas, ricordiamo, punta a risparmiare complessivamente 8,2 miliardi di metri cubi di gas nel periodo agosto 2022-marzo 2023, di cui 1,8 miliardi grazie al maggiore utilizzo degli impianti termoelettrici a carbone e olio combustibile; altri 0,3 miliardi di mc saranno risparmiati incrementando la generazione delle centrali a bioliquidi.

Ma i tagli più consistenti, pari a 5,4 miliardi di mc totali, dovrebbero arrivare dalle misure di contenimento del riscaldamento invernale nel settore residenziale e dalle misure comportamentali a costo zero.

In tema di riscaldamento, il provvedimento riduce di 15 giorni il periodo di accensione degli impianti, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio; inoltre, diminuisce di 1 ora la durata giornaliera di accensione.

È poi previsto un abbassamento di 1 °C delle temperature interne (art. 3, comma 1, del DPR n. 74/2013):

a) 17 °C con una tolleranza di 2 °C per gli edifici industriali, artigianali e assimilabili;
b) 19 °C con una tolleranza di 2 °C per tutti gli altri edifici.

Per quanto riguarda le misure comportamentali si parla soprattutto di:

  • ridurre durata e temperatura delle docce;
  • utilizzare anche per il riscaldamento invernale le pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo;
  • abbassare il fuoco dopo l’ebollizione e ridurre il tempo di accensione del forno;
  • utilizzare lavastoviglie e lavatrice a pieno carico;
  • non lasciare in stand-by apparecchi elettrici quando non in funzione;
  • ridurre le ore di accensione delle lampadine.

In sostanza, una buona fetta dei potenziali risparmi è affidata alla buona volontà dei cittadini e alla loro disponibilità a modificare abitudini e comportamenti; si veda anche Avrà successo il piano del governo per risparmiare gas?

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