La domanda globale di energia crescerà grazie alle economie emergenti, ma l’efficienza energetica resta decisiva per capire di quanto. L’elettrificazione accelererà. Solare ed eolico saranno dominanti. Il petrolio terrà soprattutto grazie al petrolchimico. Il futuro del gas dipenderà dalle scelte sulla decarbonizzazione. I data center contribuiranno in maniera solo marginale alla crescita dei consumi.
Questi alcuni trend per il futuro prossimo, da qui al 2050, descritti da Bp nel consueto Energy Outlook, edizione 2025, pubblicato ieri (documento in basso)
Quest’anno il report esplora due possibili scenari, uno basato sulla traiettoria attuale e uno sul taglio delle emissioni che servirebbe per fermare il global warming entro i 2°C.
A QualEnergia.it, dopo 18 anni passati a scrivere di previsioni puntualmente superate dalla realtà, sappiamo quanto vadano prese con le pinze le visioni sul futuro dell’energia: la stessa Bp avverte che “la probabilità che uno dei due scenari utilizzati nell’Energy Outlook di quest’anno si concretizzi esattamente come descritto è trascurabile”.
I due scenari tracciati sono però utili per capire come il sistema energetico potrebbe evolversi, guardando ai trend comuni a entrambe le ipotesi e a quelli che invece potrebbero fare la differenza.
Tra le tendenze condivise da entrambi gli scenari c’è ad esempio la crescita della domanda globale di energia, trainata dalle economie emergenti, al di fuori della Cina, e sostenuta dall’aumento del tenore di vita più che della popolazione.
Il report, per entrambi gli scenari 2025-2050, prevede un aumento del Pil globale in media del 2,5%, inferiore alla media del +3,4% degli ultimi 25 anni: ciò si deve soprattutto alla minore crescita della popolazione globale, sebbene anche quella del Pil pro capite sia leggermente più debole rispetto agli ultimi decenni.
L’economia mondiale, tuttavia, si prevede raddoppierà di dimensioni tra il 2023 e il 2050, con una crescita globale fortemente sbilanciata verso le economie emergenti, che insieme rappresentano l’80% dell’aumento del Pil.
Da sottolineare poi che per Bp in entrambe le ipotesi la domanda di elettricità raddoppia, con una struttura dei consumi che vede il ruolo dei combustibili fossili in diminuzione, data la crescente elettrificazione, a favore dell’energia low carbon, trainata da solare ed eolico.
La domanda di petrolio, secondo il report, continuerà comunque a svolgere un ruolo significativo almeno per i prossimi 10-15 anni: il calo previsto dal trasporto su strada, con veicoli sempre più efficienti e sempre più elettrificati, sarà compensato dall’uso più persistente del petrolio nel petrolchimico, principalmente per la produzione di materie plastiche.
Il calo della domanda oil, si prevede, colpirà soprattutto i produttori non Opec+, mentre sul totale aumenterà la produzione dei paesi Opec+.
Il consumo di carbone nei due scenari diminuisce, trainato dal calo nella produzione elettrica, soprattutto in Cina.
Sulla crescita delle rinnovabili, si nota che una quota crescente del sistema energetico globale passerà dalla fase di “aggiunta” della transizione, in cui crescono sia le fonti a basse emissioni che le fossili, alla fase di “sostituzione”, in cui la rapida crescita delle energie low carbon rimpiazza potenza da fonti climalteranti.
Il futuro di gas naturale e Gnl è quello che più varia nei due scenari e che dunque più dipende dal ritmo della transizione energetica. La domanda è comunque in aumento nelle economie emergenti con la loro crescita e industrializzazione, ma nei percorsi di transizione accelerata questi aumenti sono compensati dal passaggio all’energia a basse emissioni.
Anche l’uso di biocarburanti e biometano, dato in crescita nei prossimi 25 anni, dipenderà molto dall’entità delle politiche e dei mandati governativi a supporto del loro utilizzo.
Grande cautela nel report Bp anche su idrogeno a basse emissioni e cattura della CO2 (Ccus): queste soluzioni saranno utilizzate per decarbonizzare settori hard to abate, “tuttavia, il loro costo relativamente elevato implica che raggiungano una scala significativa solo in percorsi di decarbonizzazione più profondi” e anche in tal caso la loro crescita si concentrerà nella seconda metà dell’orizzonte della previsione, cioè dalla seconda metà degli anni ’30.
Interessante poi la parte su uno dei temi caldi di questo periodo, il potenziale aumento dei consumi dovuto ad AI e data center, sul quale Bp è prudente.
La crescita del consumo di elettricità da parte dei data center, secondo il report, peserà per circa un decimo dell’aumento della domanda globale di energia fino al 2035, seppur con grosse differenze da regione a regione: ad esempio negli Usa i centri dati saranno responsabili del 40% della crescita complessiva.
Tuttavia, si avverte, la proiezione della domanda di energia dei data center è altamente incerta: dipenderà moltissimo sia dall’evoluzione e dal tasso di adozione dell’intelligenza artificiale che dall’efficienza energetica. Questa, si ricorda, è aumentata drasticamente negli ultimi anni: ad esempio tra il 2010 e il 2024 il traffico di dati digitali è cresciuto di oltre 25 volte, ma il consumo energetico dei data center è aumentato solo di due volte.
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