Oggi, 21 luglio, il gas ha ricominciato a fluire dal gasdotto Nord Stream.

Ad annunciarlo con una breve nota è la stessa Nord Stream AG, operatore (joint venture tra Gazprom e altre società energetiche europee) che gestisce i due tubi offshore che trasportano il combustibile dalla Russia fino in Europa.

La nota precisa che sono terminati i lavori programmati di manutenzione; ricordiamo che Nord Stream era fermo dallo scorso 11 luglio e il prolungarsi dello stop aveva innescato una serie di timori sul futuro degli approvvigionamenti di gas da Mosca.

Per quanto riguarda le forniture verso il nostro Paese, sul sito web di Eni si legge che “Gazprom ha comunicato per la giornata di oggi la consegna di volumi di gas pari a circa 36 milioni di metri cubi, a fronte di consegne giornaliere pari a circa 21 milioni di metri cubi effettuate nei giorni scorsi” (neretti nostri).

Anche dagli altri Paesi coinvolti dal blocco delle forniture nei giorni scorsi, tra cui la Germania, arrivano conferme sulla ripresa dei flussi gas attraverso il Nord Stream, che ora si attestano al 40% della capacità complessiva, come prima dello stop per i lavori.

Intanto ieri la Commissione Ue ha presentato il piano Save gas for a safe winter con una serie di misure per tagliare i consumi di gas e ridurre sempre di più la dipendenza dalla Russia.

In particolare, si punta a ridurre almeno del 15% i consumi nel periodo agosto 2022-marzo 2023.

Restano, infatti, molti timori da parte europea su un possibile deterioramento delle forniture energetiche in arrivo da Mosca per il prossimo inverno. La Russia è stata accusata a più riprese di fare un uso politico del gas, riducendo volontariamente le consegne al fine di ritardare il riempimento degli stoccaggi europei.