In Germania risale la produzione elettrica da carbone, forte calo dell’eolico

Sintesi dei dati tedeschi per la prima metà del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020. Anche in Germania è necessario accelerare una transizione energetica che fa fatica.

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Anche in Germania la transizione energetica fa fatica.

Nel paese i combustibili fossili hanno guadagnato terreno nel mix di produzione elettrica nella prima metà del 2021, al contrario delle fonti rinnovabili che sono calate in confronto allo stesso periodo del 2020.

Le rinnovabili, infatti, da gennaio a giugno 2021 hanno fatto il 41% della generazione elettrica lorda, otto punti percentuali in meno rispetto al primo semestre 2020, quando le fonti verdi erano salite al 49% della torta complessiva, grazie anche al calo della domanda energetica durante il lockdown e al conseguente minore ricorso a gas e carbone (qui la situazione del primo semestre in Italia: al 38,5% sulla domanda elettrica).

Il grafico, tratto dalle statistiche della Bdew (associazione industriale tedesca), riassume il quadro energetico tedesco; Erneuerbare sono le fonti rinnovabili, mentre i termini Steinkohle e Braunkohle indicano rispettivamente carbone e lignite.

Vediamo che sommando carbone e lignite si ha un 26% di produzione elettrica nella prima metà del 2021 (contro un 20% a gennaio-giugno 2020). Intanto il gas fossile (Erdgas) è salito di un punto percentuale, dal 16 al 17% del mix totale, mentre il nucleare (Kernenergie) ha il 12% della torta.

Sul calo delle fonti rinnovabili ha pesato soprattutto la minore produzione degli impianti eolici nel primo semestre 2021: -20% a confronto con gennaio-giugno 2020.

Un inverno più freddo, inoltre, ha determinato un maggiore utilizzo di gas per il riscaldamento, tanto che il metano, per la prima volta in Germania, nel semestre iniziale del 2021 è diventato la fonte energetica più rilevante (30,6% davanti al petrolio con il 28,6%), per quanto riguarda il consumo di energia primaria complessivo, come riporta Clean Energy Wire nel riassumere i dati pubblicati da AG Energiebilanzen.

Tornando al settore elettrico, il grafico qui sotto evidenzia che carbone e lignite, pur in netta crescita finora nel 2021 sul 2020, sono ancora sotto i livelli di produzione registrati nel 2019.

Il gas invece è cresciuto nel 2021 rispetto a entrambi gli anni precedenti, mentre la generazione dai parchi eolici è scesa perfino sotto la quota toccata nel 2019.

In definitiva, come già segnalato dalla Iea a livello globale, il rischio è che la ripresa dei consumi energetici comporti un incremento delle risorse fossili e che le rinnovabili non riescano a coprire per intero la maggiore richiesta elettrica, con la conseguenza che vedremo aumentare anche le emissioni di CO2.

La Germania dovrà poi accelerare molto la sua transizione energetica se vorrà rispettare il nuovo traguardo climatico: ridurre del 65% le emissioni di anidride carbonica al 2030, rispetto al 1990.

Ricordiamo che tale traguardo è stato innalzato nei mesi scorsi da Berlino, dopo la storica sentenza della Corte costituzionale tedesca che ha in parte bocciato la legge clima del 2019.

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