In Germania esistono circa 500 bacini che sono l’eredità dell’estrazione della lignite: stagni che coprono una superficie totale di 47.251 ettari. Queste aree residuali potrebbero trasformarsi in una risorsa per l’energia pulita.

Fornirebbero infatti teoricamente abbastanza spazio per installare 56 GWp di fotovoltaico galleggiante. Un potenziale che, una volta sottratto l’uso delle aree stimato per attività ricreative, turistiche e di conservazione, si riduce a 2,74 GWp e dunque resta assolutamente notevole.

La stima arriva dal Fraunhofer Institute, che l’ha realizzata per conto di BayWa r.e. Al fine di valutare il potenziale di generazione di elettricità su queste aree lacustri, i ricercatori hanno intervistato autorità pubbliche, parti interessate ed esperti in materia di autorizzazione, pianificazione, installazione e protezione delle acque.

La maggior parte dei bacini, spiegano dall’istituto di ricerca, si trova negli stati tedeschi di Brandeburgo (29,8%), Sassonia-Anhalt (28,2%) e Sassonia (15,7%). Le opportunità più grandi si trovano in Lusazia e nel distretto carbonifero della Germania centrale in Sassonia e Sassonia-Anhalt.

Altri tipi di corpi idrici artificiali o anche laghi naturali non sono stati considerati in questo studio, quindi il potenziale totale in Germania è probabilmente molto più grande dato che nel paese si contano 4474 laghi artificiali, la maggior parte dei quali sono stati formati dall’estrazione superficiale di materiali da costruzione.

BayWa r.e., committente dello studio, ha già realizzato centrali FV galleggianti nei Paesi Bassi, dove la remunerazione per il FV permette di sostenere i costi maggiori di questo tipo di installazioni: l’azienda lì ha già tre progetti operativi, per un totale di 25 MWp, e ne sta costruendo uno da 27,4 MWp.

In Germania un primo impianto fotovoltaico galleggiante da 750 kW è entrato in funzione nel 2019.

In Italia sappiamo che Eni nell’ambito del suo “Progetto Italia” vuole realizzare 14,19 MW di FV galleggiante in uno specchio d’acqua di 15 ettari nello stabilimento multisocietario di Brindisi in aree concesse a Versalis ed EniPower.

Con progetti anche enormi in lavorazione, come il super-impianto da da 2 GW che si vuole realizzare in Corea del Sud, il FV galleggiante secondo molti ha davanti un grande potenziale.

Stando a un rapporto pubblicato a giugno 2019 dal Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS) in collaborazione con la Banca Mondiale, nell’ipotesi (molto conservativa, sottolinea lo studio) di coprire con pannelli fotovoltaici una piccolissima parte (1%) della superficie totale disponibile sui bacini idrici artificiali in tutto il mondo, pari a 404.000 km quadrati, si potrebbero installare almeno 400 GW di parchi FV galleggianti, con una produzione annua di energia elettrica stimata in oltre 521.000 GWh.