Alcuni dati sul potenziale sfruttabile delle rinnovabili ci aiutano a considerare fattibile il processo di decarbonizzazione del sistema elettrico. Non certo la sua velocità, ma che le condizioni, almeno in teoria, ci sarebbero per un notevole apporto di elettricità pulita.

A tal proposito in questi anni sono state fatte diverse stime sulla superficie delle strutture edilizie italiane idonee all’installazione di impianti fotovoltaici.

Ad esempio, il documento “A Strategic Plan for Research and Innovation to Relaunch the Italian Photovoltaic Sector”, curato da Eurac Research, CNR, Enel Green Power e altri, riporta con chiarezza la stima elaborata su dati Ispra relativi al suolo consumato nel nostro paese, edifici inclusi, che può essere usato ai fini della produzione da solare.

Secondo lo studio le aree già classificate come “suolo consumato“, come gli edifici (30% del suolo consumato), le strade (40% del suolo consumato), siti industriali utilizzati attualmente e/o abbandonati, parcheggi, serre permanenti, ecc., possono essere siti ideali per l’installazione di diverse tipologie di impianti solari fotovoltaici e contribuire a una quota significativa della domanda nazionale di energia elettrica.

La tabella mostra la produzione media annua stimata di energia elettrica che potrebbe essere ottenuta in Italia installando i più efficienti sistemi FV attualmente disponibili sul mercato (efficienza del modulo del 22%) solo sul 2,5% dell’area attualmente occupata da diverse tipologie di edifici.

L’ultima riga della tabella mostra che l’energia elettrica media totale che può essere generata coprendo, appunto, solo il 2,5% dell’area occupata dagli edifici, va anche oltre la generazione FV aggiuntiva che l’Italia ha programmato entro il 2030.

Secondo il Pniec infatti serviranno in totale (anche se il dato secondo noi è conservativo) 52 GW di potenza per una produzione di 73,1 TWh/anno. Nel 2020 tutto il FV nostrano ha generato 25,5 TWh.

Diversi sono gli studi che dimostrano però che il massimo potenziale di produzione da fotovoltaico integrato negli edifici può superare ampiamente i 50 TWh/anno, visto che si potrebbe considerare un utilizzo dell’area edificabile da coprire con pannelli fotovoltaici molto superiore, pari al 15-20%.

Ovviamente, dobbiamo essere consapevoli, che al 2030 i nostri target sulle rinnovabili non potranno essere raggiunti se non faremo anche impianti fotovoltaici a terra, sempre con l’approccio di contenere gli impatti sul territorio.