I camion elettrici sono disponibili sul mercato, ma le vendite procedono a rilento e le infrastrutture di ricarica sulle principali strade e autostrade sono ancora troppo limitate.
Perciò l’Europa dovrebbe posticipare di tre anni gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di CO2 dei nuovi veicoli pesanti, previsti dal regolamento 2024/1610 a partire dal 2030 e fissati in generale al 45% rispetto alle emissioni medie del periodo di riferimento (2019).
La richiesta arriva direttamente dagli amministratori delegati dei sette principali produttori europei di autocarri e autobus, in occasione dell’IAA Transportation di Hannover, una delle maggiori fiere internazionali dedicate ai veicoli commerciali in corso nella città tedesca (15-20 settembre).
Da notare che i costruttori indicano il -43% come obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 rispetto al 2019. Il valore deriva dagli specifici target previsti dal regolamento per i diversi sottogruppi di veicoli, mentre come detto il -45% è l’obiettivo generale stabilito dal provvedimento.
In una nota pubblicata lunedì 14 settembre dall’Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) si legge che la transizione verso i veicoli pesanti a zero emissioni “è ancora frenata da un ritardo allarmante nelle condizioni necessarie a stimolarne la diffusione sul mercato”, tra cui soprattutto i punti di ricarica veloce sulle principali arterie stradali.
Attualmente, le nuove immatricolazioni di camion pesanti a zero emissioni (elettrici o a idrogeno) rappresentano appena il 2,4% del totale in Europa.
In Italia, Spagna e Polonia le immatricolazioni non raggiungono nemmeno un punto percentuale sul mercato complessivo, mentre in Germania e Francia sono rispettivamente al 4,3% e 2,4% circa.
Come ha spiegato Karin Rådström, presidente e Ceo di Daimler Truck e presidente del Board veicoli commerciali dell’Acea, “siamo pienamente impegnati a favore del trasporto sostenibile: gli investimenti sono stati effettuati e oggi è disponibile un’ampia gamma di veicoli a zero emissioni di CO2”.
Tuttavia, “la loro sostenibilità commerciale su larga scala dipende anche dall’ecosistema più ampio, che è chiaramente in ritardo e non si sta sviluppando con la necessaria rapidità”.
I fattori citati dai costruttori per rendere economicamente vantaggioso l’acquisto di camion elettrici o a idrogeno sono diversi, tra cui l’accesso alle infrastrutture di ricarica e alla rete elettrica, i costi dell’energia, i pedaggi stradali basati sulle emissioni di CO2.
Nuovi camion elettrici in arrivo
Intanto gli stessi produttori hanno annunciato in questi giorni l’uscita di nuovi modelli e soluzioni di camion 100% elettrici.
Scania ha presentato una configurazione con batterie aggiuntive che permette ai veicoli pesanti di raggiungere autonomie fino a 720 km e di utilizzare la ricarica MCS (Megawatt Charging System), ossia lo standard di ricarica in corrente continua ad altissima potenza, sviluppato specificamente per i mezzi pesanti.
Volvo ha lanciato un camion elettrico in grado di percorrere fino a 420 km con una massa complessiva combinata pari a 76 tonnellate e di ricaricarsi dal 20% all’80% in 36 minuti con la tecnologia MCS.
In tutti i comunicati si sottolinea però che l’autonomia reale dipende da diversi altri fattori, tra cui le condizioni climatiche, la resistenza al vento e lo stile di guida del conducente.
Un altro colosso del settore, MAN Truck & Bus, ha presentato ad Hannover il nuovo modello eTGX, che nella configurazione 4×2 con sei pacchi batteria raggiunge un’autonomia fino a 660 km grazie all’aerodinamica migliorata, a un maggior recupero di energia e alla nuova generazione di batterie.
Daimler Truck parla del suo modello di punta Mercedes-Benz eActros 600, capace di un’autonomia massima fino a 560 chilometri in determinate configurazioni, che ha già percorso oltre 160 milioni di chilometri in condizioni di utilizzo reale presso i clienti dall’inizio della produzione di serie, alla fine del 2024.
Secondo l’azienda “il trasporto merci su strada a zero emissioni di CO2 è già una realtà tecnologica” perché “i camion elettrici possono essere impiegati in modo affidabile ed economico in un numero crescente di applicazioni per i clienti”.
Tuttavia, “la diffusione su larga scala di questi veicoli continua a essere fortemente limitata dall’espansione delle infrastrutture di ricarica in Europa e dall’insufficiente disponibilità di energia, in particolare a prezzi competitivi”.
In sostanza, secondo i costruttori, manca l’allineamento tra gli obiettivi politici e le condizioni necessarie affinché la domanda di mercato possa crescere.
A riconoscere questo scollamento è anche il governo spagnolo, che il 14 settembre ha posto in consultazione pubblica il nuovo quadro strategico nazionale per promuovere la diffusione delle infrastrutture dedicate ai combustibili alternativi, ai sensi del regolamento europeo Afir 2023/1804.
Riguardo al trasporto merci, il quadro strategico “individua la sfida rappresentata dall’adozione di veicoli pesanti elettrici in un settore fortemente frammentato e dominato da microimprese”.
Pertanto, il governo “sta lavorando a futuri programmi di sostegno volti al rinnovo delle flotte e alla realizzazione di infrastrutture di ricarica, sia presso i depositi privati che in aree ad accesso pubblico”.






























