In questa Rubrica di QualEnergia.it pubblichiamo esperienze, richieste e visioni degli operatori delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica in questa fase di emergenza per il coronavirus: le difficoltà pratiche che le aziende stanno incontrando, le loro soluzioni, le misure che le istituzioni energetiche dovrebbero predisporre, la percezione sui possibili sviluppi del mercato nelle prossime settimane e mesi.

Per scriverci: Emergenza coronavirus ed energia pulita: diamo voce agli operatori

L’opinione di Emanuele Carino, Sales Director Italia di Kostal

Difficoltà pratiche

Ad oggi le restrizioni applicate stanno impedendo ad una parte dei clienti di Kostal di accedere ai cantieri e questo comporta ritardi nelle consegne dei prodotti.

Contemporaneamente diventa anche molto difficile fare arrivare la merce a destinazione sul territorio nazionale in quanto non tutte le logistiche stanno lavorando.

Fortunatamente il team italiano di Kostal ha rapidamente trasferito online tutte le sue attività tecniche e commerciali, quindi stiamo assicurando assistenza tecnica a chiunque in Italia ne abbia bisogno.

Inoltre, con lo slogan “Se non ti formi, ti fermi” l’azienda ha lanciato insieme ai nostri distributori un ciclo di webinar per raccontare le soluzioni tecniche. In questa fase migliorare le conoscenze è un’opportunità per essere pronti appena si tornerà alla normalità.

Misure nazionali e internazionali necessarie

Per sostenere la domanda interna si renderà necessario programmare degli interventi che facciano tornare ad alti livelli la fiducia dei consumatori e serviranno sicuramente strumenti nuovi per sostenere il mercato. L’auspicio è che si individuino delle soluzioni che abbiano un orizzonte temporale stabile negli anni, questo per avere uno stimolo duraturo della domanda.

L’Italia in passato non è stata un buon esempio visto che spesso le norme a sostegno del nostro settore hanno vissuto molti “stop and go” e non sono mai state confermate su orizzonti temporali duraturi. Anche le detrazioni fiscali che contribuiscono alla vendita di impianti residenziali vengono di fatto prorogati annualmente e, in linea di principio, potrebbero essere cambiati.

Dovremo anche capire cosa accadrà in Oriente dove sono localizzate le produzioni di molti dei prodotti che utilizziamo.

In passato i produttori asiatici di celle e di moduli fotovoltaici hanno reagito agli shortage di prodotto. In sostanza, ad un effetto frusta sulla supply chain, i grandi produttori asiatici hanno sempre risposto aumentando i loro investimenti sul loro core business aumentando la loro capacità produttiva. Un ruolo chiave in questo è sempre stato giocato dal governo cinese che ha direttamente sostenuto finanziariamente le aziende, scommettendo sul fotovoltaico, in generale, e sulla filiera produttiva nazionale.

Percezione sui possibili sviluppi del mercato

Crediamo che ci sarà una forte contrazione della domanda sopratutto nel mercato residenziale. È istintivo che oggi, a fronte della incertezza sul futuro e sui tempi di risoluzione della crisi che stiamo vivendo, nessuno pensi ad acquistare e/o a pianificare sul medio/lungo termine l’acquisto di beni durevoli e semi-durevoli. Un impianto fotovoltaico è sicuramente un formidabile strumento di riduzione di consumi elettrici e costi, ma non è certo un bene di prima necessità.

Sicuramente le aziende che hanno un alto livello di liquidità possono pensare di superare la volatilità del mercato alla riapertura, ma nessuna azienda da sola ha una tale capacità finanziaria da sostenersi nel medio-termine.

Teniamo conto che anche gli istituti bancari escono da un periodo di forte stress; probabilmente prima dell’estate ci troveremo anche in una situazione di mancanza delle materie prime di produzione asiatica, fatto che determinerà una fase del tutto nuova: avremo contemporaneamente una crisi sia della domanda, sia dell’offerta.

La riapertura delle aziende – posto che avvenga entro un termine temporale ragionevole – rimetterà sul mercato gli impianti fotovoltaici di taglia commerciale la cui finalità è quella della riduzione dei consumi e del risparmio economico. Penso che molti imprenditori ne approfitteranno per efficientare e ridurre i costi delle proprie strutture, e sul fronte energetico ci sarà molto da fare.

Infine, gli impianti multmegawatt che si stavano programmando in Italia subiranno un ritardo ma riteniamo che verranno portati a compimento se non nel Q4 del 2020, entro il Q1/Q2 del 2021 visto che sono un mero investimento finanziario.

Viceversa, sarà interessante capire come questa pausa si rifletterà sui produttori di materiali sia in Europa, sia in Asia. Le aziende più solide sicuramente trarranno vantaggio da eventuali uscite dal business di aziende più fragili che non resisteranno a questa fase di forte stress, aumentando e consolidando la quota di mercato in un contesto molto difficile. Questo potrebbe portare ad un consolidamento dei marchi che operano oggi nel settore, sfoltendoli.