Nonostante prezzi all’ingrosso in brusco rialzo, influenzati dalla grande incertezza per il conflitto russo-ucraino, i provvedimenti adottati dal Governo e le misure regolatorie dell’Autorità hanno sterilizzato gli aumenti per l’energia elettrica e il gas naturale, per il mercato tutelato e in parte anche per il mercato libero.

Si apre così la nota Arera che comunica l’aggiornamento delle tariffe di luce e gas per il terzo trimestre 2022: la famiglia tipo in tutela (3 kW di potenza impegnata e 2.700 kWh di consumo annuo, vedrà un lieve incremento per la bolletta dell’elettricità (+0,4%), mentre rimarrà stabile la bolletta gas, senza alcuna variazione.

Senza l’intervento del Governo, il quadro generale sarebbe stato ben diverso, si spiega, con una variazione del +45% della bolletta gas e un +15% per quella elettrica, stima l’Autorità.

Ieri, infatti, giovedì 30 giugno, è stato approvato dal Consiglio dei ministri e subito pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 80/2022 o decreto Bollette.

Tra le tante  misure previste per contenere gli effetti del caro energia (su oneri, Iva, bonus sociali), è stato inserito anche un servizio di riempimento di ultima istanza degli stoccaggi gas, che sarà erogato dal Gse in coordinamento con Snam, tramite l’acquisto di gas naturale, nel limite di un controvalore pari a 4 miliardi di euro.

In linea con le disposizioni del decreto, quindi, l’Arera è intervenuta sulle componenti degli oneri generali di sistema, azzerandole per luce e gas per tutti gli utenti. Inoltre, come nel trimestre precedente, per il gas ha utilizzato una ulteriore componente tariffaria (la compensazione dei costi di commercializzazione, UG2) per azzerare i possibili aumenti.

È una misura che si applica alla fascia di consumi tipica degli utenti domestici (fino a 5 mila metri cubi/anno), con effetti positivi su tutti i clienti, sia in tutela che nel mercato libero.

Nell’ottica di limitare ulteriormente la variazione dei prezzi dell’elettricità, prosegue la nota, l’Autorità ha anche deciso di intervenire sull’allungamento del periodo di recupero degli scostamenti tra previsioni e consuntivo, relativi all’anno precedente.

Questi interventi, assieme alla conferma della riduzione Iva sul gas al 5%, avranno un impatto positivo su 30 milioni di utenze domestiche e oltre 6 milioni di piccole imprese, artigiani e commercianti.

L’Arera ha poi confermato il potenziamento dei bonus sociali elettricità e gas, che anche per il terzo trimestre del 2022 consentiranno alle famiglie in condizioni di difficoltà economiche di pagare mediamente bollette non superiori a quelle precedenti l’ondata di aumenti. Come previsto, e attraverso il finanziamento del Governo, sono confermate beneficiare di tali bonus le famiglie con un livello ISEE fino a 12.000 euro. I bonus sono erogati direttamente in bolletta a tutte le famiglie aventi diritto, a condizione che abbiano un ISEE valido ed entro la soglia indicata nell’anno 2022.

Malgrado l’azione di forte contenimento della variazione dei prezzi, si precisa, resta ancora evidente la differenza di spesa rispetto all’anno scorrevole precedente, perché i prezzi si mantengono su valori elevati. In termini di effetti finali, per la bolletta elettrica, la spesa per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2021 e il 30 settembre 2022) sarà di circa 1.071 euro, +91% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2020 – 30 settembre 2021).

Nello stesso periodo, la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.696 euro, con una variazione del +70,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

Per quanto riguarda l’andamento dei mercati, evidenzia Arera, le incertezze legate agli sviluppi del conflitto russo-ucraino continuano ad alimentare le tensioni e la conseguente volatilità dei prezzi nei mercati delle materie prime energetiche (petrolio, carbone e gas naturale).

Per il gas, in particolare, in Europa permangono i rischi di scarsità di offerta. I timori di un blocco totale delle forniture russe verso l’Europa, come conseguenza della riduzione dei flussi del gasdotto Nord Stream 1 a metà giugno, hanno riportato i prezzi europei ben oltre i 100 €/MWh, con valori negli ultimi giorni di 130-140 €/MWh per le quotazioni spot e a termine.

Complessivamente, i flussi di gas russo verso l’Europa, attraverso i tre principali gasdotti (Nord Stream, Yamal e via Ucraina), si sono ridotti di circa il 40% rispetto alla prima settimana del 2022 e del 70% rispetto ad un anno fa. Il calo delle forniture russe è stato in parte compensato dalle maggiori importazioni di Gnl che, nei primi cinque mesi del 2022, sono aumentate del 55% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie ad una minore pressione della domanda asiatica e a prezzi europei più alti di quelli asiatici. Ciò ha contribuito al riempimento degli stoccaggi europei, con un livello che attualmente si attesta al 57% della capacità.

In questo contesto, seguendo il trend del prezzo del gas, il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica (Pun) ha consuntivato, nel secondo trimestre dell’anno in corso, un valore medio pari a 249 €/MWh.

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