Ecobonus, la comunicazione tardiva all’Enea fa perdere la detrazione

L'odinanza della Corte di Cassazione.

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Con una comunicazione tardiva all’Enea si perde il diritto ad accedere all’Ecobonus.

Lo conferma un’ordinanza della Cassazione (allegata in basso) che accoglie un ricorso dell’Agenzia delle entrate, spiegando che, in base al DM 19 febbraio 2007, contenente gli adempimenti per ottenere la detrazione, il contribuente deve assolvere ad una serie di obblighi, come acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato, effettuare i pagamenti con bonifico, conservare la documentazione e – appunto – inviare la comunicazione all’Enea nei tempi prestabiliti.

Secondo la normativa, ricordiamo, la comunicazione all’Enea con le informazioni contenute nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) e le schede informative degli interventi vanno inviate entro 60 giorni per le spese sostenute a partire dal 2008.

Il termine decorre dalla data del collaudo dei lavori.

È inoltre possibile inviare rettifiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo in cui la spesa può essere portata in detrazione.

Secondo la Cassazione, rispettare i termini previsti dalla legge permette alle istituzioni di capire se una spesa può essere ammessa alle detrazioni, evitando eventuali truffe.

Ricordiamo infine che questo criterio non viene invece applicato per il Bonus casa. Nonostante infatti esista un obbligo di invio di una comunicazione all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori per gli interventi di recupero edilizio che godono della detrazione fiscale al 50%, prevista dall’articolo 16-bis del Tuir, in particolare su quelli che permettono un risparmio energetico o riguardano impianti a rinnovabili, in questo caso la mancata comunicazione all’ente non fa perdere il diritto all’incentivo.

A chiarirlo era stata la risoluzione 46/E del 2019 dell’Agenzia delle entrate.

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