Il futuro dell’Ucraina è a oggi ancora un grande punto interrogativo, vista la situazione geopolitica in continua evoluzione e i troppo altalenanti passi nella direzione della pace.
Sul tema dell’energia, tuttavia, alcune realtà sono già al lavoro per garantire al Paese un avvenire più sostenibile e all’insegna della decarbonizzazione.
Un clima molto rigido
Stryi è una cittadina ucraina situata a sud di Leopoli e il sistema di teleriscaldamento di questo centro urbano, gestito esclusivamente dall’azienda municipale Stryiteploenergo, una società pubblica sotto il controllo del Consiglio Comunale, svolge un ruolo fondamentale nel soddisfare il fabbisogno energetico termico della comunità locale.
La rete fornisce servizi di teleriscaldamento centralizzato a una vasta rete di consumatori, tra i quali edifici residenziali, istituti scolastici come scuole e asili, strutture sanitarie e vari edifici amministrativi.
La comunità di Stryi conta circa 98.000 abitanti, di cui 60mila, pari a circa il 60% degli edifici, beneficiano direttamente dei servizi di teleriscaldamento forniti da Stryiteploenergo. Dato il clima piuttosto rigido, il periodo di riscaldamento annuale dura 179 giorni, il che sottolinea l’importanza di un’infrastruttura di teleriscaldamento affidabile ed efficiente.
Centro energetico strategico per l’intera Europa
Dal punto di vista strategico, Stryi è posizionata come centro distrettuale con un percorso di sviluppo orientato al potenziamento delle infrastrutture di trasporto e alla crescita economica.
A rafforzare questa direzione, la Strategia per lo sviluppo della comunità al 2030 sottolinea l’importanza di trasferire le imprese industriali al di fuori delle zone urbane per facilitare la creazione e lo sviluppo di parchi industriali dedicati.
Questo riallineamento strategico mira a ottimizzare l’uso del suolo urbano e a rafforzare la diversificazione economica. La città, inoltre, riveste una notevole importanza strategica nel più ampio panorama energetico europeo in quanto ospita il più grande impianto di stoccaggio di gas naturale d’Europa che svolge un ruolo chiave nella sicurezza energetica e nella logistica a livello sia regionale sia internazionale, rafforzando ulteriormente la posizione di Stryi come hub fondamentale nell’infrastruttura energetica dell’Ucraina.
Gas naturale e biomassa
Il sistema di teleriscaldamento comprende 33 centrali termiche per un totale di 90 caldaie singole che rappresentano una potenza termica installata di circa 93,6 MWth, con un’efficienza operativa media dell’88%.
Tra le varie categorie di consumatori, le utenze residenziali costituiscono circa il 75,5% del consumo totale di energia termica, mentre il restante 24,5% è attribuito a istituzioni pubbliche e altre organizzazioni.
Il sistema fornisce calore a circa 373.300 metri quadrati di aree residenziali e 156.500 mq utilizzati da istituzioni pubbliche.
A Stryi si generano circa 64,88 GWh/anno di calore grazie principalmente a combustibili fossili integrati con circa 6.820 tonnellate di biomassa legnosa all’anno. Il combustibile primario utilizzato è il gas naturale, per circa 6,4 milioni di metri cubi all’anno.
Attualmente, il sistema di teleriscaldamento non include alcuna unità di accumulo di energia termica. Di conseguenza, la gestione della generazione e della distribuzione di calore si basa esclusivamente sulle capacità di produzione in tempo reale, offrendo l’opportunità di migliorare la flessibilità operativa attraverso la futura integrazione di sistemi di accumulo.
Alla ricerca della resilienza
La modernizzazione del sistema di Stryi è strategicamente guidata dallo sviluppo di un piano globale di teleriscaldamento distrettuale, che comprende un piano di investimenti a lungo termine volto a migliorare l’efficienza energetica, la sostenibilità e la resilienza del sistema.
Le misure di ammodernamento previste, al momento in studio all’interno del progetto europeo ENABLE DHC, sono orientate principalmente alla transizione del portafoglio di generazione energetica dalle fonti fossili alle rinnovabili, in linea con gli obiettivi nazionali e regionali di decarbonizzazione. Una componente chiave prevede la sostituzione progressiva delle caldaie a gas con unità a biomassa.
In particolare, si stanno analizzando la dismissione e la sostituzione delle caldaie a gas esistenti in tre località critiche.
A Novakivskoho 9, ad esempio, è prevista la sostituzione di una caldaia a gas con una potenza installata di 4,65 MWt con una caldaia a biomassa con una potenza nominale di 4 MWt e a Kossaka 11 è prevista una sostituzione dell’attuale caldaia a gas da 8 MWt con un’unità a biomassa da 6 MWt.
A Hrabovetska 108, infine, sarà eseguita una conversione simile, con la sostituzione dell’attuale caldaia a gas da 6,5 MWt con una caldaia a biomassa da 4 MWt.
Un futuro ancora più flessibile
Le misure proposte e attualmente oggetto di analisi grazie anche alla collaborazione di una squadra di esperti internazionali, dovrebbero quindi ridurre in modo significativo l’intensità di carbonio del mix di generazione di calore e promuovere l’utilizzo di risorse rinnovabili locali, come la biomassa legnosa, che sono già state integrate nel sistema esistente ma, al momento, solo su scala molto limitata.
Al fine di raggiungere un’elevata flessibilità di produzione, inoltre, si sta valutando, oltre alla conversione verso la biomassa, anche l’integrazione di sistemi a pompa di calore e unità di cogenerazione per diversificare ulteriormente il mix di generazione.




























