La circolarità locale è ad esempio lo sfruttamento sostenibile delle risorse boschive sul territorio. Ma se significasse addirittura riutilizzare il calore di un crematorio oltre ad esempio,
Per rispondere a questa domanda dobbiamo spostarci ai piedi delle Alpi Friulane, nella cittadina di Gemona del Friuli a 272 metri sul livello del mare.
Per una perfetta circolarità
Gemona (UD) è localizzata in zona climatica E ed è parte della Comunità di Montagna del Gemonese. Il Comune sta portando avanti, nell’ambito del progetto europeo ConnectHeat, un progetto locale che prevede la realizzazione di una rete di teleriscaldamento alimentata a biomassa.
Si parla di un investimento di circa 3,5 milioni di euro, suddivisi in una quota di 1,327 milioni di euro gestita dal Comune, finanziata tramite contributi regionali, e una quota di 2,216 milioni di euro gestita proprio dalla Comunità di Montagna, finanziata dal PNRR.
Il fabbisogno energetico annuo previsto, a seguito di un ridimensionamento dovuto alle difficoltà di coinvolgere più utenze, è di circa 1.650 MWh e consentirà una transizione dal gas a fonti energetiche rinnovabili per tutti i consumatori.
La centrale termica sarà costruita in prossimità del crematorio e ospiterà due caldaie a cippato di biomassa da 450 kW e 3 serbatoi di accumulo termico da 15 metri cubi, integrati da un’area di stoccaggio del cippato progettata per contenere una scorta di combustibile sufficiente per oltre una settimana.
Oltre alla biomassa, come anticipato, la rete impiegherà l’energia termica di recupero del crematorio locale, in grado di fornire circa 1.500 MWh/anno di calore e di generare, inoltre, un risparmio di circa 51 MWh/anno di elettricità attualmente consumata dai ventilatori per il raffreddamento dei fumi. Nell’immagine la rete di teleriscaldamento dall’area cimiteriale alle scuole e agli impianti sportivi.
Cooperazione e beneficiari
Per quanto riguarda gli attori coinvolti, il progetto è guidato dalla Comunità di Montagna del Gemonese e dal Comune di Gemona del Friuli, in qualità di principali promotori.
La progettazione tecnica è stata affidata a Cogenera srl, mentre APE FVG, l’agenzia energetica regionale, fornisce un supporto tecnico essenziale ed è responsabile della certificazione QM Holzheizwerke per i sistemi di teleriscaldamento alimentati a biomassa.
Tra i principali soggetti beneficiari di questa iniziativa figurano istituti scolastici, impianti sportivi e la piscina comunale. Indirettamente, infine, bisogna includere anche i cittadini che utilizzano queste strutture pubbliche, il settore forestale locale e il territorio in generale, che trarranno beneficio dalla realizzazione del progetto.
Pnrr, una scadenza troppo ravvicinata
Il progetto ha messo in luce anche potenziali insidie, evidenziando considerazioni cruciali per le iniziative future, come la necessità di un approccio comunitario dal basso nel quale i cittadini siano parte integrante del processo fin dalle prime fasi concettuali, piuttosto che trovarsi di fronte a un progetto ampiamente predefinito.
L’aspirazione a un approccio più ampiamente basato sulla comunità, infatti, ha incontrato ostacoli sostanziali lungo il percorso trai quali spicca la scadenza ravvicinata (marzo 2026) imposta dal finanziamento del PNRR.
Questa circostanza ha accelerato notevolmente le fasi di progettazione e attuazione, lasciando purtroppo insufficienti opportunità per un coinvolgimento pubblico completo e processi di consultazione approfonditi.
Queste sfide sono state ulteriormente aggravate da difficoltà burocratiche e resistenze istituzionali incontrate a vari livelli, rendendo più difficile la realizzazione di un modello partecipativo nelle fasi iniziali.
Il ruolo della comunità locale
Nonostante queste difficoltà, diversi sono i suggerimenti e variegate sono le idee per favorire un coinvolgimento più diretto dei cittadini, anche nel prossimo futuro di questo stesso progetto.
Una prima possibilità, ad esempio, è la creazione di una “Comunità Forestale” che miri a unire proprietari forestali pubblici e privati nella gestione delle risorse locali secondo principi che ne garantiscano la salute e la produttività a lungo termine, con il fine ultimo di mettere in piedi una filiera corta di cippato certificato (PEFC/FSC per la gestione, BiomassPlus per il combustibile).
Un altro elemento è quello del percorso verso una “CER di consumo”: nella sua prima fase, la rete servirà edifici pubblici come scuole, palestre, piscina comunale ma, sebbene queste connessioni iniziali siano guidate da criteri istituzionali, il progetto è stato concepito tenendo conto anche delle future connessioni da parte di utenti privati.
Ciò apre la strada al futuro sviluppo di una “CER di consumo” più ampia che potrebbe potenzialmente evolversi in un’entità più autenticamente gestita dalla comunità.
Il terzo e ultimo aspetto è quello dell’introduzione di prosumer come nelle CER che si focalizzano sull’energia elettrica. La progettazione tecnica, infatti, prevede l’innovativo recupero del calore di scarto del crematorio locale (gestito da ALTAIR), caratteristica in linea con il concetto di prosumer, trasformando rifiuti da smaltire in risorse per la comunità.
Un progetto energetico-ambientale più ambizioso
Il progetto nasce all’interno nel più ampio quadro della “Green Community” della Comunità di Montagna del Gemonese che coinvolge, oltre a Gemona, anche i comuni di Artegna, Trasaghis, Venzone, Montenars e Bordano.
La visione strategica prevista da questa iniziativa punta a uno sviluppo che equilibri l’uso delle risorse energetiche e ambientali del territorio, con l’obiettivo di innescare processi virtuosi di crescita economica e sociale e dove l’utilizzo di fonti energetiche locali è stato individuato come uno dei motori primari.
Per concludere, il processo di definizione di un modello energetico basato sulla partecipazione della comunità è stato istruttivo, evidenziando il divario spesso significativo tra le intenzioni iniziali e l’attuazione sul campo.





























