Dopo una prima fase di sperimentazione che ha visto nascere poche e precarie Comunità energetiche (non staremo qui a ripercorrere le cause), stiamo ora entrando in una fase più matura.

Una fase favorita anche dalle importanti risorse promesse dal PNRR e dai Fondi strutturali, con l’approvazione di leggi regionali che a loro volta mettono a disposizione dei Comuni dotazioni tecniche e finanziarie.

Terminata la corsa alla “prima comunità energetica”, gli enti locali devono mettersi al lavoro per redigere studi di fattibilità con cui accedere ai finanziamenti. Per colmare almeno in parte la carenza di competenze interne ai Comuni, anche le Fondazioni mettono a disposizione risorse tecniche e/o economiche.

Ma vediamo nel dettaglio quali sono le novità più interessanti e operative degli ultimi giorni.

Manifestazione di interesse per i Comuni lombardi che vogliono fare Comunità energetiche

I Comuni lombardi avranno tempo fino al 31 dicembre per rispondere all’avviso di manifestazione di interesse approvato dalla Giunta Regionale lombarda per la presentazione di progetti di Comunità energetiche rinnovabili.

La delibera XI/6270 dell’11 aprile scorso (vedi in basso) è un primo passo in attuazione della Legge regionale del 23 febbraio 2022, n.2 con cui Regione Lombardia intende promuovere la costituzione di Comunità energetiche.

Le proposte, che potranno essere presentate con le modalità definite dal provvedimento attuativo, saranno valutate sulla base dei seguenti contenuti:

  • obiettivi e azioni previste nella proposta di comunità energetica;
  • stima dei consumi energetici risparmiati (espressi in kWh);
  • potenziale di disponibilità di fonti energetiche rinnovabili sul territorio, comprendendo l’eventuale recupero di calore da processi produttivi;
  • stima del numero di utenze potenziali che possono essere interessate dalla comunità e la stima della relativa potenza impegnata;
  • presenza di soluzioni impiantistiche o gestionali innovative;
  • nuove prospettive occupazionali (numero di addetti previsto) e/o formative per la gestione degli impianti;
  • fattibilità del reinvestimento dei benefici economici ottenuti in servizi per la collettività.

Con il supporto del CERL, l’Ente che dovrà attuare il Progetto di Legge, sarà effettuata una prima analisi delle proposte pervenute che consentirà a Regione Lombardia di qualificarle in termini di potenzialità energetiche e di opportunità di utilizzo dell’energia rinnovabile prodotta sia a livello di specifico territorio, sia a livello regionale.

Inoltre, ogni proposta sarà valutata in termini di finanziabilità attraverso le opportunità date da strumenti messi a disposizione a livello regionale, nazionale e dall’Unione Europea.

Delibera XI/6270 Giunta Regionale Lombarda, 11 aprile 2022 (pdf)

Mappatura delle superfici pubbliche regionali: primo obiettivo della LR dell’Emilia-Romagna

Approvata all’unanimità, la Legge Regionale dell’Emilia Romagna che norma e finanzia le Comunità Energetiche Rinnovabili si caratterizza per un’attenzione particolare al contrasto della povertà energetica e alla inclusione sociale.

A questo scopo la Regione prevede di concedere contributi maggiori per le Comunità energetiche composte da soggetti con fragilità economica, oppure da enti del Terzo settore, enti proprietari di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale, o situate in aree montane e interne del territorio regionale o, in alternativa, che realizzino progetti di inclusione e solidarietà in collaborazione con gli enti del terzo settore o con gli enti locali.

Contributi maggiorati sono previsti anche per le comunità energetiche tra i cui membri sono presenti enti locali che hanno approvato piani o strategie integrate di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici (PAESC).

Nella legge sono inserite misure di sostegno, con l’erogazione di contributi e strumenti finanziari che accompagnino le comunità dalla costituzione e progettazione, fino all’acquisto e alla installazione degli impianti di produzione e accumulo e azioni di sistema quali iniziative di comunicazione, informazione e partecipazione dei cittadini sui temi dell’energia rinnovabile, dell’autoconsumo e della condivisione dell’energia anche in collaborazione con le Agenzie per l’energia.

Ma anche per la formazione delle professionalità coinvolte; accordi con i Comuni e con l’Anci Emilia-Romagna finalizzati alla diffusione e condivisione delle “migliori pratiche” e per il sostegno alla realizzazione di sportelli informativi e al potenziamento degli sportelli territoriali Energia.

Per l’attuazione, oltre al primo stanziamento inserito in legge di 200mila € euro per il 2022 e 150mila per il 2023, la Regione utilizzerà le nuove risorse comunitarie destinando almeno 12 milioni € del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), da affiancare alle risorse previste dal PNRR (che destina 2,2 mld € per i comuni italiani con popolazione inferiore ai 5000 abitanti) per la realizzazione di Comunità energetiche.

Tramite l’FSE (Fondo Sociale Europeo) saranno inoltre potenziate le attività formative su impianti e tecnologie green, come definito nel Programma già approvato dall’Assemblea Legislativa a febbraio e inviato alla Commissione europea.

Entro un anno dall’entrata in vigore della normativa, la Regione e gli enti locali individueranno i tetti degli edifici pubblici e le aree pubbliche da mettere a disposizione per l’installazione degli impianti a servizio delle comunità energetiche rinnovabili.

Sarà istituito un registro regionale delle comunità energetiche, che saranno chiamate ogni anno a redigere un bilancio dell’energia prodotta autoconsumata e condivisa.

Al costituendo Tavolo tecnico permanente, composto da rappresentanti della Regione, delle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale, Anci e Upi Emilia-Romagna, Enea, nonché dai cluster regionali competenti in materia e dal Tavolo regionale dell’Economia Solidale, saranno affidate funzioni consultive e di confronto.

Deliberazione legislativa n. 40 del 24 maggio 2022 – Emilia-Romagna (pdf)

Le risorse per le Comunità energetiche messe a disposizione dalle Fondazioni

Il rischio vero, che permane, è che tanti Comuni non abbiano neppure le competenze per elaborare gli studi di fattibilità. Diversi comuni, anche grandi, ma in particolare i piccoli e piccolissimi che magari sono privi di un ufficio tecnico dovranno avvalersi di consulenze esterne.

Con quali risorse? Qui, per alcune regioni entrano in gioco le Fondazioni.

La Fondazione di Compagnia San Paolo è alla seconda edizione del bando Next Generation WE con cui finanzia studi di fattibilità per progetti attinenti alle misure del PNRR, quindi anche progetti di Comunità energetiche, presentati da Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane, Province e Città Metropolitane di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Il bando, che rimane aperto fino alla fine del 2022, prevede un contributo massimo di 80mila € per ogni candidatura. Con questa dotazione, il Comune o l’Unione di Comuni può aspirare a fare una progettazione più di dettaglio.

La prima edizione del bando, che si è conclusa il 31 gennaio scorso, ha sostenuto i progetti di 88 Comuni e Unioni di Comuni, selezionati tra le 180 candidature pervenute, per un impegno complessivo di 5.835.500 €.

Il bando promosso da Fondazione Cariplo si chiama Alternative e scade il 22 luglio.

La dotazione di 1,5 milioni € finanzia due linee di intervento: la diffusione di Comunità Energetiche Rinnovabili e Gruppi di Autoconsumo Collettivo e One Stop Shop, sportelli energia sovralocali.

I beneficiari sono Comuni, Unioni di comuni, Associazioni di comuni, Comunità montane, Città Metropolitane, Province, Enti pubblici proprietari e gestori di un patrimonio di edilizia pubblica e Enti privati non profit ubicati in Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.