Il cambiamento climatico avanza rapidamente e impone un prezzo sempre più alto da pagare.

Lo dimostrano vari dati appena diffusi sullo stato del clima nel 2021: gli ultimi sette anni sono stati i più caldi di sempre con un netto margine, le concentrazioni di anidride carbonica e di metano in atmosfera hanno continuato a crescere, gli eventi estremi (ondate di calore, inondazioni, uragani e così via) hanno provocato danni per 280 miliardi di dollari a livello mondiale.

Vediamo meglio che cosa è successo lo scorso anno, partendo dalle rilevazioni satellitari del Copernicus Climate Change Service della Commissione europea.

Il 2021 è stato il quinto anno più caldo registrato finora (appena più caldo del 2015 e 2018), con una temperatura media globale di 0,3 °C più alta in confronto al periodo 1991-2020 e di 1,1-1,2 °C sopra la media del periodo preindustriale (1850-1900).

In Europa la temperatura media è stata appena sopra i valori del periodo 1991-2020 (+0,1 °C), quindi il 2021 non figura tra i dieci anni più caldi della storia nel nostro continente.

Tuttavia, i mesi estivi hanno registrato le temperature più elevate di sempre, con diversi eventi meteorologici estremi: forti piogge e inondazioni in Germania e altri Paesi a luglio, ondate di calore seguite da incendi tra luglio e agosto nella regione del Mediterraneo.

Intanto, a livello globale, la concentrazione atmosferica di CO2 ha raggiunto la media record di 414 ppm, parti per milione di molecole presenti in atmosfera, mentre la concentrazione di metano (CH4) è salita a 1876 ppb, parti per miliardo di molecole presenti in atmosfera.

Gli effetti del cambiamento climatico si sono fatti sentire anche negli Stati Uniti, come emerge dai dati della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration).

Il 2021 è stato, infatti, il quarto anno più caldo degli ultimi 127 anni (da notare che i sei anni più caldi sono tutti dal 2012 in poi); la temperatura media di dicembre è stata la più alta di sempre con 39,3 gradi Fahrenheit (4 °C).

E nel 2021 negli Stati Uniti ci sono stati venti disastri naturali di grandi proporzioni, cosiddetti “billion-dollar disasters”, eventi estremi che singolarmente hanno causato danni per più di un miliardo di dollari, per un totale di 145 miliardi di $.

Nel 2020 questi eventi disastrosi erano stati di più (22), ma avevano provocato danni inferiori (102 miliardi di $).

Tra gli eventi estremi dello scorso anno, la NOAA ricorda la super ondata di freddo in Texas, alcuni tornado e uragani, due inondazioni e una ondata di siccità e calore.

Un uragano in particolare, Ida, ha comportato danni per circa 75 miliardi di $ ed è entrato nella top-five degli uragani più catastrofici della storia Usa dal 1980.

Altre stime sugli impatti economici degli eventi estremi sono state pubblicate da Munich RE.

Per il 2021 nel suo complesso, si parla di perdite economiche per 280 miliardi di $, di cui circa 120 miliardi erano coperti dalle assicurazioni, a causa delle devastazioni di uragani, inondazioni, terremoti, incendi, ondate di calore e di freddo.

Ad esempio, i danni stimati per le inondazioni in Europa ammontano, secondo Munich RE, a 54 miliardi di $ (di cui 13 coperti da assicurazioni), mentre quelli causati dalla ondata di gelo negli Usa ammontano a circa 30 miliardi di $, di cui metà assicurati.