Il boom nascosto del fotovoltaico in Africa: 17 GW nel 2026

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Ember stima un incremento annuo delle installazione del 45%, con record in 36 paesi. Tra il 2023 e il 2025 circa tre quarti delle nuove installazioni riguardano il FV distribuito, in gran parte assente dai dati ufficiali.

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L’Africa installerà circa 17 GW di fotovoltaico nel 2026, il 45% in più rispetto al 2025 e il terzo record annuale consecutivo. Ma una parte rilevante di questa crescita non compare nelle statistiche ufficiali.

Questa cifra è indicata da Ember nel rapporto The take-off in African solar that official statistics can’t yet see, realizzato con African Tech Futures Lab (documento in basso). Per il 2025 Ember calcola 12 GW di nuove installazioni, contro i 6,2 GW indicati dalla Iea e i 4,6 GW di Irena.

Si attribuisce gran parte della capacità che non emerge dalle statistiche al fotovoltaico distribuito. Tra il 2023 e il 2025 questa componente avrebbe rappresentato circa il 75% delle nuove installazioni, 20 GW sui 26 GW complessivi stimati.

Ember arriva al dato per differenza: Global Energy Monitor censisce 5,9 GW utility scale e Irena 0,2 GW off-grid e il resto viene assunto come distribuito (cioè su tetto e connesso alla rete), pur riconoscendo che anche l’off-grid potrebbe essere sottostimato.

Dati ricostruiti dalle importazioni cinesi

Per misurare una crescita che sfugge ai dati nazionali, Ember parte dalle esportazioni cinesi di moduli FV. Nei dodici mesi a giugno 2026 sono state pari a 23 GW, il 53% in più rispetto ai dodici mesi precedenti, ormai su livelli simili a Medio Oriente e America Latina.

La metodologia applica un ritardo medio di sei mesi tra spedizione e installazione e un fattore del 73%, ricavato confrontando per quattro anni export cinesi e installazioni nell’Ue e in altri cinque paesi, per 368 GW complessivi.

Su questa base il report stima 17 GW di nuove installazioni nel 2026, circa 47 MW al giorno. Trentasei paesi su 54 dovrebbero segnare un record e 19 più che raddoppiare la potenza aggiunta. Il Sud Africa scenderebbe sotto il 20% delle installazioni continentali per la prima volta dal 2019.

I mercati da almeno 1 GW sarebbero sei: Sud Africa 3,3 GW, Egitto 2 GW, Nigeria e Repubblica Democratica del Congo 1,7 GW ciascuna, Algeria 1,4 GW e Marocco 1 GW.

Restano ovviamente margini di errore, precisa Ember: nei paesi senza sbocco al mare le installazioni potrebbero essere sottostimate e in quelli costieri sovrastimate, perché i dati sugli scambi intra-africani usati sono incompleti o non aggiornati.

Le statistiche non vedono i tetti

Ember ha trovato dati ufficiali sulla capacità solare per 36 paesi su 54, ma solo 14 avevano numeri riferiti al 2025. Sud Africa, Tunisia e Tanzania sono gli unici a pubblicare almeno parte dei dati con frequenza mensile o trimestrale.

Solo una dozzina di paesi dispone poi di una stima ufficiale o semi-ufficiale della capacità distribuita. In quasi tutti, secondo Ember, questa componente rappresenterebbe oltre metà delle nuove installazioni; anche in Egitto la quota stimata arriva al 43%.

Il buco statistico ha un impatto sulla pianificazione. Infatti, senza dati sul FV distribuito si rischia di sovrastimare la domanda netta e il fabbisogno di nuova capacità, mentre per i gestori di rete diventa più difficile prevedere il profilo della domanda nelle ore centrali, le rampe serali, le congestioni e i flussi inversi.

La diffusione del distribuito viene ricondotta soprattutto al calo dei costi e alla ricerca di energia più economica e affidabile. Secondo Ember, nella maggior parte dei mercati africani i clienti commerciali e industriali rappresentano almeno l’80% della capacità distribuita, con tempi di ritorno che possono scendere a 2-5 anni.

Import e manifattura locale

I 17 GW stimati per quest’anno produrrebbero circa 23 TWh/anno, assumendo un capacity factor del 15%: il 2,3% della generazione elettrica africana del 2024, poco più della crescita media annua della domanda, pari al 2,2% nel decennio 2014-2024. In 28 paesi su 54 l’incremento della generazione solare supererebbe la crescita storica della domanda elettrica.

Intanto, dal 2024 l’Africa importa dalla Cina anche batterie e per un valore superiore a quello dei moduli FV. Negli ultimi due anni il valore dell’export di pannelli è raddoppiato e quello delle batterie quadruplicato; Nigeria e Repubblica Democratica del Congo sono i mercati principali e in entrambi le importazioni di batterie superano ampiamente quelle di moduli.

Cresce anche la manifattura africana: il think tank stima che la produzione di moduli salga da circa 0,8 GW nel 2025 a 3,5 GW nel 2026. I nuovi grandi impianti di componenti FV in Egitto e Tanzania sono però orientati soprattutto all’export verso gli Usa, mentre il 94% dei pannelli installati nel continente continua ad arrivare dalla Cina. Anche su questi numeri gli stessi autori invitano alla cautela poiché i dati sulla produzione locale sono molto scarsi.

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