Con i dati di dicembre pubblicati nel report mensile di Terna possiamo fare un bilancio annuale su consumi e produzione elettrica in Italia nel 2025 (report in fondo all’articolo).
La domanda elettrica è rimasta stabile (-0,2% rispetto al 2024 e in aumento dell’1,9% sul 2023) con un fabbisogno di 311,3 TWh, coperto dalle fonti rinnovabili per circa 128 TWh, pari ad una quota del 41,1%.
Non è stato dunque superato il record dell’anno precedente di quasi 131 TWh che andavano a soddisfare il 42% della richiesta annuale di elettricità del nostro paese.
Ricordiamo, tuttavia, che la quota Fer è calcolata sui dati del bilancio elettrico Terna (energia immessa in rete/produzione netta al consumo) e non include pertanto l’energia da autoproduzione autoconsumata “dietro il contatore” non transitata sulla rete, che potrebbe essere stimabile tra 6 e 10 TWh (soprattutto relativa alla produzione di piccoli e medi impianti FV).
In questo grafico possiamo vedere l’andamento della domanda di energia elettrica in Italia dal 2000 al 2025 (dati senza decimali), e come il consumo elettrico abbia un trend in leggera discesa ormai da alcuni anni, se isoliamo il dato del 2020, anno della crisi pandemica.
La seguente tabella riassuntiva, tratta dal rapporto di Terna, fornisce un quadro dei consumi e dalla produzione nel mese di dicembre e un aggiornamento dell’intero anno per le diverse fonti elettriche, oltre a un confronto con il 2024 (in questo ultimo report Terna ha ritoccato tutti i dati del 2024 e del 2025).
Come anticipato, la quota di fonti rinnovabili sulla domanda elettrica è al 41,1%. Dal punto di vista della produzione di energia elettrica nazionale la percentuale è invece del 47,7% (nel 2024 era del 49,7%).
Ricordiamo che secondo gli obiettivi indicati dal Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima) la quota di Fer in confronto alla domanda nel 2025 si sarebbe dovuta attestare al 47,4%, per poter poi arrivare al 63,4% al 2030.
Nel grafico successivo si riporta anche la produzione di elettricità da rinnovabili degli ultimi 12 anni; quest’ultime hanno generato quasi 3 TWh in meno del 2024, ma 14,6 TWh in più rispetto al 2023.
Come si può riscontrare dalla tabella in alto, nel 2025 la generazione termoelettrica è aumentata del 4,6% rispetto al 2024, ma con ulteriore deciso calo della produzione elettrica da carbone.
Da rilevare poi la crescita degli accumuli stand alone, passati da 131 GWh del 2024 a 1.459 GWh del 2025. Il saldo con l’estero è in calo dell’8,1% (importati 51,8 TWh).
Analisi per fonte: forte calo dell’idroelettrico, compensato dal FV
La diminuzione della produzione da Fer lo scorso anno è da imputare soprattutto all’idroelettrico che, a differenza della buona performance del 2024, ha registrato un calo del 21,2%, pari a circa 11 TWh in meno (ma +1,5 TWh rispetto al 2023).
Il contributo dell’energia idroelettrica sulla domanda nel 2025 è stato del 12,8% contro il 16,3% del 2024.
In leggera diminuzione la produzione da eolico (-3,3%) che copre il 6,9% della domanda (il 7,1% nel 2024). Invece in forte aumento quella da fotovoltaico: +25,1% sul 2024, che va a soddisfare il 14,2% della richiesta elettrica nazionale (l’11,3% nel 2024).
Il dato sulle bioenergie (rivalutato in rialzo da Terna) è identico a quello del 2024 (15,7 TWh) per un 5% di copertura della domanda. Pressoché stabile anche il geotermoelettrico (-0,3%) con 5,2 TWh generati nel corso dell’anno.
Focus su fotovoltaico ed eolico: il gap al 2030
L’aumento della produzione da fotovoltaico (44,3 TWh) e il leggero decremento di quella da eolico (21,4 TWh circa), portano a un incremento delle due fonti rinnovabili del 14,3% sul 2024: insieme hanno prodotto circa 65,7 TWh, pari al 21,1% del fabbisogno elettrico nazionale, cioè oltre un quinto.
In sintesi, analizzando il rapporto tra produzione e fabbisogno:
- il fotovoltaico ha coperto il 14,2% della domanda e il 16,5% della produzione nazionale;
- l’eolico ha soddisfatto il 6,9% della domanda e l’8% della produzione nazionale.
In 12 anni (cioè dal 2014), solare FV ed eolico hanno generato per il sistema elettrico 28,7 TWh in più, poco meno della produzione di tre grandi centrali nucleeare da 1600 MW.
Ma come si può notare dai due grafici in basso, secondo il Pniec dovranno produrre molto di più: quasi 163 TWh/anno nel 2030.
Mancano dunque poco più di 97 TWh/anno, da aggiungere in appena cinque anni; un divario veramente elevato che nasconde peraltro anche molte altre insidie (incremento degli accumuli e modernizzazione delle reti, complessi iter autorizzativi, normative contorte e in ritardo, ecc.).
In pratica il fotovoltaico in Italia dovrà incrementare la sua produzione annuale di 2,2 volte entro il 2030 per centrare il target (l’obiettivo intermedio per quest’anno era di 57 TWh).
L’energia eolica dovrà aumentare di 3 volte al 2030; lontano è anche il target intermedio che quest’anno era indicato in 30,8 TWh.
In quest’ultimo grafico mostriamo il peso di ciascuna fonte sul totale dell’apporto di tutte le rinnovabili: fotovoltaico ed eolico, inseme, rappresentano circa il 51,3% della produzione, contro il 43,9% del 2024. L’idroelettrico, che lo scorso anno aveva superato il 40%, è oggi al 32,3% del totale Fer.
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- Rapporto mensile Terna (dicembre 2025)
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