Come sarà la prossima governance Ue su energia e clima?

L'obiettivo è rafforzare il mercato energetico interno, accelerando la transizione verso le tecnologie pulite. Avviata una consultazione pubblica fino a marzo 2026.

ADV
image_pdfimage_print

Trasformare i Pnec (Piani nazionali per l’energia e il clima) in piani di investimento per accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili.

È una delle indicazioni fornite dalla Commissione europea nell’avviare ieri, 18 dicembre, la consultazione pubblica (aperta fino al 12 marzo 2026) per aggiornare il regolamento sulla governance dell’Unione energetica e dell’azione climatica, adottato nel 2018.

La nuova proposta legislativa è attesa nell’ultimo trimestre del 2026; in particolare, osserva Bruxelles nel suo invito a presentare contributi, il regolamento rivisto dovrà incentivare l’azione coordinata degli Stati membri al fine di conseguire gli obiettivi Ue in materia di energia e clima per il periodo successivo al 2030.

Il provvedimento dovrà accelerare la transizione “giusta” verso la neutralità climatica e fornire un quadro di riferimento che aumenti la resilienza dell’Unione in caso di crisi future.

Tra le diverse sfide citate dalla Commissione riguardo alla prossima governance energetica e climatica: fronteggiare le sfide lungo tutta la catena di approvvigionamento delle tecnologie pulite (come ad esempio costi e forniture di materie prime critiche, riducendo la dipendenza dalla Cina); accelerare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e delle relative sovvenzioni; sfruttare il potenziale del mercato interno dell’energia.

La prossima governance dovrà considerare anche le difficoltà di una transizione “equa” in termini sociali, affrontando temi come la povertà energetica e lo sviluppo dell’occupazione nei settori coinvolti dalla transizione verso le fonti pulite, anche attraverso piani di formazione e riqualificazione professionale.

Come spiega Bruxelles in una nota, gli orientamenti politici per il periodo 2024-2029 della seconda Commissione von der Leyen includono l’ambizione di “sviluppare la governance necessaria per una vera Unione dell’energia”.

La revisione del regolamento sulla governance mira dunque ad allineare maggiormente il quadro alle priorità strategiche continentali, tra cui accessibilità economica, competitività, decarbonizzazione, sicurezza energetica. Cercherà inoltre di semplificare ancora gli obblighi di pianificazione e rendicontazione e di ridurre gli oneri amministrativi, supportata ove opportuno da un’ulteriore digitalizzazione.

Quanto ai Pnec, la loro trasformazione in piani di investimento, collegati al quadro finanziario pluriennale Ue 2028-2034, dovrebbe puntare a una maggiore coerenza con altri settori strategici come industria, ambiente, transizione giusta, agricoltura, trasporti, resilienza climatica e politica macroeconomica.

Come è andata finora: progressi e criticità

Come abbiamo scritto riguardo ai rapporti pubblicati da Bruxelles a novembre sullo stato di avanzamento dell’Unione dell’energia e dell’azione climatica, l’Ue ha compiuto “significativi progressi” nella transizione energetica verso le fonti rinnovabili, iniziando ad affrontare le sfide dei prezzi elevati e volatili dell’elettricità e del gas con misure per ridurre le bollette di famiglie e imprese. Allo stesso tempo, il blocco dei 27 Stati membri Ue continua a tagliare le emissioni di gas-serra.

Tuttavia, restano da sciogliere diversi nodi critici: aumentare la quota di elettricità nei consumi finali, in modo da sganciarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili; potenziare gli investimenti nelle reti; sviluppare l’industria delle tecnologie pulite made in Europe.

Emerge un quadro con luci e ombre: da una parte, l’Ue si avvicina al raggiungimento dei suoi obiettivi 2030; dall’altro, è in ritardo nel definire una politica chiara e lungimirante sulle tappe successive, come si è visto nelle complesse trattative che hanno portato a dicembre all’accordo politico tra Parlamento e Consiglio sugli obiettivi climatici al 2040, che prevedono un ampio utilizzo dei crediti internazionali della CO2.

ADV
×
Privacy Policy Cookie Policy