I consumi energetici del patrimonio costruito ammontano al 40% dell’energia utilizzata nell’Unione Europea ed è stato stimato che l’Europa dovrebbe investire annualmente 100 miliardi di euro in interventi di riqualificazione energetica per raggiungere gli obiettivi sul clima e l’energia.

L’Ue ha dedicato una maggiore disponibilità di fondi per l’efficienza energetica, ma la Commissione Europea ha indicato che è necessario sollecitare anche gli investimenti privati nel settore dell’energia.  Nel quadro appena descritto i mutui per l’efficienza energetica potrebbero giocare un ruolo centrale nella nuova strategia finanziaria europea.

In questa direzione guarda il progetto di EeMAP (Energy efficient Mortgages Action Plan), un consorzio finanziato dall’Unione Europea e supportato da GBC Italia insieme ad altri importanti stakeholders, che il 26 ottobre scorso ha pubblicato il rapporto “White Paper”.

Il documento – evidenzia una nota del GBC Italia – indica alcune raccomandazioni per la creazione di un mutuo per l’efficienza energetica come prodotto standardizzato nel mercato europeo.

Nel White Paper vengono elencate le azioni tecniche necessarie per assicurare che il sistema dei mutui possa supportare gli obiettivi europei sul clima e sulla riqualificazione degli edifici.

Si propongono inoltre raccomandazioni tecniche per cominciare a raccogliere dati sui prestiti per l’efficienza energetica per far sì che la regolamentazione finanziaria possa riconoscere gli effetti sulla mitigazione del rischio dovuti al miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni.

L’idea alla base del piano – spiega la nota – è che l’investimento si qualifichi con un minore rischio, rappresentando così un forte incentivo per attrarre le banche in questo mercato.

Le raccomandazioni espresse si basano su quattro rapporti di ricerca: uno su come i mutui per l’efficienza energetica possono funzionare sulla base di un’analisi della finanza green, uno sugli indicatori di performance degli edifici, un altro sulla valutazione dell’immobile e l’ultimo sull’impatto dell’efficienza energetica sul rischio.

“Le pubblicazioni rappresentano un importante e concreto passo in avanti e prepareranno la strada nei mesi a venire per la fase pilota cruciale nel progetto EEMAP – ha dichiarato Luca Bertalot, Coordinatore del progetto EeMAP & Segretario Generale di EMF-ECBC  – Le raccomandazioni ci aiuteranno a ‘testare su strada’ il mutuo per l’efficienza energetica, correggerlo e migliorarlo nel tempo e assicurare che il prodotto contribuisca a supportare la transizione verso un patrimonio edilizio europeo più efficiente”.

Nel report curato dalla European Regional Network, di cui GBC Italia è membro Established, dedicato agli indicatori di prestazione degli edifici, si dimostra come questi rappresentino uno strumento utile per la valutazione del rischio per i mutui per l’efficienza energetica. All’interno del report vengono esposti aspetti tecnici rilevanti per la valutazione della prestazione degli edifici.

Questa analisi insieme alle best practice di efficienza energetica in Europa possono essere di supporto per gli obiettivi dell’iniziativa. Il report ha visto il contributo scientifico di alcuni GBC europei tra cui anche GBC Italia.

I finanziatori di mutui hanno interessi chiari sullo stato degli edifici in Europa. Si stima che i prestiti per mutui ipotecari ammontino a circa un terzo del patrimonio del settore bancario europeo.

Investire sul miglioramento delle prestazioni degli edifici può aiutare coloro che richiedono il mutuo a liberare capitale disponibile grazie a bollette inferiori e può aumentare così il valore della proprietà.

Come risultato – conclude il GBC Council – questi investimenti riducono il rischio del prestito, quindi rappresentano una soluzione di successo per tutti gli stakeholder in gioco: coloro che prestano il denaro, coloro che investono, i consumatori e il clima.