La Toscana diventi laboratorio d’innovazione per la sostenibilità. Questa è la proposta contenuta nel ‘Manifesto’, varato a Lucca in occasione del convegno ‘Sostenibilità del vivere, abitare, produrre, commerciare e consumare’ che da due giorni anima la città e che proseguirà anche domani.L’attuale modello di sviluppo è insostenibile, spiega il manifesto. Il Pil è capace di misurare la crescita economica di una società ma non la felicità e il benessere dei cittadini.

“L’unica via di uscita è la sostenibilità – spiega l’assessore regionale alla tutela dei consumatori Eugenio Baronti –, è la consapevolezza che occorre modificare il nostro stile di vita ed orientarlo verso scelte compatibili con la tutela dell’ambiente. Dobbiamo inquinare meno, ridurre i rifiuti, risparmiare acqua ed energia. Dobbiamo maturare la consapevolezza che il cittadino è protagonista e che è il consumatore che orienta il mercato. Per fare questo è importante valorizzare le buone pratiche”.

Una strada dura e lunga, ma che va pur avviata per arrivare in fondo. “Anche con provocazioni e scelte coraggiose – aggiunge l’assessore nella conferenza stampa a fine mattina -, perché è solo così che si può rompere l’indifferenza generale e diffusa su certi temi e cambiare stili di vita. I cittadini infatti, bombardati da continue informazioni, spesso si chiudono a riccio ed occorre convincerli a nuovi comportamenti, di cui solo nel tempo riconoscono i vantaggi. Alla politica va chiesto invece più coraggio, il che vuol dire non misurare le proprie scelte solo sulla ricerca del consenso immediato”.

Certo la sostenibilità richiede un salto culturale e impone di non ragionare e progettare a compartimenti stagni. “Il settorialismo – ricorda Baronti – è il peggior nemico della sostenibilità. La sostenibilità vuol dire ridurre i consumi e utilizzare fonti energetiche alternative, ma anche differenziare i rifiuti, valorizzare poi quella differenziazione riciclando e riutilizzando le materie prime che si ottengono, acquistare in modo più consapevole, promuovere le filiere corte, produrre in modo diverso, costruire in modo diverso.

“La sostenibilità – sottolinea Baronti – è un insieme a tutto tondo e la si fa con programmi integrati”. Un concetto ribadito anche dal presidente di Aspo Ugo Bardi, un’associazione di ricercatori che si occupano di risorse naturali e che ha animato ieri il convegno lucchese. “Tutto è connesso – dice Bardi – Non si può essere sostenibili se buttiamo via l’energia. L’uso del petrolio non è sostenibile. E’ essenziale invece costruire un ciclo di risorse, affinché siano riutilizzate”.

“Sulla sostenibilità a Lucca abbiamo lavorato in questi anni e d abbiamo portato a casa anche qualche risultato – ricorda il presidente della Provincia, Stefano Baccelli – Ha dunque senso un convegno di questo tipo nella nostra provincia”. Il presidente
ricorda come il distretto cartario di Lucca sia il primo per ecosostenibilità su 54 in Italia. La provincia lucchese è anche capofila nel progetto internazionale Biomass. “Abbiamo lavorato molto – prosegue Baccelli – pure sulle scuole, con interventi di bioarchitettura e di risparmio energetico, e con le scuole, attraverso iniziative come “DimagrisCO2″, che hanno coinvolto studenti e insegnanti per trasmettere alle nuove generazioni una cultura di maggior rispetto verso l’ambiente a partire dai comportamenti di tutti i giorni”; Lucca ha anche un primato nella raccolta differenziata dei rifiuti nei piccoli comuni, con punte fino al 78 per cento.
 
Il manifesto redatto oggi a Lucca di fatto riprende e amplifica tutti questi concetti: ‘Noi scegliamo con convinzione e determinazione la strada della sostenibilità a tutto campo – recita il testo – un percorso che presuppone profondi cambiamenti dei nostri stili di vita, dei nostri comportamenti individuali e sociali. La sobrietà e la sostenibilità dovranno essere la nuova frontiera del nostro agire quotidiano, l’educazione ad un consumo consapevole e responsabile, una priorità nell’azione di tutti. Ci proponiamo di educare ad un consumo responsabile e consapevole per creare, dentro un mercato sempre più aggressivo, una nuova figura di cittadino consumatore dotato di senso critico, capacità e autonomia di scelta che attraverso comportamenti responsabili e consapevoli modifica e qualifica la domanda e di conseguenza condiziona l’offerta, responsabilizzando a sua volta i produttori e il sistema distributivo’.

Per ottenere questi risultati è stata scelta la via dell’esempio virtuoso: non creative campagne di comunicazione, ma la valorizzazione di ‘buone pratiche’ portate avanti da associazioni, enti pubblici o privati cittadini in prima fila nella lotta per la sostenibilità. Tra gli esempi citati dal manifesto l’esperienza dei gruppi di acquisto solidale (Gas), la microeconomia legata alla filiera corta, la raccolta differenziata dei rifiuti, la valorizzazione di fonti e sorgenti d’acqua, la promozione delle fonti energetiche rinnovabili ed alternative ai combustibili fossili, la bioarchitettura e il risparmio energetico nella costruzione dei nuovi edifici e nel restauro dei vecchi. Buone pratiche ed esempi che potranno essere diffusi grazie anche alla rete ed internet.

A Lucca, parlando di sostenibilità, il discorso non poteva non cadere su Capannori, tra i comuni più ‘ricicloni’ d’Italia grazie alla raccolta porta a porta dei rifiuti. “Purtroppo – ammette l’assessore Baronti, che a Capannori è stato anche amministratore – si tratta di un miracolo che rischia davvero di rimanere incompiuto fin quando non sarà realizzato l’impianto di compostaggio di cui si parla oramai da quindici anni”. “La raccolta differenziata è un vantaggio se sappiamo valorizzare quello che si raccoglie – spiega-. Ora non possiamo più attendere. Aspetterò fino al 31 dicembre: poi un sito per l’impianto deve essere indicato e mi impegno affinché l’iter per la sua realizzazione possa avere un percorso d’urgenza”. “Altrimenti – avverte – la politica farà la sua parte”.

Pamela Pucci e Walter Fortini

24 ottobre 2009