Il recente BP Statistical Review of World Energy 2009, report di statistiche energetiche tra i più rilevanti al mondo, ha calcolato riguardo ai dati sul petrolio che nel 2008 a livello globale sono stati prodotti 81,8 milioni di barili al giorno, e che in un anno sono stati estratti 3.928 milioni di tonnellate di oro nero. La crescita nel 2008 si è attestata in 380mila barili/giorno (+0,4%).

Un terzo dell’intera produzione mondiale è in Medio Oriente, da dove sono usciti 26,2 milioni di barili al giorno e 1.257 milioni di tonnellate di greggio nell’intero 2008.
Seconda al Medio Oriente, l’America nel suo complesso. Stando ai dati del report della British Petroleum, Nord e Sud America insieme, infatti, nel 2008 hanno prodotto 954,8 milioni di tonnellate di greggio (619,2 dal nord, 335,6 dal centro-sud del continente), 19,8 milioni di barili al giorno (rispettivamente 13,1 e 6,7 milioni).
Al terzo posto l’area euro-asiatica, comprendente Danimarca, Norvegia, Gran Bretagna, Italia, Russia e repubbliche ex-sovietiche: da qui sono usciti 17,5 milioni di barili ogni 24 ore, e, complessivamente, 851 milioni di tonnellate di petrolio nell’intero 2008.

A livello mondiale, però, quasi la metà della produzione – 1.758 milioni di tonnellate all’anno – viene dai paesi Opec (Algeria, Angola, Ecuador, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Venezuela).
Nella classifica per Paesi, il maggior produttore è l’Arabia Saudita (10,8 milioni di barili al giorno e 515 milioni di tonnellate annue), la Russia (9,8 milioni di barili e 488,5 milioni di tonnellate annue) e Stati Uniti (6,7 milioni di barili al giorno e 305 milioni di tonnellate all’anno).

Vediamo, secondo le stime del ‘BP Statistical Review of World Energy 2009’, ecco la lista dei 10 maggiori produttori di petrolio per barili giornalieri:
1) Arabia Saudita (10,8 milioni)
2) Russia (9,8 milioni)
3) Stati Uniti (6,7 milioni)
4) Iran (4,3 milioni)
5) Cina (3,8 milioni)
6) Canada (3,2 milioni)
7) Messico (3,1 milioni)
8) Emirati Arabi Uniti (2,9 milioni)
9) Kuwait (2,7 milioni)
10) Venezuela (2,5 milioni)

I tre paesi africani dell’Opec si attestano tutti sotto la produzione giornaliera di 2 milioni di barili: l’Algeria ne produce 1,9 milioni, l’Angola e la Libia 1,8. Unico Paese africano sopra i due milioni di fusti di greggio al giorno la Nigeria, che con 2,1 milioni risulta primo produttore del continente.

Questa, invece, la ‘top ten’ per produzione annua in milioni di tonnellate sempre secondo il rapporto ‘BP Statistical Review of World Energy 2009’:
1) Arabia Saudita (515,3)
2) Russia (488,5)
3) Stati Uniti (305,1)
4) Iran (209,8)
5) Cina (189,7)
6) Messico (157,4)
7) Canada (156,7)
8) Emirati Arabi Uniti (139,5)
9) Kuwait (137,3)
10) Venezuela (131,6)

I tre paesi africani dell’Opec, all’anno, producono tutti meno di 100 milioni di tonnellata di greggio: l’Angola ne produce 92,2 milioni, la Libia 86,2 milioni e l’Algeria 85,6. Unico Paese africano sopra la “quota 100” anche in questo caso è la Nigeria, che con 105,3 milioni di tonnellate annue risulta primo produttore del continente.

CONSUMI MONDIALI DI PETROLIO

Nel 2008 il consumo di petrolio è diminuito di 420mila barili/giorno, il maggior calo dal 1982. Il calo nei paesi Ocse è stato di 1,5 milioni di b/g. Otto paesi al mondo, da soli, consumano la metà del petrolio prodotto ogni anno, e quindi, anche su base giornaliera. Il “BP Statistical Review of World Energy 2009” spiega che nel 2008 la domanda e l’offerta del greggio si sono incontrate (3.928 i milioni di tonnellate prodotti e 3.927 quelli consumati), ma il 50% dei barili immessi sul mercato sono andati a sostenere le economie di Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia, Germania, Brasile e Arabia Saudita, gli otto ‘divoratori’ di petrolio e i primi otto nella ‘top ten’ dei maggiori consumatori mondiali.

Complice la crescita a ritmi elevatissimi delle economie emergenti di Cina, India e Brasile, e la recessione invece che colpisce le principali economie mondiali, frenano richieste e consumi in metà dei Paesi del G8 e quindi – contrariamente a quanto sarebbe stato lecito pensare – gli otto paesi più industrializzati del mondo non sono i primi otto ad andare sul mercato del greggio.
Il rapporto di British Petroleum conferma il divario tra nord e sud del mondo: l’Africa consuma all’anno un settimo di quanto serve alla sola Europa per il soddisfacimento della domanda di energia (135,2 milioni di tonnellate di petrolio l’anno contro i 955,6 milioni dell’Europa).

Da notare, poi, il deficit di Stati Uniti e Cina: nonostante entrambi i Paesi siano tra i primi dieci produttori mondiali, tutti e due gli stati consumano più di quello che producono (rispettivamente 884,5 milioni di tonnellate consumate contro le 305,1 prodotte e 375,3 milioni di tonnellate contro le 189,7 di propria fattura).

Ecco, secondo le stime del “BP Statistical Review of World Energy 2009”, la lista dei 10 principali consumatori di petrolio per milioni di tonnellate annue:
1) Stati Uniti (884,5)
2) Cina (375,7)
3) Giappone (221,8)
4) India (135,0)
5) Russia (130,4)
6) Germania (118,3)
7) Brasile (105,3)
8) Arabia Saudita (104,2)
9) Corea del sud (103,3)
10) Canada (102,2)

L’Italia, 14esimo al mondo per domanda di petrolio, nel 2008 ha consumato 80,9 milioni di tonnellate di greggio, il 3,9% in meno rispetto al 2007. Negli ultimi dieci anni la domanda è diminuita in modo graduale, ma sistematico. Nel 1998 l’Italia consumava 94,7 milioni di tonnellate di petrolio e da allora i consumi sono sempre calati.

Questa, invece, la ‘top ten’ per consumo di petrolio giornaliero per numero di barili, sempre secondo il rapporto ‘BP Statistical Review of World Energy 2009’:
1) Stati Uniti (19,4 milioni)
2) Cina (7,9 milioni)
3) Giappone (4,8 milioni)
4) India (2,8 milioni)
5) Russia (2,7 milioni)
6) Germania (2,5 milioni)
7) Brasile (2,4 milioni)
8) Canada (2,3 milioni)
9) Corea del sud (2,29 milioni)
10) Arabia Saudita (2,22 milioni)

Il nostro Paese è 15esimo al mondo per consumo giornaliero di petrolio: nel 2008 ne abbiamo bruciati 1,7 milioni di barili al giorno, il 3,9% in meno rispetto al 2007. Negli ultimi dieci anni la domanda è diminuita in modo graduale ma sistematico. Nel 1998 l’Italia consumava ogni 24 ore 1,9 milioni i barili di greggio, e da allora i consumi sono sempre calati.

24 agosto 2009