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Stern e i piani anti-crisi mondiali

  • 16 Febbraio 2009

Un nuovo studio di Nicolas Stern e colleghi valuta le misure economiche contro la crisi: almeno il 20% della spesa pubblica mondiale prevista deve finanziare il passaggio all'economia low-carbon. Le scelte migliori: investire nell'efficienza energetica degli edifici pubblici e nei trasporti ecologici.

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Almeno il 20% di quello che nel prossimo anno e mezzo i governi di tutto il mondo spenderanno per uscire dalla crisi dovrà andare in investimenti verdi. Per rilanciare l’economia ponendo le basi per uno sviluppo low-carbon, per l’efficienza energetica, le rinnovabili e la mobilità sostenibile dovrebbero andare almeno 400 miliardi di dollari sui circa 2.000 (il 4% del Pil mondiale) che si prevede verranno stanziati nei prossimi 18 mesi.
È questa la raccomandazione che emerge da “An outline of the case for a ‘green stimulus'” (vedi allegato), studio pubblicato da alcuni degli autori del famoso rapporto Stern, il documento che per la prima volta ha quantificato i danni economici del riscaldamento globale.

Nello studio gli economisti  del Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment e del Centre for Climate Change Economics and Policy hanno esaminato le varie misure anti-crisi possibili, sia sotto forma di sgravi fiscali che di aumenti della spesa pubblica, valutandone i tempi di applicabilità, le ricadute sociali a lungo termine, la creazione di posti di lavoro, l’efficacia in aree particolarmente colpite dalla crisi e altri aspetti collegati.

Il report dà un voto per ogni singolo aspetto alle diverse misure: si va dall’innalzamento degli standard di efficienza delle auto ai fondi da stanziare per la ricerca. Le misure attuabili in tempi più brevi e con i ritorni più interessanti riguardano il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici e il potenziamento di trasporti a minori emissioni.

La conclusione di Nicholas Stern, co-autore dello studio e direttore del Grantham Insititute, ribadisce la necessità di approfittare della crisi per dare una svolta decisa verso la sostenibilità all’economia mondiale: “Con i governi che stanno per spendere miliardi in energia, infrastrutture e trasporti è di interesse vitale che questi investimenti pubblici non ci leghino per altri decenni a un’insostenibile e dispendiosa economia ad alte emissioni. Le nazioni industrializzate quest’anno devono mostrare la loro leadership e impegnarsi a ridurre le emissioni dell’80% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, i loro piani anti-crisi devono essere coerenti con questo obiettivo.”

16 febbraio 2009

 
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