La produzione di elettricità mondiale da nucleare è calata dal 2007 al 2006 dell’1,9%, passando da 2.658 a 2.608 TWh. Come non considerare questa notizia, pubblicata da World Nuclear News (WNN) del 9 giugno scorso, come un esempio di quello che da questo portale abbiamo più volte ribadito: nel mondo non stiamo assistendo affatto ad una crescita del nucleare, ma anzi ad un lento declino le cui motivazioni sono essenzialmente di ordine economico.
Come è stato detto in maniera brillante da Amory Lovins, “Il nucleare è morto a causa di un attacco incurabile delle forze di mercato”.

I dati riportati da WNN sono di fonte IAEA (International Atomic Energy Agency) e spiegano perché la generazione da nucleare sia calata di 50 miliardi di chilowattora in un anno.
Una delle cause principali è legata alla chiusura dei 7 impianti della centrale di Kashiwazaki Kariwa in Giappone per una potenza superiore agli 8.000 MW. Il terremoto del 16 luglio 2007 aveva danneggiato uno dei reattori del più grande complesso nucleare del mondo e così si è deciso di bloccarli tutti. La società elettrica Tokyo Electric Power Company che gestisce la centrale ha registrato perdite per 2 miliardi di euro solo nel 2007 e le sue azioni sono calate del 30%. Ad oggi la produzione degli impianti è ancora sospesa. Per il Giappone questo incidente ha causato una calo produttivo di 263 TWh nel 2007.

Nel Regno Unito i quattro più vecchi reattori sono andati in pensione alla fine dl 2006, e i due più grandi (Hartlpool 2 e Heysham 1) sono stati messi a riposo per problemi ai generatori di vapore, tanto da provocare una riduzione della produzione di quasi 12 TWh.
In Germania la diminuzione della produzione elettrica da nucleare è stata di 25 TWh per la chiusura a giugno 2007 di due impianti per una potenza totale di 2.000 MW. Altri due reattori, Biblis A e B, sono stati tenuti parzialmente off-line per problemi normativi (la loro potenza totale è di 2.400 MW).

In alcuni paesi tuttavia la produzione nucleare è in crescita: in Bulgaria, Cina, Russia, Sud Africa e solo marginalmente negli Stati Uniti. Il saldo globale, come detto, è comunque negativo.
La Francia con i suoi 420 TWh da nucleare continua ad essere il paese con la quota di elettricità dall’atomo più elevata nel mondo, cioè pari al 77%. La Lituania segue in questa classifica con una quota del 65% (per 9 TWh in totale).

Secondo la IAEA solo 3 reattori nucleari sono stati allacciati alla rete elettrica nel 2007, uno in India, uno in Cina e un altro in Romania. Sempre lo scorso anno risultavano nella fase iniziale della costruzione 5 impianti: 2 in Cina, 2 in Corea del Sud e uno in Francia (Flamaville 3) i cui lavori sono stati recentemente sospesi per gravi anomali nella costruzione (vedi articolo Qualenergia.it).

Questi dati confermano la scarsa crescita della tecnologia tanto che, come ha spiegato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, “Nel periodo 2008-12 la produzione addizionale di elettricità solare ed eolica mondiale sarà almeno 4 volte superiore rispetto al contributo aggiuntivo netto del nucleare, considerando anche la chiusure delle vecchie centrali” (vedi comunicato).
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LB

18 giugno 2008