Una delle critiche rivolte alle fonti rinnovabili consiste nella presunta loro incapacità di soddisfare il fabbisogno di elettricità e quindi sull’ineluttabilità dell’utilizzo delle fonti fossili tradizionali e del nucleare. In sintesi l’accusa si basa sul concetto che le rinnovabili non sono in grado di coprire la domanda di base (baseload demand). Un approccio che fornisce poi l’occasione di considerare normale la possibile “abolizione” dell’eolico su tutto il territorio italiano, come si è sentito dire nel corso dell’attuale nostra campagna elettorale.
Lo scorso anno un esperimento ha dimostrato come un sistema di impianti distribuiti ad energia rinnovabile possa invece coprire una domanda di energia di base oltre che di picco in modo sicuro e affidabile. Trentasei impianti a fonti rinnovabili sparsi sul territorio tedesco sono stati collegati da 3 società e un’università in un network nazionale controllato da un computer centrale. Le tecnologie erano le più diverse: biogas, eolico, solare fotovoltaico e idroelettrico.

Schmack Biogas, Enercon, SolarWorld e l’ISET (Institute for Solar Energy Supply Systems) dell’Università di Kassel hanno progettato e gestito l’esperimento con 13 altri partner. L’obiettivo era mostrare, su piccola scala, come un sistema combinato di impianti energetici alimentati da fonti pulite potesse essere effettivamente realizzato e, per estensione, potrà essere sviluppato anche su scala nazionale rimpiazzando le centrali convenzionali.

La rete così costituita era in grado di produrre 50 MWh all’anno con i seguenti impianti: 3 parchi eolici da 12,6 MW di picco in totale (per il 61% della produzione), 4 impianti a biogas per 4 MWp (25%), 20 impianti fotovoltaici per 5,5 MWp (14%), oltre ad una stazione di pompaggio funzionante grazie all’energia eolica prodotta in eccesso. Una rete di impianti che era stata identificata per rappresentare 1/10.000 della domanda elettrica tedesca e, nel caso specifico, poteva rappresentava la domanda di una piccola città con 12.000 famiglie.

Questo sistema si è dimostrato capace di soddisfare la domanda di base e di picco a tutte le ore della giornata e con qualsiasi condizione meteorologica; anche nel giorno della presentazione alla stampa dei risultati dell’esperimento, quando in tutta la Germania non c’era né vento né sole, la copertura del fabbisogno elettrico è stata ottenuta; una situazione di estrema difficoltà, significativa del fatto che gli impianti a biogas avevano assolto il compito di coprire la domanda di energia elettrica del momento.

E’ stato valutato che i costi di generazione di un sistema a impianti rinnovabili combinati è oggi di 13 centesimi di euro per kWh prodotto, il doppio dell’elettricità convenzionale che però è in una fase di rapida ascesa in tutto il mondo.

Ora la replicabilità su larga scala di questa esperimento è legata a quanto rapidamente potrà crescere lo sviluppo delle fonti rinnovabili sia in termini di quantità che di rendimenti. Le potenzialità ci sono e gli impressionanti tassi di crescita degli ultimi anni lo dimostrano, ma il divario è ancora grande. Per questo motivi i governi dovrebbero fare scelte decisive, quasi rivoluzionarie, orientando la maggior parte delle risorse economiche nella direzione dell’efficienza energetiche e delle fonti pulite, magari sotto la doppia pressione del picco petrolifero e del riscaldamento globale.

Video (in tedesco), 7’20”

Animazione (2’40”)

LB

28 febbraio 2008

foto: www.kombikraftwerk.de