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Più termico nel 2020

  • 25 Settembre 2007

Il potenziale del solare termico al 2020 indicato dal position paper italiano visto dall'Assolterm. Bene la centralità del riscaldamento da rinnovabili, ma il settore è troppo sottistimato e va rivista la contabilità in termini energetici

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La mia analisi non entrerà nel merito generale del documento del Governo, per il quale rimando alla attenta analisi di Giuseppe Onufrio (“Rinnovabili: basso profilo dell’Italia“), ma si focalizzerà sul solare termico.
Sottolineo, innanzitutto, come elemento positivo, la rilevazione della centralità del riscaldamento nel problema energetico complessivo, rilevazione che si inquadra nel recente approccio europeo nei confronti di tale tema…l’energia non è solo elettrica!
Vorrei osservare, poi, come il documento si soffermi sempre su aspetti generali come la stabilità degli incentivi, la rimozione delle barriere amministrative, ecc. Chi potrebbe non essere d’accordo su questioni del genere? Quello che manca del tutto, invece, è una indicazione di come questi obiettivi possano essere raggiunti, vale a dire quali misure concrete siano applicabili con efficacia per ognuna delle tecnologie.
A tal fine, perciò, ecco qualche suggerimento sintetico, ma pratico, per il settore del solare termico:

  • misure di sostegno all’industria per favorire l’innovazione tecnologica;
  • eliminazione della “Denuncia di Inizio Attività” per impianti solari termici sotto i 20 m2 e semplificazione, nonché standardizzazione delle procedure autorizzative in aree vincolate; si noti che si tratta di un problema “tutto italiano”, in merito al quale difficilmente avremo un supporto a livello europeo ed è necessario, quindi, un sicuro e fermo impegno da parte del Governo;
  • stabilizzazione delle misure di incentivazione già esistenti: pubblicazione, in tempo brevissimo, delle regole per l’obbligo di fonti rinnovabili termiche nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni
  • conferma della detrazione fiscale al 55% nei prossimi anni, corredata della semplificazione dell’iter per il suo ottenimento;
  • obbligo di standard di qualità riconosciuti per prodotti e installazioni;
  • campagna di pubblicità&progresso per evidenziare come l’energia per il riscaldamento sia altrettanto preziosa dell’elettricità e che spinga i cittadini verso le fonti rinnovabili termiche.

Passando ora alla valutazione del potenziale, esprimo innanzitutto la mia totale incredulità, poiché, mentre per l’elettricità si parla di potenza in MW, per le rinnovabili termiche la voce “power” è riportata in TJ, vale a dire in energia! A parte il madornale errore, da qualche anno esiste un fattore di conversione, ufficialmente adottato dalla International Energy Agency, che permette di valutare la potenza degli impianti solari termici, per i quali ogni metro quadrato installato equivale a 0,7 kW.
La valutazione del potenziale è stata effettuata, inoltre, come citato nel documento, in termini di energia primaria sostituita (cfr. punto 63), ma i calcoli, come già sottolineava Onufrio, sono del tutto “nascosti” e non è possibile, quindi, una loro corretta verifica.
In particolare, la stessa quantità di energia prodotta da un impianto solare termico corrisponde a un risparmio di energia primaria molto più alto quando si sostituisce un boiler elettrico. Data la grande diffusione di tali dispositivi nel nostro Paese, sarebbe interessante sapere come il Governo ha calcolato il beneficio di questa sostituzione, in termini di energia primaria. Calcolando a ritroso il risparmio, partendo dai risultati riportati nel documento, si ottiene un risparmio medio di energia primaria pari a 750 kWh/anno per ogni m2 installato. Si tratta di una notevole sottostima del risparmio reale di energia primaria, nel caso in cui il solare termico sostituisca elettricità!

L’aspetto più grave, comunque, è il fatto che, tra i due scenari proposti da Assolterm, il Governo abbia adottato il più debole e largamente insufficiente. “Austria As Usual”, infatti, significa ammettere che siamo in ritardo di 15 anni rispetto al Paese nostro confinante e, circostanza ancora più umiliante, che non intendiamo recuperare lo svantaggio.
Il secondo scenario proposto da Assolterm, che prevede 1 metro quadrato pro capite di solare termico al 2020, porterebbe a questa data, invece, a un mercato annuale di 10,7 GW (15.200.000 m2) e a un totale installato di 39,5 GW, pari a 56.500.000 m2 (per maggiori informazioni sugli scenari: www.estif.org/stap).

Per realizzare questo obiettivo, è necessaria una crescita del mercato del solare termico pari al 37% annuale, mentre negli ultimi anni Francia e Spagna hanno fatto registrare tassi di incremento tra l’80% e il 100%. Non si tratta, quindi, di “potenziali teorici”, come si legge nel documento del Governo, ma di obiettivi del tutto raggiungibili e in linea con una crescita industriale non solo possibile, ma auspicabile.
Grandi gruppi italiani e stranieri stanno investendo notevoli capitali nel solare termico ed è doveroso, perciò, che il Governo cambi rapidamente rotta, orientandosi verso lo scenario non più ambizioso, ma semplicemente più adatto allo sviluppo del solare termico attualmente in corso nel nostro Paese.
A livello europeo, inoltre, la discussione sul solare termico si sta addirittura dirigendo verso l’adozione di obiettivi ancora più elevati, corrispondenti a 3 o 4 m2 pro capite. Tale stima deriva dalla giusta valutazione del potenziale del solare termico in settori applicativi oggi poco utilizzati, come i processi industriali o il raffrescamento degli ambienti. Come indica Onufrio, quindi, sarà necessario, nel prossimo futuro, dettagliare il potenziale del solare termico nelle sue diverse possibili applicazioni.

In conclusione, resta molto lavoro da fare, per quanto riguarda sia la corretta stima del potenziale del solare termico, sia le reali misure per mettere in atto tale potenziale. Capovolgendo il titolo di un famoso film, il 2020: così vicino, così lontano…

Riccardo Battisti
Segretario Generale Assolterm (Associazione Italiana Solare Termico)

24 settembre 2007

Immagine: Impianto solare termico allo stadio “Schwarzenegger arena” di Graz (Austria), fonte: S.O.L.I.D. / ESTIF

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