Oro nero in orbita

  • 12 Aprile 2006

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Sale il prezzo del petrolio. Tensioni internazionali e incertezze sui costi d'estrazione spingono in alto le quotazioni

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Le quotazioni petrolifere hanno sfiorato a New York il tetto record dei 70 dollari al barile in un contesto molto surriscaldato dei mercati. Al calo di 300 mila barili al giorno (b/g) nel golfo del Messico per i danneggiamenti dovuti agli uragani della scorsa estate si è infatti sommata la riduzione di mezzo milione di b/g per il blocco dell’estrazione in Nigeria provocato dalle azioni della guerriglia. Ma ciò che tiene maggiormente sotto pressione il prezzo del greggio è la preoccupazione per la possibile evoluzione della delicata situazione iraniana, dopo la divulgazione dei piani di Washington di un possibile attacco allo stato islamico e la conferma che quest’ultimo ha portato a termine il processo d’arricchimento dell’uranio.

Tutto ciò mentre la domanda mondiale continua a tirare. Nel 2006 i consumi petroliferi dovrebbero salire, infatti, di 1,6 milioni di b/g, raggiungendo la quota di 85,2 milioni di b/g, secondo l’ultima previsione contenuta nello “Short Term Energy Oultook” della Energy Information Administration. Peraltro nello stesso rapporto si evidenzia la criticità della situazione di quest’anno in quanto la crescita del consumo sarà di 0,4 milioni b/g più elevata rispetto alla crescita della produzione. Spicca in questo contesto, come al solito, la domanda cinese prevista in crescita del 6% rispetto ai 6,6 milioni b/g del 2005.

Uno dei motivi della difficoltà ad accrescere la produzione deriva dai tempi necessari a sfruttare nuovi giacimenti. Secondo Christophe de Margerie, responsabile delle esplorazioni della Total, si sbaglia a concentrare il dibattito sulle riserve disponibili nel Pianeta.
Il problema vero è quello della rapidità con cui si riusciranno a rendere operativi nuovi pozzi e degli enormi costi necessari. Costi peraltro crescenti, secondo il Ministro del petrolio del Qatar, Abdullah al Attiyah, che nei giorni scorsi ha ricordato come essi si siano triplicati rispetto a solo due anni fa.

12 aprile 2006
Gianni Silvestrini

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