Si tratta di un rapporto sulla situazione di una delle aree più contaminate al mondo dalla radioattività, le regioni di Murmask e Archangelsk nella Russia artica. I sottomarini nucleari in disarmo e le scorie prodotte dalla flotta di rompighiaccio nucleari dell’ex URSS sono stoccate depositi temporanei sin dai primi anni ’60.

In particolare la penisola di Kola è segnata dalla presenza delle scorie: in nessun altro posto del mondo le scorie nucleari sono stoccate in un modo così inappropriato. La Fondazione norvegese Fellona, in collaborazione con le Agenzie per l’Ambiente della Danimarca e degli USA e il Ministero degli esteri della Norvegia – assieme  a vari contributi di privati – ha avviato una seria attività tecnico-scientifica sulla situazione della gestione delle scorie in Russia da anni e questo rapporto ne rappresenta una delle pietre miliari.

Si tratta in particolare del terzo rapporto elaborato per delineare le possibili soluzioni gestionali da approntare nella Penisola di Kola che secondo il rapporto dovrebbe riguardare come priorità la costruzione di un impianto per il trattamento e lo stoccaggio temporaneo del combustibile esaurito di 250 sottomarini nucleari, dei rompighiaccio civili, della centrale nucleare di Kola, dotato di tecnologie in grado di maneggiare gli elementi di combustibile irraggiato danneggiato che si trovano abbandonati in vari siti.

Bellona Foundation, 2001, 115 pagine

 Il documento è in inglese