Era gennaio 2026 quando la Corte dei Conti evidenziava, non per la prima volta, la mancata attuazione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica (Fnee).
Il 29 aprile, a distanza di qualche mese, il settore batte un colpo con l’insediamento del primo gruppo di lavoro dedicato alla revisione del fondo.
La notizia è stata diffusa dal Mase il 6 maggio, annunciando la nascita del nuovo “Hub nazionale italiano della European energy efficiency financing Coalition”, presieduto e coordinato dall’Enea.
L’hub, spiega il ministero in una nota, è una piattaforma di coordinamento permanente che, dopo questa prima fase dedicata al Fnee, affronterà ulteriori priorità per definire gli strumenti finanziari più adatti ad accelerare il raggiungimento dei target climatici nazionali ed europei.
Intanto, con un gruppo di lavoro apposito, si cercherà di rendere il Fondo nazionale uno strumento migliore per l’attuazione della direttiva comunitaria sull’efficienza energetica, capace di massimizzare l’effetto leva dei fondi pubblici per attrarre capitali privati su larga scala.
Secondo la viceministra Vannia Gava “l’avvio dell’hub segna un passo concreto per rafforzare gli strumenti a sostegno dell’efficienza e la revisione del fondo punta a renderlo più efficace e capace di attrarre investimenti, accompagnando famiglie e imprese nella transizione. Il ministero continuerà a sostenere questo percorso per tradurre il lavoro dell’hub in misure operative e accessibili”.
Nel dettaglio, aggiunge Ilaria Bertini, direttore Efficienza energetica Enea, “l’avvio di questo primo gruppo di lavoro rappresenta un passo fondamentale per tradurre le strategie europee in soluzioni operative per il mercato italiano. Grazie all’esperienza accumulata con i progetti europei Greenroad e Ser, l’Enea agisce come punto di raccordo tra stakeholder pubblici e finanziari per sviluppare modelli di de-risking che garantiscano la bancabilità dei progetti. Vogliamo creare un ecosistema in cui il risparmio energetico certificato sia il motore della sostenibilità tecnico-finanziaria degli interventi”.
Restando sulle attività di Enea e Mase in tema di efficienza energetica, da segnalare anche la volontà del dicastero e dell’agenzia di selezione edifici ad alte prestazioni che possano competere per il “World Championship for energy savings”.
La competizione è stata lanciata a fine aprile nel corso del summit “Sustainable building and construction” organizzato a Losanna dall’Alleanza globale per gli edifici e le costruzioni (Global Abc) di Unep.
Fino a settembre 2026 possono essere candidati edifici non residenziali esistenti o nuovi, di varie categorie, sia pubblici sia privati.
I migliori esempi di prestazione energetica, provenienti da qualsiasi parte del mondo, saranno premiati in occasione della prossima Cop sul clima in Turchia.
L’Italia, in particolare, candiderà edifici che abbiano subito interventi di efficientamento energetico beneficiando dei contributi erogati nell’ambito del programma Prepac per la P.A.
Non una missione impossibile, se si considera che durante l’evento di Losanna è stato evidenziato come il nostro Paese sia quello con il più alto numero di certificazioni Leed in Europa e l’ottavo nel mondo, con oltre 2 milioni di metri quadrati di edifici certificati. Il Leed o “Leadership in energy and environmental design, in particolare, è un sistema di certificazione volontario sviluppato da Usgbc per valutare la sostenibilità degli edifici lungo tutto il loro ciclo di vita.
Il dialogo Ue sull’efficienza oltre il 2030
L’azione politica sull’efficienza energetica non si ferma neanche in Europa.
Il 5 maggio a Bruxelles, infatti, il commissario Ue per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha tenuto un “implementation dialogue” con gli stakeholder del settore per discutere soluzioni pratiche nell’attuazione della direttiva Eed.
I contributi forniti, in particolare, confluiranno nei piani per un nuovo quadro di riferimento sull’efficienza energetica oltre il 2030 che, secondo il programma di lavoro della Commissione per il 2026, dovrebbe essere presentato entro la fine di quest’anno.
“L’efficienza energetica è un imperativo strategico per l’Europa”, commenta Jørgensen. “L’attuale crisi ha reso chiarissimo un punto: il modo più rapido, economico e sicuro per raggiungere la sovranità energetica è quello di puntare con decisione sull’efficienza energetica”.
L’importanza di questo strumento “non può essere sottovalutata. Senza i progressi compiuti negli ultimi due decenni, oggi l’Ue consumerebbe circa il 30% di energia in più”.





























