Una comunità energetica che possa produrre e distribuire calore utilizza spesso una rete di teleriscaldamento ma, in realtà, questa non è l’unica soluzione possibile. Esistono, infatti, modelli che prevedono la cooperazione tra utenti con l’obiettivo di consumare una minore quantità di energia termica pur senza ricorrere a investimenti in un’infrastruttura.
Per vedere di cosa si tratta, dobbiamo viaggiare fino a Stoccarda, una delle città pilota del progetto europeo ConnectHeat.
Il comportamento conta
Il progetto pilota della città tedesca si concentra non tanto sulla fornitura di calore quanto sul miglioramento dell’efficienza energetica degli usi termici negli alloggi popolari gestiti dalla società Stuttgarter Wohnungs und Städtebaugesellschaft (SWSG).
Nonostante gli ampi interventi di ristrutturazione effettuati in tutta la Germania, il consumo energetico per il riscaldamento degli ambienti è rimasto invariato dal 2010, principalmente a causa del comportamento degli utenti.
Le abitudini degli inquilini, come le impostazioni del termostato e l’utilizzo del riscaldamento, incidono in modo significativo sul consumo energetico complessivo, compromettendo l’impatto del miglioramento degli standard edilizi e delle tecnologie.
Anche la SWSG ha osservato nei suoi edifici una tendenza simile, con un consumo energetico superiore del 30% rispetto alle previsioni a valle delle opere di ristrutturazione.
Tecnologie ed educazione a braccetto
Il progetto sviluppato nell’ambito di ConnectHeat incoraggia invece gli inquilini a utilizzare meno energia per il riscaldamento e acqua calda rendendo visibile il loro consumo, offrendo incentivi e fornendo informazioni sulle buone pratiche di risparmio energetico.
L’iniziativa coinvolge inquilini, proprietari e istituzioni pubbliche, che collaborano per creare un cambiamento duraturo e le tecnologie chiave includono contatori di calore intelligenti, strumenti digitali come app e display e programmi basati su premi per motivare gli utenti al risparmio.
Le campagne educative e di formazione, infine, forniscono consigli pratici sul risparmio energetico.
L’obiettivo finale è quello di ridurre i costi per inquilini, proprietari e istituzioni di assistenza sociale promuovendo comportamenti volti al risparmio energetico, grazie ai quali questi soggetti possono risparmiare almeno il 10% sui costi di riscaldamento e acqua calda.
Cooperare per risparmiare
Alcuni degli inquilini dell’edilizia popolare ricevono sostegno finanziario dal Job Center del Comune di Stoccarda, l’istituzione di assistenza sociale responsabile del pagamento delle spese di alloggio, e, quindi sono meno motivati a risparmiare energia non pagando direttamente le spese di riscaldamento.
Per questo motivo, il progetto pilota introduce alcuni incentivi finanziari, come buoni o premi non monetari, ai fine di incoraggiare il risparmio energetico tra tutti gli inquilini, compresi quelli che ricevono aiuti.
Questi schemi di supporto saranno inizialmente finanziati dal Fondo per l’Innovazione di Stoccarda, con l’intenzione di implementare successivamente un modello cooperativo per la loro gestione, progettato per reinvestire i risparmi all’interno della comunità in altre iniziative di risparmio energetico o, comunque, in azioni che migliorino la qualità di vita nel quartiere come, ad esempio, la fruibilità e l’estensione degli spazi verdi.
Affinché questo modello cooperativo funzioni, tuttavia, è necessario modificare le normative in modo che gli inquilini che ricevono sostegno finanziario dal Job Center possano trattenere parte del denaro generato grazie al risparmio energetico.
È anche un bel gioco
Il progetto è partito grazie a una costante e fitta collaborazione tra le parti interessate, coinvolgendo la SWSG, le autorità locali, alcuni esperti energetici (come la società Solites, partner di ConnectHeat), gli amministratori immobiliari (che fungono da intermediari tra inquilini e SWSG) e i rappresentanti degli inquilini.
La struttura di questa peculiare comunità energetica ha previsto anche la creazione di una rete per l’efficienza energetica che promuove la condivisione delle conoscenze e gestisce la ridistribuzione dei risparmi.
Non meno importante, poi, è anche l’aspetto di gaming associato a questa iniziativa: i vari edifici coinvolti sosterranno una sorta di competizione per il palazzo più virtuoso in termini di risparmio termico, da premiare poi con riconoscimenti di diverso tipo, come premi sotto forma di ulteriori dispositivi per il risparmio energetico oppure targhe speciali che diano il riconoscimento di visibilità ai risultati raggiunti.
Qui si pensa in grande
I rischi associati all’iniziativa sono sicuramente la mancanza di un’adeguata motivazione degli inquilini, le variazioni dei prezzi del riscaldamento, le norme relative agli incentivi e le questioni tecniche.
Un altro aspetto estremamente promettente è che la SWSG, dopo una fase di sperimentazione del progetto pilota, vorrebbe estendere questo modello a tutti i suoi appartamenti, circa 18mila.
Ciò comporterebbe un risparmio nei consumi finali di energia termica pari a ben 12 GWh/anno con un investimento di circa 400.000 euro e consentirebbe una riduzione di emissioni di anidride carbonica di quasi 2.500 tonnellate all’anno.




























