Il Fondo nazionale per l’efficienza energetica è in forte ritardo

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Il ritardo e le criticità sono ancora una volta segnalate dalla Corte dei Conti che evidenzia il mancato coordinamento tra Mase e Mef sul nuovo decreto ministeriale di riforma del fondo stesso.

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La piena attuazione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica (Fnee) resta in alto mare, registrando un “significativo ritardo” oltre alla sua “inefficacia complessiva”.

Lo scrive la Corte dei Conti nell’ennesima delibera – la n. 67/2025 del 16 dicembre 2025 – che evidenzia le criticità del fondo e sollecita il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica a intervenire.

Finora, dal punto di vista finanziario, sono stati mobilitati appena 10,2 milioni di euro su oltre 284 milioni di risorse disponibili tra finanziamenti e garanzie (queste ultime non sono ancora operative), segnala il Collegio del controllo concomitante della Corte dei Conti.

Il fondo, ricordiamo, promuove gli interventi di efficienza energetica di imprese, ESCo e pubbliche amministrazioni, tra cui la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali, la realizzazione di reti di teleriscaldamento, la riqualificazione degli edifici.

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato allo 0,25% (pari al 70% delle risorse totali del Fondo) o garanzie su singole operazioni di finanziamento.

In sostanza, il Collegio accerta un forte ritardo nell’emanazione del decreto ministeriale di riforma del Fondo, poiché il Mase non ha recepito le osservazioni formulate dal ministero dell’Economia e delle Finanze sullo schema di decreto.

Pertanto, “si raccomanda al Mase di pianificare temporalmente, e in modo stringente, la conclusione della fase di adeguamento alle osservazioni del Mef e/o di pervenire, in ogni caso, ad una composizione di vedute con quest’ultimo al fine di pervenire alla emanazione del Decreto di riforma del Fondo anche nelle more della futura revisione della norma primaria” (il riferimento è al D.lgs. di attuazione della direttiva Ue 2023/1791 sull’efficienza energetica).

Inoltre, “il Mase è invitato a riferire con allegata documentazione, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della presente deliberazione, sulle eventuali iniziative intraprese per osservare le raccomandazioni impartite, fermo restando che, alla mancata comunicazione nel termine assegnato, il Collegio assegnerà il significato di mancata adozione di ogni misura”.

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