Certe volte le sperimentazioni nel campo del fotovoltaico portano su un vicolo cieco: è il caso del primo chilometro di strada “solare” inaugurato in Francia tre anni fa, tornato all’attenzione della stampa transalpina in queste settimane per il fallimento dell’iniziativa.

Costruire decine, centinaia, addirittura migliaia di km di strade fotovoltaiche sembrava un’idea realizzabile, tanto che il 22 dicembre 2016 l’allora ministro dell’ambiente, Ségolène Royal, presenziò al battesimo di quei mille metri di asfalto in grado di produrre energia con il sole sulla RD5 (route départementale), presso Tourouvre, in Normandia.

Un progetto-pilota che avrebbe dovuto spalancare le porte alla tecnologia proposta da Wattway, società francese specializzata nel realizzare superfici carrabili con celle solari incorporate, allo scopo di generare elettricità per utilizzi locali (illuminazione di spazi pubblici ad esempio).

Tuttavia, il risultato è stato un fiasco: molte parti della “route solaire” si sono rovinate, cento metri sono stati addirittura rimossi perché impossibili da riparare.

Il degrado ha compromesso il buon funzionamento delle celle fotovoltaiche (2.800 metri quadrati in totale per una potenza complessiva di 336 kW): il passaggio di trattori e altri mezzi pesanti, le piogge, il depositarsi di foglie e muffe, questi e altri fattori hanno contribuito a deteriorare prima del previsto l’innovativo manto stradale.

Così i pannelli solari hanno generato 150.000 kWh di elettricità durante il primo anno, circa metà di quelli stimati inizialmente, per poi scendere a 78.000 kWh nel 2018 e 38.000 da gennaio 2019 a oggi, secondo le cifre riportate dall’associazione francese del fotovoltaico BDPV.

Un crollo verticale che ha fatto parlare di un vero e proprio flop.

Sulla carta, si legge sul sito web di Wattway, un km di strada solare dovrebbe fornire energia sufficiente per l’illuminazione pubblica di una cittadina di 5.000 abitanti.

Ma la realtà si è dimostrata ben diversa.

Il film di silicio policristallino di appena 7 millimetri di spessore avrebbe dovuto resistere non solo alle intemperie ma anche all’attrito causato dalle gomme dei veicoli, invece si è spaccato, spelato, fratturato.

Così la tecnologia messa a punto da Wattway non è pronta per essere applicata su vasta scala e su strade molto trafficate… difatti l’azienda sta puntando su progetti di minori dimensioni.

Si parla ad esempio di parcheggi e piazzali rivestiti con pannelli fotovoltaici.

E sempre in tema di fotovoltaico “bizzarro”, sta facendo discutere l’installazione a Biarritz, sempre in Francia, di alcune panchine solari sviluppate dalla start-up croata Include.

La panchina “intelligente” (smart bench) da 160 watt con batteria integrata si chiama Steora ed è proposta in differenti modelli, tutti equipaggiati con porte Usb per la ricarica di dispositivi elettronici, sensori ambientali, possibilità di collegamento a reti Wi-Fi.

Certo, come ha scritto qualche giorno fa su Twitter l’assessore all’ambiente di Biarritz, Guillaume Barucq, su queste panchine non bisogna sedersi troppo a lungo, altrimenti si riduce la carica solare dei pannelli fotovoltaici che ricoprono la seduta…

Com’era prevedibile, l’uscita di Barucq su Twitter ha innescato una serie di commenti ironici.

Pure a Cannes, in Costa Azzurra, sono state installate panchine di questo tipo, ma senza incorrere nell’ironia che ha circondato le smart bench di Biarritz, forse perché il municipio di Cannes si è limitato a sottolineare l’estetica e la confortevolezza delle nuove sedute.

E poi queste panchine, secondo l’azienda che le produce, sono in grado di generare energia anche quando sono parzialmente in ombra, grazie ai sistemi avanzati di gestione della carica solare.

Insomma, le vie per il fotovoltaico intelligente, o strano che dir si voglia, sono sempre più numerose: vedremo quali soluzioni – ricordiamo il dibattito che riguarda l’utilità e l’efficienza delle diverse applicazioni architettoniche, come vetri solari e tegole fotovoltaiche – riusciranno ad affermarsi sul mercato e quali invece finiranno nel dimenticatoio.