Un totale di 75 esponenti del mondo scientifico e della cultura ha sottoscritto una lettera alla coalizione di partiti riunita nel cosiddetto “campo largo” per stigmatizzare le politiche energetiche adottate a livello locale, sia dove le forze di centro-sinistra sono al governo sia dove sono in minoranza.
Non si tratta della prima volta in cui un gruppo d’eccellenza della società civile invia messaggi ai leader di partito per sollecitare una svolta nelle strategie climatiche ed energetiche, ma di solito si tratta di messaggi rivolti a chi ha completamente in mano il pallino delle scelte.
In questo caso l’iniziativa è più ibrida, con i firmatari che spiegano subito: “Non apparteniamo a schieramenti politici, ma guardiamo con interesse e speranza alla creazione di una coalizione alternativa all’attuale Governo, i cui gravi errori in campo energetico si stanno palesando oggi in tutta la loro drammaticità”.
Errori, si legge nel documento, riguardanti soprattutto l’aver puntato sull’Italia come “hub del gas” e il non aver affrontato seriamente l’esigenza di favorire una maggiore penetrazione delle rinnovabili.
Il risultato è quello di un Paese “oggi più esposto alle crisi energetiche, con le tariffe più alte, proprio a causa di politiche poco attente allo sviluppo delle fonti pulite”.
La lettera nasce da un’iniziativa dell’associazione Energia per l’Italia e mette in evidenza con una certa “preoccupazione” il fatto che al campo largo facciano riferimento Giunte regionali “decisamente indietro nel cronoprogramma del Pniec”, come nel caso di “Toscana, Emilia-Romagna e soprattutto Sardegna”.
Quest’ultima “è protagonista di una vera e propria crociata contro le rinnovabili e contro l’Esecutivo Meloni, reo, secondo le incredibili posizioni del Governo regionale, di proporne addirittura troppe”.
Sul banco degli imputati finisce “la visione ideologica che demonizza gli operatori dell’energia pulita, etichettandoli come speculatori”.
Per questi motivi si chiede di aprire una riflessione “sincera” che porti anche “a un profondo lavoro di informazione e formazione verso i vostri dirigenti, quadri, amministratori locali, consiglieri regionali, gruppi parlamentari”.
Da qui il richiamo al corretto dialogo con i territori, al contrasto per le sindromi Nimby e Nimto senza dare seguito a “minoranze rumorose”, e alla necessità di un maggior contributo delle aziende pubbliche nella transizione.
Tra i firmatati della lettera ci sono anche Nicola Armaroli del Cnr, il membro Ipcc Riccardo Valentini e l’esperto Gianni Silvestrini (l’elenco completo nel documento disponibile in basso).
A essere chiamati in causa sono invece Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni (Sinistra italiana), Angelo Bonelli (Europa Verde), Riccardo Magi (+Europa) e Matteo Renzi (Italia Viva).
Esponenti politici che negli ultimi mesi si sono spesi sul tema energia.
La segretaria del Pd e il portavoce di Europa Verde, ad esempio, hanno preso parte a una manifestazione in difesa delle Cer organizzata il 20 maggio davanti la sede del Gse.
Fratoianni, invece, a metà maggio è stato intervistato in piazza Montecitorio, dove ha sottolineato l’importanza di superare la dipendenza dalle fossili sostenendo lo sviluppo delle rinnovabili, non quello del nucleare.
Negli stessi giorni, però, l’ex premier Renzi è intervenuto difendendo il ritorno all’atomo.
- La lettera (pdf)



























