Quello di giugno sarà un mese caldo per le comunità energetiche rinnovabili e solidali.
La prima data da tenere in considerazione è sabato 6, quando il Movimento nazionale Cers ha previsto una manifestazione dinanzi la sede del Mase per sollecitare interventi sul settore (la data deve essere confermata).
Nel corso delle settimane successive, invece, dovrebbe svolgersi la prima riunione di un tavolo di confronto tra il Movimento e il Gse, sulla base di un accordo verbale raggiunto ieri (20 maggio) nella sede del Gestore, dove è stata organizzata una manifestazione alla quale hanno preso parte anche esponenti politici di M5S, Avs e PD, a partire da Elly Schlein e Angelo Bonelli.
“Abbiamo già chiesto un confronto con il ministero e ora attendiamo la risposta”, spiega a QualEnergia.it Riccardo Troisi, presidente del Coordinamento Cers Lazio e membro della delegazione che ieri è stata ricevuta al Gse dall’a.d. Vigilante.
Gli elementi cardine da discutere con il dicastero sono “incertezza dell’incentivazione e scadenza del 31 dicembre 2027” per i sostegni del decreto Cer 2023.
Questa soglia “potrebbe creare problemi alle migliaia di domande di attivazione che stanno subendo rallentamenti e speriamo che la data sia messa in discussione”.
Su questo, sottolinea Troisi, lo stesso Gse “ci ha detto di auspicare che la misura continui nel tempo e si stanno interfacciando con il Mase”.
I rappresentanti del network Cers chiederanno inoltre al ministero “maggiore aiuto sui territori nell’accompagnamento verso le Cer, pensando ad esempio ai piccoli comuni, con sportelli fisici locali, non virtuali”.
Ancora, “diremo al Mase che anche le politiche regionali vanno uniformate per far sì che questi enti possano fare bandi a sostegno delle Cer mettendo risorse”.
A tal proposito Troisi ricorda un bando con cui la Regione Lazio ha messo a disposizione 14 milioni di euro per le comunità energetiche rinnovabili, andato sostanzialmente deserto per un eccesso di complessità tecnica.
“Alcune Regioni si stanno attivando per sostenere la parte finanziaria delle Cer, altre sono ferme e dirottano i fondi su diversi modelli di transizione, ma bisogna favorire le piccole comunità dal basso rinnovabili e solidali”.
Altro punto di rilievo che sarà evidenziato al ministero è la necessità di mettere a disposizione superfici pubbliche per lo sviluppo di Cer con ricaduta sulla dimensione sociale.
Realtà a cui si chiederà anche di destinare agevolazioni tariffarie, ad esempio se c’è un progetto che agisce sulla povertà energetica.
In attesa della manifestazione in via Cristoforo Colombo e dell’eventuale confronto diretto con i vertici del dicastero, c’è un altro passaggio da assolvere.
La rete delle Cers ha infatti elaborato un documento di criticità e richieste da inviare al Gse, al quale si stanno apportando le ultime limature in questi giorni. Sulla base di questo atto, poi, il Gestore convocherà la prima riunione del tavolo di coordinamento concordato ieri.
“Noi non abbiamo mai pensato che il Gestore blocchi la transizione – chiarisce Troisi – ma riteniamo che le regole burocratiche a cui è legato possano essere migliorate per dare risposte più puntuali ad associazioni e persone”.
Le istanze del mondo Cer
I temi da affrontare sono stati evidenziati da tempo: procedure complesse, ritardi amministrativi, difficoltà di interlocuzione, incertezza normativa e problemi legati all’accesso agli incentivi e ai fondi Pnrr, come sintetizzano Movimento nazionale Cers e Coordinamento Cer(S) Roma e Lazio Ets in una nota.
Secondo quanto raccolto da QualEnergia.it già a inizio aprile, attraverso il confronto diretto con operatori del settore e associazioni, i nodi da sciogliere riguardano:
- tempi incerti sull’aggiornamento delle configurazioni;
- lentezza di alcuni adempimenti perché legati all’uso della Pec;
- chiusura entro novanta giorni delle istruttorie legate al bando Pnrr per le Cer nei piccoli comuni;
- gestione dei dati di potenza degli impianti;
- tempi di connessione alla rete di distribuzione.
Sul finire di aprile, invece, è arrivato l’intervento del Gse per rendere più fruibili le procedure, attivando nuove funzionalità sul Portale Spc che consentono la gestione online delle modifiche alle configurazioni di autoconsumo diffuso già qualificate, incluse le Comunità energetiche rinnovabili.
Tra le novità introdotte anche l’esclusione dalle informazioni richieste di quelle relative all’ubicazione dei punti di connessione e ai dati anagrafici completi dei clienti finali (si veda Cer e autoconsumo, dal Gse novità sulle modifiche alle configurazioni).
Negli ultimi due anni, inoltre, il Gestore ha introdotto “un’intensa attività di supporto e assistenza”, come si legge in una nota diffusa ieri dopo l’incontro con il Movimento Cers.
Si contano oltre 40.000 richieste gestite, 800 sportelli realizzati, 100 iniziative territoriali promosse e circa 28.000 partecipanti ai webinar dedicati a Cacer e autoconsumo, oltre a 32 webinar specifici sulle Cer.
“Le Comunità energetiche rinnovabili sono una misura operativa e concreta”, spiega l’a.d. Vinicio Mosè Vigilante. “I numeri confermano il forte interesse del Paese: il Gse ha già pubblicato 12.000 atti di concessione che consentono di sbloccare i contributi a fondo perduto previsti dal Pnrr per le Cer nei Comuni sotto i 5.000 abitanti, mentre ulteriori 8.000 provvedimenti sono in corso di pubblicazione”.




























